Big Night

USA - 1996
Big Night
Emigranti italiani, i fratelli Primo e Secondo Pileggi si sono stabiliti a New York dove hanno aperto un ristorante che fatica a decollare. Primo è il capocuoco e cerca di proporre una cucina genuina e di qualità, Secondo si occupa degli affari e cerca di far funzionare il locale. Quando viene a sapere che il famoso musicista Louis Prima sta suonando in quella zona, cerca di farlo venire anche nel proprio locale e, grazie all'appoggio di Pascal, esperto uomo d'affari del posto, la cosa sembra riuscire. Tutto allora viene rivolto alla preparazione della serata-evento: il ristorante viene abbellito, si fanno gli inviti, Primo si dedica alla preparazione di un menù particolare. All'ora di cena, arrivano le persone, parte la musica, qualcuno balla, poi si dà il via alla cena, sempre nell'attesa dell'ospite che però non arriva. Il musicista in realtà non era mai stato invitato, Pascal aveva barato, e questo diventa motivo di lite grossa tra i fratelli. Primo vorrebbe tornare in Italia dove lo aspetta un posto di cuoco a Roma, Secondo vuole insistere in America. All'alba, Secondo prepara una frittata per il fratello nel locale ormai vuoto. I due si abbracciano senza parlare.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: JONATHAN FILLEY
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (1997)

CRITICA

"Esordio di due attori passati alla regia, Big Night ha tutte le imperfezioni ma anche il calore, la generosità, la fresca sensualità dell'opera prima. E un toccante crescendo finale che evoca per un momento l'ombra di Cassavetes. Non è davvero poco. "Mangiare bere uomo donna", diceva quel film di Ang Lee. Gira che ti rigira, ogni film sul cibo parla di questo. La novità, qui, è che si tratta anzitutto di affetto tra fratelli. Non era un soggetto facile." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 marzo 1997)

"Voltando le spalle al cinema hollywoodiano, fatto a macchina, Big Night sembra ispirarsi al cinema europeo, fatto a mano: nello spunto c'è l'evidente influenza di Il pranzo di Babette, la baruffa sulla spiaggia di notte ha qualcosa di felliniano; e il finale in minore, con i fratelli che si riconciliano in cucina sul tempo reale della preparazione delle "scrambled eggs", potrebbe averlo girato Truffaut. Preparati da Mamma Tucci i paradisiaci piatti del menù sono i veri protagonisti. Insomma si esce dalla proiezione con un'idea della vita non scioccamente ottimista, con la voglia di dire: lo so che la realtà è una guerra con morti e feriti, che chissà quali guai ci aspettano domani, ma intanto assagiamoci una forchetta di timballo di maccheroni e, se lo scopriamo cucinato a regola d'arte, accontentiamoci." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 17 marzo 1997)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy