Captain America: Civil War

USA - 2016
2,5/5
Captain America: Civil War
Steve Rogers è al comando della nuova squadra degli Avengers, intenti a proseguire la loro lotta per salvaguardare l'umanità. Ma, quando un altro incidente internazionale in cui sono coinvolti gli Avengers provoca dei danni collaterali, le pressioni politiche chiedono a gran voce l'installazione di un sistema di responsabilità, presieduto da un consiglio d'amministrazione che sorvegli e diriga il team. Questa nuova dinamica divide gli Avengers in due fazioni: una è capeggiata da Steve Rogers, il quale desidera che gli Avengers rimangano liberi dalle interferenze governative, mentre l'altra è guidata da Tony Stark, che ha sorprendentemente deciso di sostenere il sistema di vigilanza istituito dal governo.
  • Altri titoli:
    Captain America 3
  • Durata: 147'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA
  • Tratto da: personaggi dei fumetti creati da Jack Kirby e Joe Simon
  • Produzione: MARVEL ENTERTAINMENT, MARVEL STUDIOS
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 4 Maggio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Arrivato 10 anni dopo il primo Civil War a fumetti, il film che doveva sbertucciare la Justice League Dc è una mezza sòla. Per carità, sempre meno pasticciato di Batman v Superman, ma da casa Marvel era lecito aspettarsi di più.
Invece il terzo Captain America è solo logico e soporifero. L’impressione è che tutte queste primedonne mascherate finiscano per pestarsi i piedi a vicenda, oscurandosi l’un l’altra invece che esaltarsi. In assenza di un nemico vero - il villain è solo un misero preteso (Daniel Bruhl) - i nostri battagliano tra loro, con il risultato che 1) non si sa per chi tifare e 2) si sa già che nessuno si farà male davvero.
L’estensione del dominio della lotta a tarallucci e vino. Troppo serioso per essere comico ma non abbastanza per essere tragico, al di sotto degli standard coreografici Marvel, Civil War è in linea purtroppo con il refrain politico di casa post 11/9: personaggi alle prese con rovelli morali e problemi di responsabilità. Iron-Man si è intristito, la Romanoff ha messo la testa a posto.
Tra i nuovi, Spider-Man versione bamboccione (Tom Holland) perde la sfida con Pantera Nera (Chadwick Boseman), un solitario elegante ed elusivo. Speriamo non ne facciano un altro Steve Rogers.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE STAN LEE.

CRITICA

"Dopo un prologo e una sequenza d'azione un po' fuori contesto, il film si dilunga in contenziosi tra gli eroi; ma passata la prima ora, è tutto azione, con una zuffa omerica all'aeroporto di Lipsia dove ogni eroe in maschera fa sfoggio dei propri super poteri e delle proprie gag. E il limite del film è proprio l'inflazione dei Vendicatori, che lasciano pregustare una quantità di combinazioni ma finiscono col risultare intercambiabili (o sacrificati). Si aggiunga che certe scene sembrano spot dei blockbuster a venire (...)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 3 maggio 2016)

"Al recente «Batman v Superman: Dawn of Justice» risponde a tamburo battente «Captain America: Civil War», ma più che la guerra multimilionaria tra i marchi Dc Comics e Marvel ci preoccupa l'eventualità di risultare alieni per il pubblico che disprezza il cinefumettismo e sacrileghi per quello dei fan ultraspecialistici. Proviamo dunque a prendere il film dei fratelli Russo per quello che è, un blockbuster d'azione con l'ambizione di dire la sua sui problemi più drammatici che destabilizzano la pace nel mondo e in cui lo snodo decisivo riguarda proprio la non facile riuscita del mix giusto tra l'intrattenimento popolare e il sottotesto intelligente. (...) Dopo avere confessato di non trovare irresistibile quest'inedita chiave drammaturgica - all'incirca il filosofema: «il tragico nella vita è che tutti hanno le loro ragioni» (persino Ant-Man, Vedova nera, Spider-Man, Winter Soldier e compagnia stramba) - siamo lieti di comunicare allo spettatore non prevenuto in un senso o nell'altro che la qualità visiva e spettacolare del film è senz'altro eccellente. Potrebbe anche bastare, aggiungendo che non c'è paragone col mediocre «Batman v Superman»: gli attori sono in palla, le sottotrame non sono eccessivamente intricate e gli inserti ironici peculiari dello stile Marvel rispondono all'intento di risultare rilassanti, se non fossimo convinti che si può pretendere qualcosa di più dalla famiglia allargata e scombinata degli Avengers. Accettando l'imperativo categorico per ogni nuova puntata della saga di darci sotto con lo slancio epico, perché non porsi l'obiettivo di allestire un grande film al posto di un film grande?" (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 5 maggio 2016)

"Senza voler caricare il film di eccessivo peso filosofico, è indubbio che l'avventura è imbastita proprio intorno al conflitto ideologico fra libertà versus responsabilità (...). Abilmente strutturato il copione di Christopher Markus e Stephen McFeely (...) ben orchestra le fila della storia, introducendo risvolti a sorpresa e concedendo a ogni personaggio il giusto spazio. I fratelli Anthony e Joe Russo conducono con mano esperta la regia alternando sequenze epico -drammatiche e momenti di alleggerimento (soprattutto quando sono in scena l'aereo Spider-Man di Tom Holland e l'ameno Ant-Man di Paul Rudd), senza che ne risentano la compattezza del racconto e i ritmi mozzafiato dell'azione. Insomma, siamo di fronte a uno dei più riusciti cine-fumetti Marvel, due ore e un quarto di divertimento assicurato." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 maggio 2016)

"In gergo lo chiamano il primo film della 'Fase Tre' e solo i cultori di questa blasonata saga della Marvel Comics possono capire le profonde implicazioni dell'espressione. Cinematograficamente, il secondo episodio sul grande schermo di 'Capitan America' (...) sembra temere più se stesso che il placet del suo pubblico. In altre parole, l'eroe titolare e i suoi amici/nemici Avengers sembrano trasmettere a questo giro le proprie insicurezze anche al film in termini di tenuta di scrittura/drammaturgica e registica. Non che questo sia un grave problema per alcuni blockbuster in franchise come il presente, tuttavia la durata di 147' appare piuttosto provante a fronte di una narrazione diluita, poco stimolante e 'restituiva' delle avventure dei nostri supereroi (...). Tutti e nessuno, ovviamente, hanno ragione ma la manfrina prosegue allo sfinimento. Per un pubblico di super-resistenti." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 5 maggio 2016)

"Piacerà a patto che non vi sia ormai venuta la reazione di rigetto per l'ennesimo sequel super eroistico. E riusciate a superare la pretestuosità della trovata d'avvio e a godervi l'azione a ruota libera. Che è sempre godibile, inventiva, senza pause." (Giorgio Carbone, 'Libero', 5 maggio 2015)

"II titolo Marvel più venduto degli ultimi anni diventa un lungo film, molto politico e, naturalmente, ricco di meravigliosa azione." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 5 maggio 2016)

"Arcistufi dei cattivi, che dal dr. No di Bond al mefistofelico Joker di Batman hanno riempito tutte le caselle del Male, è aperta la stagione della guerra civile nel Bene. Superoi contro supereroi. Perché? L'obiettivo è complicare il già noto, e qui ci si riesce alla grande, e puntare alla spettacolarità del super scontro (...). Divertente che il film parta rispondendo, finalmente, a una domanda dello spettatore da 30 anni, almeno da quando lo schermo digitale vive di voyeurismo del disastro: ma tutti questi X qualcosa e Super qualcosa Avengers eccetera, che quando si muovono crollano ponti, esplodono pezzi di città, cadono aerei, muoiono innocenti, i danni chi li paga? (...) Da una storia scritta una decina d'anni fa per i fumetti Marvel, cast, invenzioni, ribaltamenti, ritmo e ambientazioni fanno il loro sporco lavoro. Full popcorn." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 7 maggio 2016)
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