Renato De Carmine

ROMA (Italia), 25 Gennaio 1923
ROMA (Italia), 18 Luglio 2010
 

BIOGRAFIA

Renato De Carmine
Attore. Dopo essersi laureato in Legge, decide di studiare recitazione e, nel biennio 1944-'45 frequenta l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, che abbandona per seguire i corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Appena diplomato, nel 1948, esordisce sul grande schermo in "Fantasmi del mare", documentario di taglio drammatico di Francesco De Robertis, ma è il teatro ad attrarre la sua attenzione. Il debutto sul palcoscenico avviene allo Stabile di Napoli in "O di uno o di nessuno" di Luigi Pirandello in cui si esibisce in coppia con Mario Maranzana. Nel 1952 debutta sul piccolo schermo in un esperimento, "Meridiano spagnolo - Vita e opere di Federico Garcia Lorca", diretto da Alessandro Brissoni. È tra i pochi a credere e a tenere a battesimo il nuovo mezzo di comunicazione: il 3 gennaio del 1954, infatti, è tra gli attori che partecipano a "L'osteria della posta" di Goldoni, il primo adattamento per il piccolo schermo di un testo teatrale. Tra il 1954 e il 1955 entra a far parte della compagnia di Gianfranco De Bosio e viene notato da pubblico e critica per le sue interpretazioni in "Corte marziale per l'ammutinamento del Caine" di Hermann Wouk e "Roma" di Palazzeschi e Perini. Sull'onda del successo, partecipa a molti sceneggiati televisivi e il suo volto diventa noto al grande pubblico grazie ai suoi ruoli in "Piccole donne" di Anton Giulio Majano (1955) e "Piccolo mondo antico" di Silverio Blasi (1957). Nel 1961 si concede un 'divertissement' e accetta di partecipare, accanto a Alida Chelli, al varietà televisivo "Volubile", ideato da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, diretto da Stefano De Stefani. In quello stesso anno anche Giorgio Strehler si accorge del suo talento e lo scrittura nella sua compagnia. Al "Piccolo" di Milano si inaugura con "Ricordo di due lunedì", atto unico di Arthur Miller, una collaborazione fruttuosa che porterà l'attore a vestire i panni di frate Fulgenzio in "Vita di Galileo" di Bertholt Brecht e di Enrico VI in "Il gioco dei potenti" di William Shakespeare, fino a impersonare il protagonista in "Le notti dell'ira" di Armand Salacrou. All'inizio degli anni Settanta, dopo aver partecipato per un biennio (1971-'72) al gruppo "Teatro e Azione", torna al "Piccolo" per interpretare Gloucester nel "Re Lear" di Shakespeare, a fianco a Tino Carraro. Mentre si concede poche apparizioni sul grande schermo, restando relegato in ruoli di contorno, prova anche la strada del doppiaggio: è lui a prestare la voce a Rod Taylor per la versione italiana della serie TV "L'uomo che visse nel futuro". La televisione gli dà grandi soddisfazioni. Negli anni appare in alcuni episodi di "Nero Wolf"; nel 1987 è nella coproduzione italo-svizzera "La valle dei pioppi", un serial in 52 puntate e negli ultimi anni di "La Piovra 7", "Linda e il brigadiere", in cui è a fianco di Nino Manfredi e Claudia Koll, "Per amore, solo per amore", "La donna del treno" e "Le ali della vita 2". Nel 2001 gli viene assegnato un Premio speciale alla carriera dalla Fondazione Giorgio Almirante. Muore all'età di 87 anni al Policlinico Gemelli di Roma dove era stato ricoverato a causa di una forte anemia.

FILMOGRAFIA

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