A noi due

À nous deux

FRANCIA, CANADA - 1979
Simon, figlio dell'arte dell'arrangiarsi, è la vittima designata dell'anziano ispettore Biche, già sgominatore della 'banda della trazione anteriore' che, diretta dal padre di Simon, si era resa nota durante la depressione economica successiva alla seconda Guerra Mondiale. Evaso dalla prigione, il 'bandito per nascita' aveva chiesto aiuto allo zio Tonton Musique che lo aveva affidato all'amico Mimile, fattore abitante in isolata campagna. Françoise, invece, era di tutt'altra pasta. Borghese e colta, aveva sposato un farmacista e una notte, aggredita da teppisti alla ricerca di droga nella farmacia, aveva deciso di vendicarsi degli uomini. Ricattando coloro che ne divenivano amanti, era a sua volta stata individuata dalla polizia e anche lei era finita nella fattoria di Mimile. Ostile anche verso Simon, quando Biche da Tonton Musique era risalito a Mimile, Françoise aveva accettato per forza di cose l'aiuto di Simon e con lui aveva intrapreso una pazzesca fuga verso il Canada e verso New York. Il viaggio si svolge in mezzo ad avventure di ogni genere e i due ribelli finiscono per amarsi. La donna, tuttavia, trovava la sua rivincita nel comunicare al partner la sua disperata voglia di avere una vita laboriosa ed onesta.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: DENIS HEROUX, CLAUDE LELOUCH PER LES FILMS 13, CINEVIDEO
  • Distribuzione: CEIAD BALMAS
  • Vietato 14

CRITICA

"Ventitreesimo prodotto della famiglia Lelouch (diciamo 'famiglia' poiché, com'è sua abitudine, il regista, in una sorta di annuale rimpatriata, nei titoli di testa annovera collaboratori abituali e persino domestici tanto tra i tecnici quanto tra gli attori), questo film è la solita sfida ai critici e l'altrettanto solito regaluccio al pubblico. Alla critica, infatti, dà fastidio la mancanza di credibilità delle avventure, il romanticismo delle figure, la leggerezza del dialogo, l'immancabile trionfo dell'amore tra un uomo e una donna tolti di peso da due mondi diversi. Al pubblico, viceversa, piace la varietà dello spettacolo (Lelouch in due ore scarse passa da un'epoca all'altra, da un ambiente a cento altri e trovando sempre il modo di esaltarne le bellezze con un obiettivo sempre mobile e sempre pronto a cogliere il meglio), l'ottimismo con cui due relitti della società trovano nel Fato la forza che li unisce e la forza che li conduce verso una personale redenzione. Indubbiamente tutto il film è più prodotto di sottile calcolo che non di genialità: è dimostrazione di valori artigianali piuttosto che di intuizioni artistiche. Ma è un film piacevole, scorrevolissimo (...)." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 88, 1980)
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