Il Fiamma  torna a riaccendersi tra memoria e contemporaneità. L’avvio dei lavori di ristrutturazione del cinema a Roma simbolo de La Dolce Vita e sede della prima edizione dei David di Donatello sono previsti per agosto 2026.

La storica multisala, chiusa dal 2017, riprenderà vita grazie a un progetto di rigenerazione e rifunzionalizzazione nato dalla collaborazione tra Gianluca Giannelli e Fabia Bettini dell’Associazione Culturale PlaytownRoma, il Gruppo Caroli che ha acquistato l’immobile dal CSC (costato 3 milioni e 100 mila euro) e ha affidato loro la gestione e la direzione artistica, e lo studio di architettura Alvisi Kirimoto.

Un nuovo hub culturale di 2850 mq in Via Bissolati, un unico sistematico spazio che unirà Fiamma, Fiammetta, e l’ex Opengate, pensato a metà strada tra restauro filologico e introduzione di nuove funzioni. Una visione civica che vuole intrecciare memoria, trasformazione e responsabilità pubblica e che vuole preservare la storia, ma al tempo stesso rinnovare la funzione originaria del luogo.

Una sorta di “scatola delle meraviglie” pronta ad accogliere le nuove generazioni. “Sarà un polo culturale da abitare, uno spazio da vivere, al centro del progetto ci sono i ragazzi che da anni sono la nostra energia e il nostro lavoro frutto dell’esperienza maturata con Alice nella Città - dice Fabia Bettini-. Questo progetto è un unicum perché è frutto di un dialogo costante tra pubblico e privato. Non è mai mancato il confronto con le istituzioni. Mi piace in tal senso usare la parola coesione. Demolire è più facile che ricostruire e in questo caso c’è stata la volontà di una discussione virtuosa che fa bene al nostro paese. Ringrazio anche tutta la comunità del cinema che ci ha appoggiato, da Carlo Verdone a Anna Foglietta, da Michele Riondino a Andrea De Sica e tanti altri”.

E Gianluca Giannelli racconta: “Abbiamo iniziato questo lungo lavoro per ridare vita a questo meraviglioso cinema della nostra città. Un progetto che porta con sé storia, tradizione e innovazione perché vogliamo portare al Fiamma anche un pubblico nuovo. Sarà dunque ricostruito il vecchio asset degli anni cinquanta con la vecchia discoteca Opengate. Rimetteremo insieme la visione dell’architetto Marcello Piacentini del 1949 e riconnetteremo i due ambienti per tanti anni separati: il Fiamma e il Fiammetta. Ci sarà una multiprogrammazione con un’attenzione verso il cinema del presente e del passato, verso il cinema internazionale, quello d’essai e d’autore e i cortometraggi. Ci sarà anche una biblioteca del cinema e spazi di accoglienza e postproduzione. Saranno luoghi di visioni, di scambi e di incontri tra studenti e professionisti”.

Più nel dettaglio il progetto prevede: un foyer ampliato, il recupero conservativo della ringhiera e di molti elementi decorativi, una nuova hall, un Teatro Ristorante (ex sala Fiammetta) e una libreria del cinema. La sala storica al piano terra con 165 posti sarà preservata e aggiornata e al primo piano una seconda sala da 70 posti, spazi dedicati alla produzione e alla condivisione: ambienti per il lavoro, la formazione e la didattica. Si vuole unire cinema, arte, cibo, letteratura e cultura.

Con il nuovo Cinema Fiamma prende forma anche il “Distretto del Cinema” del quartiere Ludovisi. Una nuova geografia culturale che si inserisce in una visione urbana più ampia, che dialoga con gli interventi in corso tra Piazza dei Cinquecento e Piazza della Repubblica e contribuisce alla costruzione di un asse culturale che dalla Stazione Termini si estende fino a Villa Borghese.

“Questo hub culturale rappresenta per il nostro Gruppo un investimento importante e strategico- dice Floriano Caroli, Gruppo Caroli-. Questo è un progetto condiviso dalle varie istituzioni e al quale mi sono sempre più appassionato”. Mentre Massimo Alvisi, co-fondatore dello studio Alvisi-Kirimoto conclude: “Il Fiamma è stato una sorta di multisala ante litteram e noi vogliamo che sia un luogo monumentale, ma non retorico proprio come voleva Piacentini.”

Il progetto prevede investimenti per 12 milioni di euro e dovrebbe essere ultimato entro 12-18 mesi dall'inizio dei lavori di ristrutturazione.