Amici come noi

ITALIA - 2014
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Amici come noi
Pio e Amedeo sono due cari amici di Foggia, soci in affari - hanno un'impresa di pompe funebri - e uniti dalla passione per il calcio. Alla vigilia del suo matrimonio con Rosa, Pio scopre un video piccante che gira sul web e che vede protagonista proprio la sua futura moglie. Distrutto, Pio si lascia convincere così da Amedeo ad andare via da Foggia e intraprendere un viaggi on the road che li porterà dalle feste sfarzose della Roma bene, a casa dell'eccentrico zio di Amedeo, alla modaiola Milano con la sfavillante vita dei calciatori, tra una cena da Giannino e una capatina nelle discoteche dei Vip. In realtà, tutta l'avventura è nata da una macchinazione messa in atto da Amedeo, che gioca a calco con il Real Zapponeta ma sogna di giocare nel grande Milan, per coronare il proprio sogno di fare un provino per la squadra rossonera...
  • Altri titoli:
    Quasi quasi amici
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: PIETRO VALSECCHI PER TAODUE, REALIZZATO DA EAT MOVIE
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 20 Marzo 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Alessandra De Tommasi
Non è volgare né demenziale, eppure la commedia Amici come noi con Pio & Amedeo stenta a decollare: l'interazione tra le due Iene, rigorosamente in foggiano, domina il grande schermo ma relega in un angolo la trama. Il debutto, in 437 copie per Taodue, riscrive in chiave comica l'epopea di due ragazzi di provincia alle prese con velleità di ogni genere.
Amedeo sogna di fare il calciatore e aspira a facili guadagni, indebitandosi con le scommesse e aprendo un'improbabile agenzia di pompe funebri hi-tech. Tra bare con video-citofono, a forma di trolley e corredate di macchinette per il caffè coinvolge Pio in improbabili avventure. Quest'ultimo preferirebbe di gran lunga concentrarsi sull'organizzazione del matrimonio con la maestrina Rosa (Alessandra Mastronardi), circondato dalla “cheapperia” dei preparativi. Nella coppia si rispecchiano i valori di generazioni intere educate ai facili sentimentalismi di "C'è posta per te" e alle sdolcinate banalità di canzoni commerciali. Cafoni sì, ma dal cuore d'oro: vivono di provincialismi e ostentazione ma vogliono girare il mondo e, possibilmente, conquistarlo con espedienti furbetti. Impossibile, però, per i paesani conquistare le metropoli: chi è abituato a vivere protetto dal recinto del proprio orticello non se ne separa volentieri e, dopo averci provato, torna sempre alle origini.
La pellicola, diretta da Enrico Lando, sembra la tipica bomboniera da matrimonio, uno di quei soprammobili vistosi ma inutili, stipati sulle credenze mentre attirano la polvere eppure tanto cari a certe famiglie. Eppure Pio & Amedeo restano un fenomeno di costume. Poco importa che la fotografia del film sia poco curata o che la sceneggiatura presenti buchi narrativi: il loro pubblico li conosce e li ama così come sono, senza aspettarsi nulla di diverso da quello a cui è stato abituato negli anni. La coppia, comunque, ce la mette tutta e l'impegno appare evidente: tenta di ricreare la spontaneità dell'improvvisazione televisiva e strappa anche qualche sorriso. Non si prende sul serio, si propone con umiltà e accetta i propri limiti: grazie a complicità e affiatamento ha dimostrato di potercela fare e il box office, nonostante tutto, ne premierà (forse) gli sforzi.

NOTE

- CON L'AMICHEVOLE PARTECIPAZIONE DEI MODÀ.

CRITICA

"In balia degli entusiasmi di Valsecchi jr. godiamoci dopo 'I soliti idioti', altri due veloci idoli delle Iene, Pio e Amedeo, incolpevoli eroi di questa farsa in cui due amici trafficano con donne, calcio e denaro. Abbassando livelli e pretese, qualcuno ride ma il film di Enrico Lando non è un film ma un cabaret a sketch che insegue le tracce di precedenti successi, giochi di parole dell'età della pietra e imbarazzanti spot per amici." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 marzo 2014)

"Taodue si misura nel tentativo di replicare il fenomeno Zalone, che tanta fortuna gli ha portato. Il comico da lanciare non è uno ma una coppia. Pio D'Antini e Amedeo Grieco. Foggiani, trentenni, in forza a 'Le Iene'. Passati per Telenorba e per 'Zelig'. II regista Enrico Lando viene da Mtv e da 'I soliti idioti'. Battute forti tutte accentrate sui doppi sensi irripetibili non tanto per la volgarità (contenuta) ma perché insensati fuori contesto. Abbastanza divertenti. La location pugliese (non l'unica, si spazia anche tra Roma, Milano, Amsterdam, con una certa larghezza di mezzi) conferma una tendenza ricorrente. Due amici per la pelle, ambiente paesano ambivalente cioè sia confortevole che opprimente, uno dei due sta per sposarsi ma uno scherzaccio goliardico (ma dal risvolto che intende essere commovente) manda tutto a monte. Salvo recupero dopo le consuete avventure e disavventure. In bocca al lupo, ma come accade troppo spesso per le promesse comiche che passano dal cabaret al cinema, siamo prossimi al grado zero dell'alfabetizzazione cinematografica." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 20 marzo 2014)

"Sulla scia del successo macroscopico di Checco Zalone, ecco arrivare sullo schermo altri due comici pugliesi Doc, Pio D'Antini e Amedeo Grieco, che si sono già conquistati una loro notorietà come inviati del programma di Italia 1 'Le Iene'. Nel film - sceneggiato a molte mani e affidato per la regia all'esordiente Enrico Lando, di esperienza televisiva - Pio e Amedeo sono una coppia di amici che in quel di Foggia e dintorni gestiscono una stravagante agenzia di pompe funebri. Timido e riflessivo, Pio è in procinto di sposarsi ma il matrimonio salta per colpa di un video sul web che mostra la futura mogliettina intenta a scatenate pratiche erotiche. (...) un succedersi di vignette cucite insieme in modo improbabile, e solo poche volte riuscite, fino all'immancabile happy end." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 20 marzo 2014)

"Miracoli italiani. Forti di un paio di stagione alle 'Iene' e di qualche scherzo pesante, come quello a Paolo Sorrentino agli Oscar che ha fruttato loro l'odio secolare dei difensori della grande bellezza italica, arrivano con il loro sgangherato ma divertente film d'esordio i due foggiani Pio e Amedeo. Si tratta di 'Amici come noi', ma il titolo che aveva ideato Checco Zalone, 'Due foggiani in Italia', era molto più divertente, diretto da Enrico Lando, il regista dei due film dei Soliti Idioti, e prodotto da Pietro Valsecchi con la Taodue, ancora fresco dell'incasso pauroso (52 milioni di euro) di 'Sole a catinelle'. Del tutto controcorrente, visto che mentre tutto il cinema si sposta a Lecce e dintorni grazie all'Apulia Film Commission con effetti spesso ridicoli, Pio e Amedeo cercano giustamente di fuggire da Foggia e dai foggiani come spiega la grande canzoncina che ha ideato per loro proprio Chezzo Zalone: «Fuggi da Foggia/non per Foggia/ma per i foggiani che stanno a Foggia». Da Foggia, come sapevano bene due maestri come Renzo Arbore e Femando Di Leo, è sempre stato bene fuggire. In realtà quella che vediamo poi non è neanche Foggia, ma la ridente cittadina di Monte Sant'Angelo, vicina a Foggia, pesantemente spopolata per la cruenta Faida del Gargano. (...) Come film, certo, è zoppicante, la sceneggiatura va da tutte le parti, ma l'insieme è gradevole, i soldi della produzione si vedono, Pio e Amedeo sono freschi e carichi di energia. Erano anni che non si vedeva un personaggio di terrone dall'appetito sessuale così scatenato che è pronto anche a farsi il suo amico in una scena a letto davvero notevole e il loro bacio a Amsterdam è proprio pesante. Anni, anzi secoli che non si sentiva parlare del Real Zapponeta, la squadra dove gioca Amedeo e della città, Zapponeta, che ha dato i natali a una icona come Nicola Di Bari. Certo. Il film, a parte le immagini eleganti che ci mostra il padovano Enrico Lando, è molto cafone e la comicità di Pio e Amedeo è tamarrissima. I critici in sala sbuffavano e sono usciti totalmente schifati. Posso capirli. Ma la nostra commedia borghese, che sia girata a Lecce o a Roma, è veramente meno interessante e divertente e meno in sintonia col pubblico. E poi quale altro film risolverebbe la morte di un pappagallo con lo stecchino di un involtino? Ah, certo, a Foggia, e anche a Capurso, si chiama braciola. Chissà perché?" (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 20 marzo 2014)

"Meno scorretto di Zalone e meno idiota de 'I soliti idioti', il duo proveniente da 'Le Iene' ricorda molto Ficarra e Picone. C'è sincera alchimia, umiltà cinematografica (alla regia il Lando de 'I soliti idioti') e qualche gag ben riuscita (ad Amsterdam si lamentano dell'inciviltà del troppo ordinato traffico su due ruote). A volte Pio & Amedeo rischiano di sembrare la copia di altri intrattenitori. Ma ci piacerebbe vedere un loro altro film." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 marzo 2014)

"Ogni tanto la commedia italiana dà segni di risveglio. Come in questo spassoso filmino senza pretese ambientato in provincia di Foggia. (...) Molte risate tra quiproquo, giochi di parole e due sorprendenti comici." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 marzo 2014)
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