A domani

ITALIA - 1999
A domani
Andrea, quindici anni, vive a Vignola, in provincia di Modena. Vita di paese, con i coetanei a parlare e fare corse intorno alla piazza del paese. Andrea fa il tifo per la Ferrari, e sogna molto, per esempio, di essere eletto sindaco del paese e di venire colpito da un attentatore. Un pomeriggio scopre che la sorella Stefania, due anni più grande, sta progettando una fuga a Bologna con il suo ragazzo per il fine settimana. Allora decide che anche lui deve fare altrettanto. Si fa trovare alla stazione degli autobus, e dice a Stefania di essere in attesa di una ragazza, con cui si recherà a Bologna. Intanto il ragazzo di lei improvvisamente rinuncia alla gita. Delusa e adirata, Stefania segue il fratello e prendono l'autobus per Bologna. I due si ritrovano in città nei padiglioni del Motor Show. Qui Andrea fa finta di essere il figlio di un meccanico della Ferrari. Una squadra concorrente allora lo invita a visitare lo stand, e a provare i motori. Quindi lo conducono a cena in un ristorante, e poi sulla collina di San Luca, dove il ragazzo viene messo alla guida di un modello di monoposto. Intanto Stefania ha fatto amicizia con un ragazzo che la porta nella casa dove vive con un altro studente. Dopo un po' Stefania scappa senza che sia successo niente. Andrea per telefono avverte i genitori di venirli a riprendere. Ma Stefania sale sull'autobus, Andrea la segue, tornano a Vignola ma non riescono ad entrare in casa, poiché i genitori sono corsi a Bologna. La mattina dopo, Andrea torna a parlare e a correre con gli amici in piazza.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ROBERTO E MATTEO LIVI PER TANGRAM FILM, ISTITUTO LUCE, RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (1999)

NOTE

- IN CONCORSO MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 1999.

CRITICA

"E un film piccolo piccolo 'A domani', scritto e diretto da Gianni Zanasi, quindi finisce modestamente la presenza in concorso del cinema italiano alla 56a Mostra del cinema di Venezia. Gli ottimisti volevano 'A domani' il 'riscatto' del nostro cinema, ma solo un nazionalista della celluloide può pretenderlo, dopo averlo visto. E vero solo che non annoia come 'Appassionate', in concorso per l'Italia forse perché s'è pensato al suo 'colore' napoletano come congeniale per il cantore del 'colore' serbo e zingaro Emir Kusturica (il presidente della giuria). Però 'A domani' resta un'operina gracile e molti critici stranieri - non tenuti a resistere come gli italiani - sono usciti prima della fine, che giunge dopo un'ora e quaranta". (Maurizio Cabona, 'Il giornale, 9 settembre 1999)

"Mai vista un'accoglienza festivaliera come alla proiezione stampa di 'A domani'. Sui titoli di coda, un fischio fortissimo, uno solo: poi il popolo dei giornalisti è sfollato in silenzio. Magari l'opera seconda di Gianni Zanasi meritava più cordialità, ma certo non meritava di figurare in concorso. Perché il filmetto, in prima battuta gradevole, spiritosino e innocuo, sulla lunghezza fa acqua da tutte le parti". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 9 settembre 1999)
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