Bolgia Totale

ITALIA - 2014
2,5/5
Bolgia Totale
Roma: il vecchio ispettore Quinto Cruciani, alcolizzato e consumatore abituale di droghe, si fa scappare il giovane spacciatore psicopatico Michele Loi, appena arrestato, e si ritrova a un passo dal licenziamento. Il suo superiore, l'ispettore capo Bonanza, gli dà tre giorni di tempo per ritrovare il fuggitivo, poi sarà costretto a denunciare l'accaduto.E mentre Quinto si trova ad affrontare difficoltà economiche, malanni e problemi personali, Loi, cercato sia dalla polizia che dal suo ex socio in affari, tenta di organizzare una fuga a Portorico, dove un suo vecchio amico ha aperto un ristorante e gli ha proposto di entrare in società, e di riallacciare i rapporti con Zoe, una spogliarellista albanese muta. Ma le cose, per chi vive in un mondo come il loro, non sono destinate a finire bene.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO, NOIR
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: DOMENICO TRAPANI LOMBARDO, GIORGIO BELTRAME PER MESCALITO FILM, IN COLLABORAZIONE CON OH!PEN, IN ASSOCIAZIONE CON RED POST PRODUCTION
  • Distribuzione: ASAP CINEMA NETWORK (2015)
  • Vietato 14
  • Data uscita 3 Settembre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Da una parte il vecchio ispettore Quinto Cruciani (Giorgio Colangeli), dall’altra il giovane spacciatore psicopatico Michele Loi (Domenico Diele). Il primo, alcolizzato e tossicomane, è ad un passo dalla pensione. Che potrebbe diventare un miraggio, però, proprio a causa di Loi: arrestato, il ragazzo riesce a fuggire dal controllo di Cruciani. Al quale l’ispettore capo Bonanza (Gianmarco Tognazzi) concede solo tre giorni di tempo per ritrovarlo, scaduti i quali sarà licenziato.

Scritto e diretto dall’esordiente Matteo Scifoni, Bolgia totale è un crepuscolare western urbano che, riappropriandosi della classica (e molto labile) contrapposizione tra l’essere al di qua e al di là della “legge”, gioca a mescolare noir e poliziesco, naturalmente insistendo molto sulla forte caratterizzazione dei due antagonisti, poveri cristi chiamati a contrapporsi in una partita che, viste le premesse, è destinata a finire male per entrambi.

Tutto sommato godibile, il film di Scifoni – che ha un discreto sguardo, al netto di qualche esagerazione rivedibile – si riappropria di alcuni topoi cari al cinema di genere italiano anni 70, non proprio avvicinandosi all’epopea dei vecchi, cari “poliziotteschi”, ma provando a riesumare alcune dinamiche e qualche maschera che, al tempo, popolavano con forza quel cinema di periferia.

Nel cast, anche Ivan Franek (è Felix, “datore di lavoro” di Loi) e Xhilda Lapardhaja (è Zoe, ragazza albanese muta, unico essere umano verso il quale Loi sembra provare qualcosa). Piccola parte anche per Stefano Fresi, ricettatore di auto rubate.
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