Circo equestre Za-Bum

ITALIA - 1945
Circo equestre Za-Bum
La pellicola si compone di cinque quadri di rivista del tutto indipendenti uno dall'altro. Il primo, "Contatti telefonici" fa assistere al colloquio telefonico fra un dongiovanni ed una signora, che stanno telefonando da due cabine diverse ma riescono a parlarsi. L'inserimento di un terzo interlocutore fa andare a monte l'appuntamento amoroso che stanno per fissare. In "Gelosia" un marito sorprende nella stanza di sua moglie due uomini. Uno è il suo amante, il secondo un ladro. Questi si spaccia per l'amante della donna e riesce ad uscire tranquillamente dalla casa facendo in modo che sia l'altro ad essere malmenato. Nel quadro "Dalla finestra" ironizza sul servizio tranviario cittadino raccontando le liti tra un tramviere e una signora. In "Il postino" un portalettere consegna una missiva a una signora. Questa, dopo averla letta, inizia a piangere. Il postino, che è un uomo buono, trova le parole per consolarla. In "Galop finale al circo", come sulla ribalta si susseguono attori e ballerine, trapezisti.
  • Episodi: Contatti telefonici - Gelosia - Dalla finestra - Il postino - Galop finale al circo
  • Durata: 85'
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Tratto da: spettacolo musicale "Za-Bum" di Marcello Marchesi
  • Produzione: PRODUZIONE ASSOCIATA - TITANUS
  • Distribuzione: TITANUS

NOTE

- IL FILM E' STATO GIRATO A ROMA DURANTE L'OCCUPAZIONE TEDESCA IN UN CLIMA DI CLANDESTINITA'. FORSE E' STATO USATO COME PRETESTO DA ATTORI E TECNICI PER NON TRASFERIRSI A VENEZIA PR FORMARE IL CINEMA DELLA REPUBBLICA DI SALO'.

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: GIUSEPPE AMATO.

- REGISTRO CINEMATOGRAFICO N. 568.

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI CAPITANI.

CRITICA

"Se consideriamo la pellicola nei suoi risultati spettacolari in rapporto al deviato e cattivo gusto del pubblico odierno, l'affare c'è e grosso, anche se si tratta di teatro cinematografico e non cinema. Pochi ed economici fondali, una messinscena striminzita, sbrigativa, situazioni paradossali, sconvenienti, equivoche". (Mario Meneghini, "L'Osservatore Romano", 11 aprile 1944).
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy