Ant-Man

USA - 2015
3/5
Ant-Man
Il dottor Hank Pym diventa Ant-Man dopo aver scoperto un composto chimico - la Particella Pym - che gli permette di alterare le dimensioni del proprio corpo e possedere una forza sovrumana. Inoltre, grazie allo sviluppo di un'altra tecnologia, Ant-Man possiede l'abilità di controllare eserciti di formiche. Il dottor Pym, però, viene cacciato dalla sua stessa compagnia, la Pym Technologies, per mano dell'amministratore delegato Darren Cross, un suo ex-allievo che ha preso il controllo della società. Da quel momento la massima priorità dello scienziato diventa trovare qualcuno che possa usare la sua invenzione per il bene dell'umanità. La scelta cade sull'abile ladro Scott Lang, cui il dottor Pym fornisce l'incredibile capacità di rimpicciolirsi e al contempo accrescere la propria forza. Lang, addestrato dalla brillante scienziata ed esperta di arti marziali Hope van Dyne, la figlia del dottor Pym, ricorre quindi alle sue eroiche doti nascoste per proteggere lo spettacolare costume di Ant-Man da nuove, terribili minacce. Esposti a ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang dovranno pianificare e portare a termine un colpo che salverà il mondo.
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, ARRIRAW (1:1.85)
  • Produzione: BIG TALK PRODUCTIONS, MARVEL ENTERPRISES, MARVEL STUDIOS
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 12 Agosto 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Nonostante abbia anche lui radici lontane - il primo albo a fumetti è del 1962 - Ant-Man ha una modernità e una freschezza sconosciuta ad altri supereroi Marvel apparsi di recente sul grande schermo. Contro la forza bruta di Hulk, la regale potenza di Thor e la pesantezza high-tech di Iron-Man, Ant-Man è leggerezza, adattabilità, compressione. Capacità di cambiare formato, zipparsi, trasferirsi. E' insomma il genius loci di un'era immateriale. Un update di Spider-Man, con il quale condivide natura vermicolare e agilità spaziale, ambedue in moto perpetuo attraverso supporti ultraleggeri, per l'uno formiche volanti, per l'altro ragnatele.
S'incontreranno molto presto, già nel 2016, in Captain America: Civil War, il film che darà inizio alla terza fase dei cine-lavori in corso Marvel (cantiere aperto da dove usciranno presto Black Panther e Dottor Strange) e il via libera alla grande ammucchiata di tutti i principali scavezzacolli mascherati creati da Stan Lee. Che a confronto gli Avengers erano quattro amici al bar.

Ma torniamo ad Ant-Man e alla sua prima cinematografica. Il risultato finale è gradevole, grazie al cast ben assortito e al tono scanzonato che il film riesce a mantenere dall'inizio alla fine. Non è la commedia che avrebbe voluto Edgar Wright, prima voluto e poi scaricato dalla Marvel per troppa eterodossia, ma è comunque un buon passatempo, segno che l'intervento in seconda battuta di Peyton Reed, chiamato all'ultimo secondo in regia, non ha prodotto effetti nefasti. D'altra parte l'operazione arranca tutte le volte che si fa prendere da un frainteso senso di responsabilità: quando ad esempio si decide d'incidere il plot - in origine crediamo poco meno di uno scarabocchio - con il bisturi dei sottotesti familiari, di padri in cerca di riscatto agli occhi dei figli (tema tipicamente americano).

Il cast dicevamo. Paul Rudd ha la giusta faccia, Evangeline Lilly non solo quella, Michael Douglas nome, fascino e aplomb, Michael Peña il tocco della comicità, Corey Stoll, che fa il villain, nulla di tutto questo. Anonimo oltre ogni sopportazione.
L'espediente della miniaturizzazione di cose e persone - un classico del cinema di genere da Radiazioni BX: Distruzione uomo a Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi - viene sfruttato a dovere, con una ricchezza di trovate e un paio di situazioni visionarie degne dei nobili film della fantascienza.
Ci sono formiche di ogni tipo e tutte di carattere. Sono l'omologo biologico delle nanotecnologie. Le simpatiche mascotte di un film a misura dell'odierno immaginario. Orgogliosamente smaller than life.

NOTE

- ALLA REGIA ERA STATO INIZIALMENTE ANNUNCIATO EDGAR WRIGHT.

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE STAN LEE ED EDGAR WRIGHT.

CRITICA

"Piccolo è bello? Chissà, ma la Marvel ci ha creduto: da un mazzo accreditato di ben ottomila personaggi, ha pescato Ant-Man, non certo la più celebre delle creature partorite dall'immaginifico Stan Lee (qui in cammeo). (...) di certo in 'Ant-Man' le dimensioni contano, ma 'al contrario': l'elogio della piccolezza non è solo poetico, ma diremmo stilistico, di 'formato', perché di fronte alla magniloquenza CGI di 'Avengers' e compagni questi 117 minuti paiono piuttosto quelli di un 'family movie' con i superpoteri. Insomma, se proprio dobbiamo scegliere un 'gemello' quello è 'Spider-Man', anche al di là delle analogie più immediate. (...) Paul Rudd, bene (...) Michael Peña, da applausi (...)... Pensare che con Wright al timone avremmo potuto assistere a una rivoluzione del 'superhero movie' paragonabile su scala diversa a quella di 'The Dark Knight', non è follia pura: un azzardo, s'intende, ma in quel che resta del nostro Edgar si avverte un'ironia nonsense, una scorrettezza politica e un ricerca del sorriso a mezza bocca che 'Iron Man e Co.' non hanno mai frequentato. Si direbbe, 'Ant-Man', un film non 'middlebrow', consapevolmente di nicchia e, rispetto a 'Guardians of the Galaxy', per un pubblico anagraficamente più maturo: dalla (non) storia tra Scott e Hope al villain moscio Darren, le debolezze più esibite e, crediamo, posticce non scalfiscono la sensazione che qui il primo sinonimo di 'piccolo' sia 'diverso', addirittura, 'innovativo' rispetto al gigantismo muscolare e tonitruante degli abituali film Marvel. Senza spellarsi le mani, dunque, 'Ant-Man' è da raccomandare, e non solo per la penuria estiva in sala. Anzi, cara Marvel, ti chiediamo di più: perché non ci fai un bello spin-off del Luis di Michael Peña e i suoi fratelli?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 6 agosto 2015)

"(...) una scatenata commedia d'azione con pirotecnici furti e piani di evasione (...). Nel film di Peyton Reed il mondo subatomico in cui Scott Lang si lancia (...) è un caleidoscopico tunnel di colori psichedelici e immagini subliminali da mozzare il fiato dello spettatore. Sono i momenti più belli e realmente visionari del film, quando la vertigine prende il posto della commedia con ladri simpatici. Sequenze completamente assenti nella prima sceneggiatura di Ant-Man affidata agli inglesi Edward Wright e Joe Cornish, poi brutalmente estromessi dal progetto (...). Ora sappiamo che Reed è stato un valido sostituto in grado di imporre dentro il film l'essenziale mondo subatomico. Attori? perfetto nella parte del guascone Rudd e autorevole il veterano Michael Douglas come Hank Pym, l'originale Ant-Man dei fumetti di Stan Lee, qui presente in uno dei suoi soliti esilaranti cammei nonostante i 93 anni di età." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 agosto 2015)

"Nell'ottica della quasi-parodia rimane sicuramente il casting del film, che affida il ruolo dell'uomo insetto protagonista all'amabile Paul Rudd, più antieroe che un supereroe, con la sua filmografia di commedie demenzialromantiche di marchio Judd Apatow, il fisico mingherlino, l'altezza poco imponente e i modi tra il timido e il 'passive aggressive'. (...) Secondo una tradizione che dall'abbinamento Richard Matheson/Jack Arnold ('Radiazioni BX: distruzione uomo', del 1952) passa per 'L'esperimento del dottor K' (del 1958, con Vincent Price, poi sublimemente ripreso da Cronemberg) arrivando fino ai più recenti 'Cara, mi si sono ristretti i ragazz', 'Ant-man' trae il massimo vantaggio dalla miniaturizzazione del suo personaggio." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 12 agosto 2015)

"I duetti dispettosi tra Lang e Hope sono tra le cose migliori del film, che gioca le sue carte più sul piano del divertimento che sull'avventura fracassona, specialità dei marvelliani precedenti." (Giorgio Carbone, 'Libero', 12 agosto 2015)

"Simpatica, ma banale, puntata dell'universo Marvel, puerile e, allo stesso tempo, anarchica. Padri che cercano di riconquistare figlie e tanti effetti speciali, senza mai incantare." (A.S., 'Il Giornale', 21 agosto 2015)
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