Bullet Train

USA - 2021
2,5/5
Bullet Train
Ladybug è uno sfortunato killer che vuole svolgere in pace il proprio lavoro dopo che un ingaggio di troppo non è andato secondo i piani. Ma il destino riserva sorprese. L'ultima missione di Ladybug lo vede scontrarsi con avversari letali provenienti da ogni parte del pianeta sul treno più veloce del mondo, dal quale deve trovare un modo per scendere.
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (2.39 : 1)
  • Tratto da: basato sul romanzo 'I sette killer dello Shinkansen' di Kōtarō Isaka (ed. italiana Enaudi,2021)
  • Produzione: DAVID LEITCH E KELLY MCCORMICK PER 87NORTH, CTB INC., FUQUA FILMS
  • Distribuzione: WARNER BROS. iTALIA, SONY PICTURES ITALIA
  • Data uscita 25 Agosto 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Dall’Orient Express al Bullet Train. Da Agatha Christie a Kōtarō Isaka, senza dimenticare la distopia di Snowpiercer (graphic novel in origine, poi film e serie tv), ancora una volta il cinema non si lascia sfuggire l’occasione di restituire sullo schermo testi letterari incentrati su storie in corsa all’interno di un treno.

Le atmosfere di matrice giallistica prima di Lumet (1974) poi di Branagh (2017) virano ora verso il thriller pulp: David Leitch, trascorsi da stuntman e già regista – tra gli altri – di Atomica bionda, Deadpool 2 e Hobbs & Shaw (spin-off della saga Fast and Furious), riesce così a intrappolare in un solo film il tasso adrenalinico di infinite scazzottate e sparatorie e l’ebbrezza della velocità massima data dai cosiddetti “treni proiettile”, che viaggiano sulla rete ferroviaria giapponese Shinkansen.

Partenza a Tokyo, arrivo a Kyoto: la trama del film (in realtà girato negli studios californiani), che per ovvie ragioni non potrà essere raccontata in maniera minuziosa, si articola naturalmente lungo l’intero arco temporale di questo viaggio (che in realtà dura due ore e quaranta minuti, mentre il film si accontenta di poco più di due ore): Brad Pitt è Ladybug (sì, “coccinella”…), ingaggiato per recuperare una misteriosa valigetta e guidato al telefono da una voce femminile (Sandra Bullock). Ma intorno a quella valigetta ci sono altre numerose persone, e storie, che inevitabilmente finiranno in rotta di collisione.

Momomon in Bullet Train

Derivativo per struttura e incastri, Bullet Train diverte ma non incanta, regala qui e là qualche sorpresa seppur il meccanismo di incastri, vendette, Destino con la D maiuscola alla lunga finisce per incartarsi oltre le traiettorie del prolisso. E del già visto.

Certo, l’eterogeneità del cast (Joey King, Aaron Taylor-Johnson, Brian Tyree Henry, Andrew Koji, Hiroyuki Sanada, Michael Shannon, Benito A Martínez Ocasio) e i numerosi inserti flashback a linkare il pregresso dei vari personaggi alla storia madre aiutano a mantenere alto il ritmo, ma la sensazione complessiva è quella di uscire da una visione talmente sovraccarica da dimenticarsene con la stessa velocità con cui si viaggia – appunto – su un treno proiettile.

Joey King stars in Bullet Train

Film d’apertura della 75ma edizione del Festival di Locarno, nelle nostre sale dal 25 agosto.

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: BRITTANY MORRISSEY, BRENT O'CONNOR, RYOSUKE SAEGUSA, KAT SAMICK, YUMA TERADA.

- FILM D'APERTURA DEL 75. LOCARNO FILM FESTIVAL (2022).

CRITICA

"Trasferito sullo schermo il bizzarro thriller di Isaka Kotaro (da noi 'I sette killer dello Shinkansen', Einaudi) perde parte della sua peculiare vena ironica. Non tanto perché il film affida a interpreti per lo più caucasici i ruoli principali - un «whitewashing» che in Giappone ha provocato qualche polemica - quanto per l' accentuazione del manieristico registro pop-tarantiniano (peraltro già insito nella pagina) con cui il copione declina l' avventura, giocando di pulp e alzando il livello della violenza. E tuttavia David Leitch, che prima di diventare regista è stato coordinatore di stunt, è abile a costruire le scene di azione e il cast all-star è indovinato: con menzione per il Kimura di Andrew Koji (Warrior); l' odiosa ragazzina Joey King, gli «Agrumi» Bryan Tyree Henry e Aaron Taylor-Johnson (...); nonché i cammei di Michael Shannon e Sandra Bullock. Ma l' anima di tutto è il Coccinella di Brad Pitt, che con intatto carisma svaria una volta di più su quel registro di ansiogena, ingenua svagatezza che solo lui riesce a rendere incantevole." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 04 agosto 2022)

"Apertura del 75esimo Festival di Locarno è un popcorn movie di (non cattivo) gusto e (qualche) sostanza, adrenalinico nelle promesse, autoironico nella tratta e nemmeno sonnolento negli esiti (...) è un action che non lesina sulle botte, titilla il karma ed è - letteralmente - uno starring vehicle per Mr. Pitt: Brad avrà qualche problema a riconoscere l' altro (prosopagnosia), ma noi non lo ricambiamo, a quasi 59 anni ha faccia da schiaffi, physique du rôle e humour per staccarci il biglietto. Ecco, semmai si potrebbe discutere la destinazione d' uso di Bullet Train, in cui lo scompartimento scansiona la drammaturgia, condiziona lo spettacolo e contingenta i campi lunghi (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 04 agosto 2022)
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