SELFIE – LATO B
(THE POSSIBLE LIVES)
un film di Agostino Ferrente
SINOSSI
Che fine fanno le immagini non montate dei documentari? Dieci anni dopo le riprese di Selfie, Agostino Ferrente torna al Rione Traiano di Napoli immergendosi nelle immagini rimaste fuori dal montaggio. Ritrova un coro di adolescenti vitali e inquieti, chiedendosi non che vite abbiano poi vissuto, ma quali avessero la possibilità di vivere.
Presentato nella Selezione ufficiale - Concorso Internazionale
XXIV edizione Alice nella Città 2026
La partecipazione dell’opera alla Festa del Cinema di Roma – Alice nella città – è sostenuta dalla Regione Campania e dalla Film Commission Regione Campania nell’ambito del Piano Cultura e Turismo 2024/2025 - DGRC 616 del 14/11/24 e DGRC 217 del 17/04/25 | Racconti di Campania
SOGGETTO
Rione Traiano, Napoli: quartiere dormitorio stretto tra criminalità organizzata e repressione delle forze dell’ordine. Una notte d’estate del 2014, Davide Bifolco, sedici anni, viene ucciso da un carabiniere che lo scambia per un latitante. Per gli altri ragazzi non è una notizia di cronaca: è un amico che non c’è più, un coetaneo, una delle vite possibili.
Per chiedersi il perché di quella morte nasce Selfie. Ferrente affida due cellulari ad Alessandro e Pietro, sedicenni che cercano di sottrarsi a un destino già scritto – l’uno garzone di un bar, l’altro aspirante barbiere senza lavoro – chiedendo loro di filmare sé stessi e il mondo intorno: protagonisti e cameraman. Molte immagini restano fuori dal montaggio.
Qualche tempo dopo l'uscita di Selfie, durante una proiezione al Rione Traiano, nella piazzetta davanti alla casa di Davide Bifolco, alcuni ragazzi incontrati nei provini e rimasti fuori dal film chiedono al regista: «Ma le riprese che rimangono fuori, che fine fanno?»
Dieci anni dopo, Ferrente torna al Rione attraverso quelle le immagini, senza girarne di nuove: scava nel materiale rimasto fuori dal montaggio, nei bordi delle scene già viste, nei provini mai usati, interrogando a ritroso il proprio sguardo.
Alessandro e Pietro restano al centro, ma l’inquadratura si allarga ai “guaglioni” rimasti ai margini di Selfie o del tutto fuori: adolescenti vitali e inquieti, con desideri e paure rimasti sospesi nel tempo, dentro un orizzonte che offre poche alternative.
Il film non svela le vite poi vissute, ma quali avessero la possibilità di vivere. Non un sequel, ma un Lato B: un controcampo della memoria in cui lo scarto diventa centro del quadro e immagini, storie e sguardi destinati a essere cancellati tornano alla luce.
Una dichiarazione d’amore ai suoi personaggi e una riflessione su limiti e responsabilità del cinema del reale.
Una produzione
Casa delle Visioni, Pirata Manifatture Cinematografiche, Luce Cinecittà
in collaborazione con
Rai Cinema e Anemone Film, Damocle
con il sostegno di
MiC Ministero della Cultura
con la partecipazione di
Dschoint Ventschr Filmproduktion (CH) e Magneto Presse (FR)
con il sostegno di
Fondazione Paolo Bulgari
Distribuzione Italiana a cura di ZaLab
Incontriamo a Casa Alice di Alice nella Città
AGOSTINO FERRENTE
Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico
Servizio di Giacomo d’Alelio