Ancora vivo

Last Man Standing

USA - 1996
Ancora vivo
Nel 1931 Jericho, città di frontiera del Texas, è dominata da bande di gangster che terrorizzano i pochi abitanti rimasti. Doyle e Strozzi, capi delle gang rivali, si scontrano per il controllo del mercato di contrabbando. E lo sceriffo Ed Galt assiste senza nemmeno provare ad intervenire. Un giorno arriva in città uno straniero che dice di chiamarsi John Smith ed è alla ricerca di un posto per dormire. Mette gli occhi su Felina, amante di Doyle, e subito viene minacciato dagli sgherri del capo. Fa finta di capire la lezione, ma invece l'avvertimento diventa per lui una provocazione e un invito ad intervenire nella lotta tra le bande. Proprio quando sembra che i due capibanda vogliano arrivare ad una tregua, Smith, con freddezza e abilità, comincia ad intromettersi tra i rivali, avvicinando prima Felina, tenuta prigioniera da Doyle, poi Lucy, una prostituta che sta con Strozzi. Da entrambe riceve confessioni che gli permettono di organizzare piani che lo vedono al servizio ora dell'uno ora dell'altro.Sentendosi traditi e addossandosi le rispettive colpe, i due capibanda danno vita ad una nuova serie di vendette senza esclusione di colpi. Smith si trova alternativamente da una parte e dall'altra. Alla fine tutti restano uccisi sul campo. Jericho diventa un grande, polveroso cimitero. E Smith, in silenzio com'era arrivato, riparte da solo.
  • Altri titoli:
    Welcome to Jericho
    Gundown
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: racconto di Ryuzo Kikushima e Akira Kurosawa
  • Produzione: LONE WOLF, NEW LINE CINEMA
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE (1996) - DVD CECCHI GORI HOME VIDEO (2002)

NOTE

- LA COLLABORAZIONE ALLE MUSICHE DI ELMER BERNSTEIN NON E' ACCREDITATA NEI TITOLI.

- PRESENTATO AL FESTIVAL DI VENEZIA 1996 NELLA SEZIONE "NOTTI VENEZIANE".

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.

CRITICA

"Regista 'freddo', quasi mai banale, cresciuto nel culto del western (peccato che il suo precedente 'Wild Bill', non sia mai uscito da noi), Walter Hill condensa in 'Ancora vivo' un'idea di violenza, grafica e geometrica, che potrebbe deludere i fans del Bruce Willis più sbruffone e atletico: qui, sullo sfondo di un deserto color ocra che assomiglia all'inferno, il regista impagina una sfida rituale dal sapore quasi metafisico. Risultato: si spara molto, ma entro una cornice da cinema d'autore. E infatti al pubblico Usa non è piaciuto.(L'Unità, Michele Anselmi, 20/11/96)

"Il film si inserisce nel filone gangsteristico anni Trenta, dove è certamente inevitabile e indispensabile dare spazio a situazioni dominate da sparatorie e omicidi. Ma in questo caso sembra di poter dire che la misura viene nettamente superata. La storia infatti procede solo sui binari dell'intento di sopraffazione dell'uno contro l'altro, nell'ottica di un modo di vivere all'insegna dell'eliminazione fisica dell'avversario." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 123, 1997)
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