Antonio, guerriero di Dio

ITALIA - 2005
Antonio, guerriero di Dio
1263. Nella Basilica di S.Antonio a Padova, mentre uomini e donne piangenti passano davanti alla bara del Santo, un frate comincia a narrarne la storia. Nel 1221 una nave proveniente dall'Africa fa naufragio sulle coste della Sicilia. Fibonacci, mercante di Pisa ed insigne matematico, che ha portato i numeri arabi in Italia, ha salvato dall'annegamento Antonio. Intanto Tebaldo, un usuraio padovano affida il compito di trovare un enorme tesoro in una nave naufragata in Sicilia a Baldrico, che porta con sé Foco, un uomo che ha impresso sul corpo il marchio del ladro. Giunti dopo un mese di viaggio sul luogo del naufragio, Baldricco viene inghiottito dalle onde durante le ricerche nel relitto. Rimasto solo, Folco venuto a sapere che al naufragio è sopravvissuto un frate, Antonio, ritiene che si tratti del proprietario del tesoro. Intanto, dopo un mese di convalescenza, Antonio parte perché Francesco, al cui ordine lui appartiene, ha convocato tutti i frati minori ad Assisi. Folco inizia a seguire le sue tracce ed arriva anche lui ad Assisi, non lo trova e si lascia convincere a raggiungere Rimini per imbarcarsi su una nave di pirati. Nei pressi della spiaggia in cui un frate sta predicando, ruba un borsello ad un gentiluomo, ma il frate se ne accorge e lo costringe ad abbandonare il bottino. Folco, che non ha capito che il frate è Antonio, comincia a seguire il frate per rientrare in possesso del denaro. Durante vari spostamenti, comincia a subire il fascino della spiritualità di Antonio, tanto che pensa di redimersi. Intanto, Francesco muore e Antonio diventa il suo successore alla guida dell'ordine dei frati minori e, sempre più acclamato per le sue capacità oratorie, incontra il Papa, Gregorio IX, che teme molto perché le loro idee divergono. Quando nel 1231 Antonio torna a Padova, che è al colmo dello sviluppo demografico e commerciale, Folco viene a sapere che Baldricco è vivo e incontrandolo capisce che si è arricchito con l'aiuto di Fibonacci. Si scontra con lui e, accidentalmente, muore Rolando per mano di Baldricco, ma della sua morte viene accusato Folco. Intanto Antonio, sempre più malato, dopo aver predicato contro l'usura, si batte con successo per la liberazione di Folco, farà cambiare le leggi e verrà portato in trionfo, come "defensor civitatis". Muore il 13 giugno a Padova.
  • Altri titoli:
    Il Santo
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, RELIGIOSO
  • Produzione: ANGELO BASSI PER AB FILM
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 9 Giugno 2006

RECENSIONE

di Luca Pellegrini
Nell'Europa del Milleduecento era facile svegliarsi guerrieri. La famiglia spediva a conquistare terre, la Chiesa a difendere dottrine, i banditi a compiere malversazioni, tutti erano rivestiti di fervore e di corazze. Il sangue si versava facilmente; la vita aveva un valore diverso da quello che noi le attribuiamo. Ma la vita, agli occhi di Dio, era sacra allora come oggi. E se una guerra si doveva combattere, i santi capivano che necessaria era quella per insegnare l'amore di Dio, per tutelare gli ultimi, accogliere gli oppressi, perdonare i peccatori. Antonio, il Santo, combatte per Dio: con la parola, la lingua, il gesto, la volontà e la fede. Travolge, con il suo insaziabile desiderio di giustizia e Vangelo, lui, travolto, invece, dalla sofferenza, dalla debolezza. In un mondo sconquassato da eroismi e brutalità, da pietà nascoste e crudeltà manifeste, Antonio si prodiga, in poco meno di quarant'anni, a far conoscere Dio, la notizia più bella del mondo. Il film che Antonello Belluco, scrittore e regista, dedica al Santo, a Padova, ai fedeli, è pieno di questa fede, di gioia e di dolore, dei chiaroscuri dell'"età del ferro". Scopriamo che la storia del "guerriero" è raccontata da un ladro convertito e frate a sua volta, il quale all'inizio e alla fine prega sulla sua tomba, prefigurando una devozione plurisecolare. Molti personaggi s'incontrano e scontrano col Santo che proprio a Padova si scaglia contro la piaga dell'usura. Donne e uomini, bambini e sacerdoti, nessuno è indenne da quella parola che l'attore spagnolo Jordi Mollà assume e proietta con accento volutamente portoghese (terra d'origine d'Antonio) e balenare di occhi profondi. Il suo incontro con Francesco ad Assisi è viscerale e toccante; quello con Papa Gregorio IX, interpretato dal carismatico Arnoldo Foà, solenne e problematico. Alcune pittoresche intrusioni non lasciano il segno; non tanto quanto fa, invece, l'onnipresente musica di Pino Donaggio che "il guerriero" sarebbe certamente riuscito a moderare.

CRITICA

"Nell'Europa del Milleduecento era facile svegliarsi guerrieri. La famiglia spediva a conquistare terre, la Chiesa a difendere dottrine, i banditi a compiere malversazioni, tutti erano rivestiti di fervore e di corazze. Il sangue si versava facilmente; la vita aveva un valore diverso da quello che noi le attribuiamo. Ma la vita, agli occhi di Dio, era sacra allora come oggi. E se una guerra si doveva combattere, i santi capivano che necessaria era quella per insegnare l'amore di Dio, per tutelare gli ultimi, accogliere gli oppressi, perdonare i peccatori. Antonio, il Santo, combatte per Dio: con la parola, la lingua, il gesto, la volontà e la fede. (...) In un mondo sconquassato da eroismi e brutalità, da pietà nascoste e crudeltà manifeste, Antonio si prodiga, in poco meno di quarant'anni, a far conoscere Dio, la notizia più bella del mondo. Il film che Antonello Belluco, scrittore e regista, dedica al Santo, a Padova, ai fedeli, è pieno di questa fede, di gioia e di dolore, dei chiaroscuri dell''età del ferro'. Scopriamo che la storia del 'guerriero' è raccontata da un ladro convertito e frate a sua volta, il quale all'inizio e alla fine prega sulla sua tomba, prefigurando una devozione plurisecolare. (...)Il suo incontro con Francesco ad Assisi è viscerale e toccante; quello con Papa Gregorio IX, interpretato dal carismatico Arnoldo Foà, solenne e problematico. Alcune pittoresche intrusioni non lasciano il segno; non tanto quanto fa, invece, l'onnipresente musica di Pino Donaggio che 'il guerriero' sarebbe certamente riuscito a moderare." (Luca Pellegrini, cinematografo.it, 9 giugno 2006)
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