7 psicopatici

Seven Psychopaths

USA, GRAN BRETAGNA - 2012
4/5
7 psicopatici
Marty, uno sceneggiatore in cerca di ispirazione per il suo script "Sette Psicopatici" viene coinvolto in un sequestro di cani pianificato dai suoi eccentrici amici Billy e Hans. Le cose si metteranno male quando a scomparire sarà l'amato Shih Tzu del boss della mala Charlie Costello...
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, NOIR
  • Specifiche tecniche: PANAFLEX CAMERA, 35 MM
  • Produzione: GRAHAM BROADBENT, PETE CZERNIN E MARTIN MCDONAGH PER BLUEPRINT PICTURES
  • Distribuzione: MOVIEMAX
  • Vietato 14
  • Data uscita 15 Novembre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Lo sceneggiatore Marty (Colin Farrell) cerca ispirazione per il suo script 7 Psicopatici, ma gli viene bene solo una cosa: bere e ubriacarsi, alla faccia della sua ragazza, e non solo. Per fortuna, si fa per dire, viene coinvolto in un sequestro di cani pianificato dal suo amico schizzato Billy (Sam Rockwell) con lo stravagante Hans (Chris Walken): certo, le idee buone arrivano, ma anche i guai. Stavolta il cane rapito è quello sbagliato: l'amato Shih Tzu del boss Charlie Costello (Woody Harrelson). Per il buon Marty la scrittura diviene l'ultimo dei problemi: primum vivere deinde philosophari.
Dopo il riuscito e stralunato noir In Bruges, l'inglese Martin McDonagh ritrova il buon Colin Farrell e rincara la dose poetico-stilistica: nonsense e perfino psichedelico, arguto e intelligente, 7 Psicopatici ha tutto per divenire cult, complici grandi attori - c'è pure Tom Waits - e una sceneggiatura di ferro, che tra finzione e realtà non ne sbaglia una. Il focus è sulla vita che si fa arte (letteratura), a rischio di mandare qualcuno all'altro mondo: creazione artistica, soprattutto, immaginazione al potere, ma con un retrogusto sinceramente esistenziale e un genuino amaro in bocca.
Qualcuno si sacrifica, qualcuno muore perché inguaribilmente “cattivo”, ma chi rimane in piedi è irrimediabilmente cambiato: la sua voce fa desistere anche uno psicopatico in cerca di vendetta. Per chi ama il cinema dal gusto indie, questo 7 Psicopatici, ma senza esagerare: i soldi ci sono, ma il valente McDonagh sa come spenderli. Una dark comedy un filo misogina, un po' misantropa e, ovviamente, molto psicolabile, eppure è terapeutica: si ride, e si ride bene. Con la bocca un po' storta.

CRITICA

"II cinema nel cinema l'abbiamo visto mille volte, eppure l'idea di questo sceneggiatore già psicopatico che ne cerca altri per un soggetto, si rivela cinica, astuta, divertente mixando generi dal noir al western per finire come in uno Stone o Tarantino da ridere. Tutto virato in grottesco, il film di Martin McDonagh ('In Bruges') strimpella folle sui caratteri dell'ottimo cast dal genio Christopher Walkner a Sam Rockwell che rapisce cani, finendo con Tom Waits e Colin Farrell." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 22 novembre 2012)

"Il paradosso autoriale genera un bel mostro. Stufo di essere il nuovo cantore del pulp dopo il successo di 'In Bruges', lo sceneggiatore-regista nonché ex drammaturgo di successo angloirlandese McDonagh scrive e dirige '7 psicopatici', film su uno sceneggiatore irlandese finito ad Hollywood stufo di scrivere film pulp. Ne viene fuori una sgangherata avventura metropolitana in cui un bravo Colin Farrell (lo sceneggiatore) si trova immischiato in una storiaccia di vendetta per colpa di uno strano amico attore (Sam Rockwell: strepitoso) reo di aver rubato il cagnolino di un gangster (Woody Harrelson) in combutta con un quacchero dalla gola sfregiata (Christopher Walken). C'è esibita violenza & ironia (il pulp) con una seconda parte in cui Farrell, Rockwell e Walken vagano nel deserto tra confessioni, pause esistenzialiste e favole attorno al fuoco. Film metacinematografico ma soprattutto imprevedibile, tenero, malinconico. Sta al genere pulp come 'La sparatoria' (1966) di Monte Hellman sta al western. Walken immenso. Mai così bravo dai tempi di 'Prova a prendermi'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 novembre 2012)

"Originale commedia parapoliziesca, un helzappoppin di trovate ripiene di umorismo macabro, addirittura irresistibile fino a tre quarti, poi destinata a sgonfiarsi per accumulo di tossine. La storia si srotola a Hollywood, dove uno sceneggiatore non riesce a recuperare l'ispirazione per il nuovo film. Difficile sintetizzare una trama folle, zeppa di personaggi sgangherati. Impossibile individuare il migliore in campo, perfino Colin Farrell sembra bravo fra tanti campioni." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 22 novembre 2012)

"I personaggi sono divertenti, gli attori adeguati. Non dispiace neppure lo stile-spazzatura del film, che un po' prende a modello il cinema di Quentin Tarantino (e, forse più, di Guy Ritchie), un po' sembra farne la parodia. Però non tutto fila liscio. Se a volte il gioco è divertente, in altri momenti è tirato troppo in lungo e finisce col diventare monotono. Simpatici i 'cammei', tra cui quello di Tom Waits con in braccio un coniglio." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 15 novembre 2012)

"McDonagh si inserisce in un tipo di cinema pulp alla Tarantino, ma con personalità, un umorismo e una malinconia di fondo tutti suoi. Gli attori sono uno meglio dell'altro, sorprendenti, ironici, sopra le righe e nello stesso tempo straordinariamente umani." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 15 novembre 2012)

"Dopo il riuscito 'In Bruges', l'inglese Martin McDonagh ritrova Colin Farrel e rincara la dose: nonsense e stralunato, arguto e intelligente, '7 Psicopatici' ha tutto per divenire cult, complici grandi attori - c'è pure Tom Waits - e una sceneggiatura di ferro, che tra finzione e realtà non ne sbaglia una. Per chi ama il cinema dal gusto indie, ma senza esagerare: i soldi ci sono, ma si sa come spenderli. Misogino, misantropo e, ovviamente, psicolabile, eppure '7 Psicopatici' è terapeutico: si ride, e si ride bene." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano',15 novembre 2012)
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