Amo un assassino

ITALIA - 1951
Amo un assassino
Nella casa, dove abita il Commissario di PS Pietrangeli, è successo un fattaccio. Una giovane donna è caduta dall'alto nella tromba delle scale ed è morta sul colpo. Si pensa da prima ad un suicidio, ma certi indizi fanno pensare a Pietrangeli che si tratti d'omicidio. Quando si scopre che la morta, Magda Fiorelli, era sposata ad Aldo Manni, un giovane inquilino della casa, dal quale viveva separata, il sospetto sembra divenire certezza. Aldo Manni viene fermato, ma Silvia, la giovane figlia di Pietrangeli, spinta dalla passione, rivela a suo padre che Aldo è il suo amante, dichiarando che, al momento del fatto, era con lei. Il commissario è esterrefatto, ma poiché non ci sono prove contro il Manni, ne ordina la scarcerazione. Le due metà d'un braccialetto di Magda Fiorelli vengono trovate rispettivamente, nelle stanze di Silvia e di Manni. Silvia che aspetta un bambino, e Manni improvvisamente spariscono. Il povero commissario si prepara a denunciare sua figlia, rassegnando le proprie dimissioni; ma una telefonata mette la polizia sulle tracce del vero assassino, ch'è Giorgio, amico d'infanzia di Silvia. Divenuto l'amante di Magda, egli spingeva la donna a ricattare il marito. Giorgio l'ha uccisa per impedire ch'essa, pentita e disgustata, lo denunciasse come ricattatore.

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: VITTORIO MUSY GLORI.

- AIUTO REGISTA: NANNI LOY.

- ASSISTENTE REGIA: ANTONIO BRANDT.

CRITICA

"Sotto pretese di comune mestiere, nasconde una miseranda povertà di idee (...). Comunque tutto il film è privo di ogni qualità per (...) mancanza di una sentita e coerente base inferiore". (G. Gambetti, "Hollywood", 347, 1952).
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