Ciao Brother

ITALIA - 2016
Angelo, un quarantenne simpatico e un po' truffaldino, si ritrova a dover fuggire a Los Angeles dopo aver venduto dei quadri falsi. Giunto in California senza un soldo e con le carte di credito bloccate, si arrangia come può, dormendo anche per strada. Un giorno, scopre che un ricco imprenditore italoamericano è morto, lasciando un'enorme eredità al figlio George, e nota che il caro estinto gli somiglia moltissimo. Così, Angelo si presenta a casa di George, sostenendo (senza fornire alcuna prova) di essere suo fratello. Tra gag, colpi di scena e situazioni folli, i due fratelli acquisiti finiranno per diventare amici per la pelle.

CAST

CRITICA

"Regia, di servizio, di Nicola Barnaba, 'Ciao Brother' porta sul grande schermo i cabarettisti Pablo e Pedro, già protagonisti a Zelig: l'occasione fa il comico attore e soprattutto Pablo, il migliore per copione e verve, si sforza di recitare. (...) la commedia mixa luoghi comuni italoamericani e gag non originalissime, dovendo contare su una sceneggiatura, firmata da Giulio Base, che regala incroci linguistici temibilissimi (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 16 giugno 2016)

"Forse non saranno esplosivi o particolarmente originali ma Nardi e Di Renzo fanno qualcosa che altri comici al cinema spesso non fanno: recitano. Soprattutto Di Renzo, con il suo bel faccione da Peter Boyle 'romanaccio' (la creatura in 'Frankenstein Junior'), ha carisma davanti all'obiettivo. (...) Farsa che cerca l'umana comprensione più che la brutale derisione. Buono il cammeo di Ceccherini, delizioso quello di Ciufoli come investigatore sfigato." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 giugno 2016)

"Il primo film da protagonisti dei due cabarettisti (visti anche a Zelig), pur nella sua semplicità, si segnala per un aspetto inusuale nelle commedie italiane: fa ridere e molto. Bravi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 9 giugno 2016)

"Tra gag e piccoli colpi di scena, il duo comico di Zeligporta nelle sale la stessa comicità che diverte milioni di spettatori in tv e a teatro da oltre vent'anni (...)." (Giulia Bianconi, 'Il Tempo', 31 maggio 2016)
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