Cimarron

USA - 1960
Cimarron
Verso la fine del secolo scorso, Yancey Cravat, un inquieto ed avventuroso colonizzatore, insieme con la moglie Sabra emigra verso le terre dell'Oklahoma, aperte ai pionieri. Yancey non riesce però ad occupare il terreno che avrebbe voluto, e decide quindi di dedicarsi ad un'altra attività: quella giornalistica. Fondato l'"Oklahoma Wigwam", che s'avvia rapidamente ad un fortunato avvenire, Yancey non sa resistere agli impulsi del proprio spirito irrequieto. Lascia dunque Sabra e Cim, il figlioletto che nel frattempo gli è nato, per prendere parte alla conquista di nuove terre nel Cherokee. La guerra ispano-americana vede Yancey tra i combattenti finché, terminato il conflitto, l'uomo torna a casa con l'aura dell'eroe. Ma il suo soggiorno ad Osage, la cittadina che egli ha visto nascere e che si è ormai trasformata in un prospero centro di attività, non dura a lungo. Dopo aver rinunziato alla nomina a governatore, per non dover sottostare alle poco pulite manovre di un magnate del petrolio, Yancey si allontana di nuovo, e definitivamente, dalla famiglia che pure, a suo modo, ama intensamente. Gli anni passano e Sabra, da sola, fa del "Wigwam" il più importante e diffuso giornale dello stato e lei viene considerata come la più autorevole e nobile rappresentante dell'antica famiglia dei pionieri. Ma nel cuore della donna non si sopisce l'amarezza causata dalla lontananza del marito. Un giorno, insieme con l'ultima sua lettera, le giunge la notizia che Yancey è morto in Europa, combattendo contro i tedeschi.
  • Altri titoli:
    Edna Ferber's Cimarron
  • Durata: 147'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, WESTERN
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, CINEMASCOPE, METROCOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Edna Ferber
  • Produzione: EDMUND GRAINGER PER METRO-GOLDWYN-MAYER
  • Distribuzione: MGM

NOTE

- IL FILM HA VINTO TRE PREMI OSCAR NEL 1931 COME MIGLIOR FILM, MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E MIGLIORE SCENOGRAFIA.

- IL FILM E' STATO CAMPIONE D'INCASSI NEGLI STATI UNITI NEL 1931.

CRITICA

"Il film, ispirato a un noto romanzo americano, si mantiene in buon equilibrio fra il tono spettacolare e quello psicologico, anche se quest'ultimo appare meno sviluppato. La regia, accurata ed abile, riesce quasi sempre a mantenere lo sviluppo narrativo su di un livello elevato e vigoroso, validamente soccorsa da una recitazione impegnata e dalla suggestiva utilizzazione di uno splendido colore." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 49, 1961)
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