Africa sotto i mari

ITALIA - 1952
Sebastiano Lama, ricco industriale, mette a disposizione il proprio yacht per una crociera scientifica nel Mar Rosso, intrapresa nell'intento di eseguire riprese subacquee e di raccogliere esemplari della fauna marina. Volendo sottrarre la figlia Barbara a cattive compagnie e ad inopportuni amoreggiamenti, Lama dà al comandante dello yacht l'incarico di attrarre la ragazza a bordo con uno stratagemma. Il piano riesce, ma Barbara se la prende col capitano. Durante il viaggio, Barbara, per vincere la noia, tenta, all'insaputa di tutti, un'esplorazione sottomarina; ma resta impigliata in una rete e morirebbe senza il pronto intervento del comandante. Questi, dopo averle salvato al vita, riesce ad interessarla al lavoro scientifico svolto dalla spedizione, traendola dalla cerchia delle futili preoccupazioni, che la tenevano prigioniera. Nell'animo di Barbara si fa strada al tempo stesso un sentimento di stima e d'affetto per quell'uomo forte e coraggioso. Per eseguire delle riprese cinematografiche sulla pesca delle perle, il capitano s'allontana dalla nave e corre un rischio mortale, al quale tuttavia può sfuggire con l'aiuto dei pescatori indigeni. Barbara, preoccupata, accorre a lui in canoa; ma s'espone a sua volta al pericolo d'annegare e vien salvata dal capitano e dagli indigeni accorsi. Alla fine i due giovani si confessano il loro reciproco amore.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUFICTION
  • Specifiche tecniche: FERRANIACOLOR
  • Produzione: PHOENIX FILM, TITANUS
  • Distribuzione: TITANUS

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: ALFREDO BALDONI.

- AIUTO REGISTA: GIOVANNI (NANNI) LOY.

- OPERATORE SUB: GIOVANNI ROCCARDI.

- SEQUENZE SCIENTIFICHE SULLA VITA DEGLI ANIMALI MARINI REALIZZATE DA K.T. SCHULTZ, CON L'OPERATORE GERD BEYZERT.

CRITICA

."Probabilmente progettato in un primo tempo come semplice documentario, Africa sotto i mari, narra una fragile vicenda sentimentale per collegare alcune pregevolissime sequenze riprese sul fondo sottomarino. I quadri subacquei, a parte l'interesse didattico e scientifico, appaiono di un'inconsueta suggestione, resa ancor più intensa da un eccellente Ferraniacolor, forse il migliore che si sia visto finora. La trama, come abbiamo detto, ha scarsissimo rilievo, piena com'è di ingenuità e di cose superflue". (Alberto Albertazzi, "Intermezzo", 8, 30 aprile 1953)
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