Amori elementari

ITALIA, RUSSIA - 2013
3/5
Amori elementari
Le prime avvisaglie dell'amore e dei suoi tormenti in un gruppo di bambini che frequentano la stessa polisportiva di hockey e pattinaggio artistico. Katerina e Aleksej vengono dalla Russia e sono da tempo stretti in un legame fortissimo. Matilde è innamorata da anni di Tobia. La vita del quartetto viene sconvolta dall'arrivo dell'affascinante Agata, che rapisce il cuore di Tobia. Karim, di origini bengalesi, ha un amico immaginario ed entrambi sono infatuati da Matilde. Invitati da una polisportiva gemellata di Mosca, i bimbi si recano tutti insieme in Russia. Ma durante la trasferta Agata decide di scappare per incontrare il ragazzino con il quale gioca a scacchi su internet, del quale è invaghita. I compagni così decidono di fuggire insieme a lei per cercare di convincerla a tornare indietro...
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: CSC-CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA PRODUCTION, SHARONCINEMA PRODUCTION, RAI CINEMA, ZORI FILM
  • Distribuzione: ACADEMY TWO (2014)
  • Data uscita 20 Febbraio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
In principio era l'amore, e l'amore era presso i bambini. Protagonisti tra i 10 e gli 11 anni, la stessa polisportiva, dove dividersi tra hockey (i maschietti) e pattinaggio artistico (le femminucce), e all'orizzonte un quadrangolare a Mosca…
Sono Amori elementari e, insieme, gli elementi dell'amore quelli serviti sul grande schermo dal documentarista Sergio Basso, che esordisce alla finzione imbarcando nel baby-progetto anche gli allenatori Cristiana Capotondi e Andrey Chernyshov: nelle intenzioni, “una storia a misura di bambino, fatta per emozionarli”, dice molto anche agli adulti, che l'amore ha della ragioni che l'età poi disconosce.
La palestra documentaristica di Basso dà nell'occhio, il tallonamento realistico di Matilde e Tobia, Katerina e Aleksej apre a un effetto verità che supera le barriere anagrafiche: se la regia ad altezza di bambino, con la fantasia a briglia sciolta e Gianni Rodari e Chagall per exemplum, può lasciare interdetti gli spettatori più sclerotizzati, questi Amori non finiscono all'alba nella via, non smettono di insegnare l'amore, e la mancanza a quell'età del metadiscorso amoroso dà al fare il primo piano: ciak, azione! Insomma, non ci si annoia, e una volta tanto tornare bambini è riscoprirsi fanciullini: fate largo allo stupore!

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON F.LLI CARTOCCI, DIGIPIX, CINECITTÀ STUDIOS, NICOMAX CINEMATOGRAFICA E IN ASSOCIAZIONE CON BNL-GRUPPO BNP PARIBAS.

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO �� DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA, CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO DELLA CULTURA DELLA FEDERAZIONE RUSSA E DEL FONDO CINEMA RUSSO..

- HA OTTENUTO IL PATROCINIO DEL CONI.

CRITICA

"Sergio Basso, bravo documentarista esperto di Cina e Russia, in quest'opera prima si distingue per affrontare un tema delicato e difficile, gli amorosi sensi dei bambini. E rimbalza sguardi e gelosie, mini ripicche e rimorsi tra alcuni ragazzini divisi tra hockey e pattinaggio artistico. Le sorprese dell'amore sono uguali per tutti e si direbbe inizino presto: la Capotondi istruisce una squadra di minorenni assai sagaci, ma è il tocco del regista che regala al racconto un incantesimo affettivo non fiabesco." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 febbraio 2014)

"Ci propone questa piccola favola Sergio Basso che, pur qui esordendo, il cinema ha imparato a conoscerlo con Gianni Amelio, collaborando in Cina con lui mentre realizzava 'La stella che non c'è' e subito dopo con un documentario 'Giallo a Milano' dedicato a quella città. Abbastanza efficace l'equilibrio tra quei primi intrecci sentimentali e l'età ancora imberbe di quei ragazzini i cui 'amori' il titolo non può non definire 'elementari' anche rifacendosi allusivamente alla situazione scolastica in cui lì tutti si muovono. L'andamento è corale e si dedica così un'attenzione piuttosto superficiale alle psicologie dei singoli, favorite comunque dalla scelta abbastanza meditata degli interpreti probabilmente non professionisti cui sono stati soprattutto affidati i personaggi dei quattro scolaretti portati poi in primo piano. Cifre tranquille, espressioni pronte forse inconsciamente a far sentire il passaggio difficile fra l'infanzia e l'adolescenza e due distinte cornici. In Italia, le Dolomiti con la neve, in Russia, proprio Mosca alle cui architetture più note Sergio Basso ha guardato con il suo occhio di documentarista dando spesso rilievo alla cattedrale di San Basilio cercando di proporre le sue cupole dorate sotto angolazioni non troppo viste. Oltre ai bambini italiani - il film è una coproduzione - ci sono dei bambini russi ai quali sento di dover aggiungere anche alcuni adulti. Tra gli italiani, Cristiana Capotondi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo - Roma', 20 febbraio 2014)

"Un cordiale e simpatico film per ragazzi basato su un concetto di melting pot: i piccoli grandi amori coinvolgono personaggi di varia origine etnica che si chiamano Katerina e Tobia, Matilde e Aleksej, Agata e Ajit. Non manca una punta di malizia: nella constatazione che l'amore, anche alle elementari, sarà pure l'assoluto, però si posa oggi qui, domani là." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 febbraio 2014)

"Sergio Basso non è un regista esordiente, sebbene questo 'Amori elementari' è la sua opera prima per quanto riguarda il cinema di finzione, a soggetto. Ora, vedendo questo film lo spettatore difficilmente potrebbe immaginare che dietro «questa» macchina da presa c'è un documentarista eclettico che ha firmato una manciata di opere, alcune rilevanti. Qualche titolo: 'Giallo a Milano', 'Il viaggio di Gesù', 'Quando capita di perdersi...'. II percorso all'interno del documentario è solo una delle tracce della sua formazione: Sergio Basso ha vissuto in Cina (e grazie a questa sua esperienza è stato assistente alla regia di Amelio per 'La stella che non c'è'), si è diplomato al Centro Sperimentale di cinematografia, si è diplomato in regia teatrale con Jurij Alschitz, ha una laurea in lingue orientali... insomma un percorso eclettico che in un modo o in un altro è entrato nel suo cinema documentario e non. Ora, 'Amori elementari' è un film che potrebbe far intendere un altro percorso per quel tanto di intenzionalità nell'esperire un mandato fin troppo sociologico. L'idea è raccontare la nascita del sentimento amoroso nei pre-adolescenti, in un arco temporale stretto, tra i dieci e gli undici anni. Ma dal mandato sociologico, su cui è facile scivolare, Basso prova ad evadere elevando la storia in favola colorata, quasi astratta. Il racconto trova così una sua ambientazione di montagna, tra le Dolomiti, e si chiude, in verità aprendosi, su di un gruppo di ragazzini, maschi e femmine, che frequentano una polisportiva chi facendo pattinaggio su ghiaccio chi facendo hockey. La logica dell'amore ai tempi delle elementari, questo è il gioco del titolo, vuole un avvicendarsi rocambolesco di amori, promesse, incantesimi, fughe, tradimenti, litigi e riconciliazioni che abita il cuore di un gruppetto di ragazzini. (...) Sergio Basso sembrerebbe mettercela tutta nel tentativo di mischiare le carte, attraversano generi e definizioni, inserendo persino l'animazione. In questo tentativo mimetico c'è però un qualcosa di troppo e di troppo forzato, reso a volte manchevole dal difficile, sempre difficile, lavoro con i ragazzini, a volte naturali altre volte no." (Dario Zonta, 'L'Unità', 20 febbraio 2014)

"Quando l'amore brucia le tappe: protagonisti tra i 10 e gli 11 anni, hockey e pattinaggio artistico per disciplina sportiva, Cristiana Capotondi e Andrey Schernyshov per coach. Sono gli 'Amori elementari' di Sergio Basso, che dopo un'ottima palestra documentaristica ('Giallo a Milano', 'Il viaggio di Gesù') esordisce alla finzione senza tradire realtà e verità: infanzia esplosiva, sentimenti dirompenti, baby-attori chiamati a riconoscere i superpoteri dell'altro, regia a misura di bambino. Gianni Rodari per spirito guida, questi Amori minorenni insegnano anche agli adulti: Matilde e Tobia, Katerina e Aleksej, sono le particelle elementari di un discorso amoroso che trova già selezione e combinazione linguistica, quelle che la vita affinerà e, insieme, distruggerà. Una piccola, coraggiosa avventura audiovisiva per spettatori da 0 a 99 anni, che va a supplire una colpevole mancanza: perché in Italia non si fanno (più) film per ragazzi?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 20 febbraio 2014)

"Amorazzi, equivoci, agonismo, integrazione razziale e piccoli problemi in famiglia per il delizioso esordio di Sergio Basso, bravissimo a realizzare una commedia gentilmente scatenata descrivendo assai bene l'eleganza di un'età in bilico tra la dolce infanzia e la terrificante adolescenza. Grande tradizione italiana: dirigere i bambini. Da 'Ladri di biciclette' a 'La mafia uccide solo d'estate' passando per 'Nuovo cinema Paradiso'. Questo film entra nel club. Bravi Capotondi e Chernyshov insegnanti adulti. Eccellenti le piccole star." (Francesco Alò, Il Messaggero, '20 febbraio 2014')

"Non scalda la sfida sul ghiaccio Massimo Bertarelli Vola rasoterra il rivedibile esordiente Sergio Basso in una fragile storiella in bilico tra Alleghe e Mosca. Una squadra di bambini di una quinta veneta, allenati all'hockey su ghiaccio dalla maestra Cristiana Capotondi, vola in Russia per una sfida con i coetanei di lassù. Se non fosse così inutilmente contorto, sarebbe da scuola materna, più che da elementari." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 febbraio 2014)
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