Ciao Brother

ITALIA - 2016
1,5/5
Ciao Brother
Angelo, un quarantenne simpatico e un po' truffaldino, si ritrova a dover fuggire a Los Angeles dopo aver venduto dei quadri falsi. Giunto in California senza un soldo e con le carte di credito bloccate, si arrangia come può, dormendo anche per strada. Un giorno, scopre che un ricco imprenditore italoamericano è morto, lasciando un'enorme eredità al figlio George, e nota che il caro estinto gli somiglia moltissimo. Così, Angelo si presenta a casa di George, sostenendo (senza fornire alcuna prova) di essere suo fratello. Tra gag, colpi di scena e situazioni folli, i due fratelli acquisiti finiranno per diventare amici per la pelle.
  • Altri titoli:
    Made in Italy
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: GIANLUCA CURTI PER MINERVA FILM
  • Distribuzione: MICROCINEMA

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

Comicità d’accatto e ambientazione losangelina, atrocemente perfetta in un’ottica glocal de noantri, contraddistinguono l’esordio da protagonisti sul grande schermo della coppia comica Pablo e Pedro, già tra i beniamini della truppa di Zelig. Il primo, nello specifico, è il solito truffatore in fuga dai guai; il secondo è figlio di un ricchissimo imprenditore italoamericano, da poco defunto. La somiglianza fisica tra il tycoon e l’imbroglione italico si presta alla base della finzione per cui Pablo si presenterà dinanzi a Pedro, spacciandosi per il fratello perduto. Si accettano scommesse sulla probabilità che il finale del film veda i due fratelli-di-truffa, dopo averne passate di tutti i colori, divenuti ormai amici per la pelle.

Sceneggiato da Giulio Base – che ci regala battute di pregio come “Please, come in!” “E se me apri, camìn!”- e diretto da Nicola Barnaba, Ciao Brother non diverte né intrattiene, trascinandosi stancamente come un collage di scene a malapena sorrette da un esile filo conduttore che tenta, fra molteplici inceppamenti, di ricostruire lo schema classico della commedia degli equivoci. Tra le curiosità, la presenza nel cast di Mietta e il riconoscimento del MiBact come film di interesse culturale.

CRITICA

"Regia, di servizio, di Nicola Barnaba, 'Ciao Brother' porta sul grande schermo i cabarettisti Pablo e Pedro, già protagonisti a Zelig: l'occasione fa il comico attore e soprattutto Pablo, il migliore per copione e verve, si sforza di recitare. (...) la commedia mixa luoghi comuni italoamericani e gag non originalissime, dovendo contare su una sceneggiatura, firmata da Giulio Base, che regala incroci linguistici temibilissimi (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 16 giugno 2016)

"Forse non saranno esplosivi o particolarmente originali ma Nardi e Di Renzo fanno qualcosa che altri comici al cinema spesso non fanno: recitano. Soprattutto Di Renzo, con il suo bel faccione da Peter Boyle 'romanaccio' (la creatura in 'Frankenstein Junior'), ha carisma davanti all'obiettivo. (...) Farsa che cerca l'umana comprensione più che la brutale derisione. Buono il cammeo di Ceccherini, delizioso quello di Ciufoli come investigatore sfigato." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 giugno 2016)

"Il primo film da protagonisti dei due cabarettisti (visti anche a Zelig), pur nella sua semplicità, si segnala per un aspetto inusuale nelle commedie italiane: fa ridere e molto. Bravi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 9 giugno 2016)

"Tra gag e piccoli colpi di scena, il duo comico di Zeligporta nelle sale la stessa comicità che diverte milioni di spettatori in tv e a teatro da oltre vent'anni (...)." (Giulia Bianconi, 'Il Tempo', 31 maggio 2016)
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