PHOTO
È stata definita la Giuria internazionale del Concorso della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2026) della Biennale di Venezia.
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore Artistico della Mostra, Alberto Barbera.
Presieduta, come già annunciato il 23 aprile scorso, dalla regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, la Giuria internazionale del Concorso Venezia 83 sarà inoltre composta dalla regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, dal compositore e artista britannico Daniel Blumberg, dal docente universitario italiano Francesco Casetti, dal regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, dalla regista e sceneggiatrice afghana Shahrbanoo Sadat e dal regista e produttore hongkonghese Johnnie To.
Una giuria dal profilo fortemente internazionale, che mette insieme cinema d’autore, ricerca teorica, musica, produzione, impegno politico e cinema di genere.
Maggie Gyllenhaal torna idealmente a Venezia dopo il debutto alla regia con La figlia oscura, premiato alla Mostra per la migliore sceneggiatura e poi candidato a tre Oscar. Attrice più volte candidata ai Golden Globe, nominata all’Oscar per Crazy Heart e vincitrice di un Golden Globe per la serie The Honourable Woman, Gyllenhaal ha scritto, prodotto e diretto anche La sposa! (The Bride!), distribuito quest’anno.
Accanto a lei ci sarà Kaouther Ben Hania, una delle voci più riconoscibili del cinema tunisino e internazionale contemporaneo. Il suo lavoro si muove spesso sul confine tra finzione e documentario, affrontando temi come il potere, l’ingiustizia e la vulnerabilità dell’individuo di fronte ai sistemi oppressivi. Il suo ultimo film, The Voice of Hind Rajab, è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria, ed è stato candidato all’Oscar come miglior film internazionale. In precedenza, Quattro figlie aveva vinto l’Œil d’Or a Cannes ed era stato candidato all’Oscar come miglior documentario, mentre L’uomo che vendette la sua pelle aveva ottenuto una candidatura all’Oscar come miglior film internazionale.
Daniel Blumberg, compositore e artista britannico, porta invece in giuria uno sguardo legato alla musica e alla ricerca sonora. Autore di quattro album da solista pubblicati da Mute, ha composto colonne sonore per film come The Brutalist di Brady Corbet, Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi e Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold. Nel 2025 ha ricevuto l’Oscar e il BAFTA per la colonna sonora di The Brutalist. Blumberg è anche artista visivo: i suoi lavori sono stati esposti, tra gli altri spazi, alla Triennale di Milano, all’ICA di Londra e al KW Institute for Contemporary Art di Berlino.
La presenza di Francesco Casetti introduce nella giuria anche una delle figure più autorevoli degli studi sul cinema. Docente di nazionalità italiana e statunitense, è Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies a Yale, dove ha diretto il Film and Media Studies Program e l’Humanities Program. In Italia è stato Presidente della Consulta Universitaria del Cinema e Pro-Rettore dell’Università Cattolica di Milano. Tra i suoi libri più noti: Dentro lo sguardo. Il film e il suo spettatore, Teoria del Cinema 1945-1990, L’occhio del Novecento, La Galassia Lumière e Schermare le paure.
Dalla Francia arriva Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore nato a Parigi. Dopo la Palma d’oro per il cortometraggio L’Interview, ottenuta a Cannes nel 1998, ha firmato numerosi lungometraggi, tra cui Marguerite e Illusioni perdute, vincitore del César per il miglior film nel 2022. I suoi lavori sono stati selezionati nei principali festival internazionali, da Venezia a Cannes, passando per Telluride. Per Canal+ ha inoltre scritto e diretto la serie Of Money and Blood, presentata alla Mostra nel 2023.
Shahrbanoo Sadat, regista afghana nata nel 1991, vive oggi ad Amburgo, dove si è trasferita dopo la caduta di Kabul nel 2021. Il suo cinema lavora sui temi dell’identità, della memoria, della rappresentazione e del genere, con una prospettiva dichiaratamente femminista. Wolf and Sheep, prima parte di un ciclo in cinque film ispirato al manoscritto autobiografico inedito del suo amico e collaboratore Anwar Hashimi, è stato presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove ha ricevuto l’Art Cinema Award. Anche The Orphanage è passato dalla Quinzaine, mentre No Good Men ha aperto la Berlinale nel 2026.
Completa la giuria Johnnie To, maestro del cinema hongkonghese, autore e produttore capace di attraversare generi, toni e registri diversi, pur restando legato a uno stile immediatamente riconoscibile. Conosciuto soprattutto per i suoi action e polizieschi, To è da tempo un autore di culto per la critica internazionale. Era già stato membro della giuria di Venezia nel 2008. Quattro suoi film sono stati presentati alla Mostra: Throw Down, Exiled, Mad Detective, co-diretto con Ka-Fai Wai, e Life Without Principle.
La Giuria Venezia 83 assegnerà ai lungometraggi in Concorso, senza possibilità di ex aequo, i premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura e Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.
