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SPIDER-MAN™: BRAND NEW DAY ©2026 CTMG. All Rights Reserved. MARVEL and all related character names
Da No Way Home a No Way. Dal quasi capolavoro del 2021 al “neanche per sogno!” suscitato dall’ultimo Spider-Man, Brand New Day, che all’esordio in sala ieri ha fatto il botto, ovvero quattro milioni di euro. La migliore critica possibile la fornirono tempo addietro Sandra e Raimondo, “che barba, che noia”, se vogliamo aggiornare possiamo concludere che è meglio la tela di Penelope della ragnatela dell’Uomo Ragno.
Il confronto tra l’Odissea di Christopher Nolan e il superhero movie diretto dall’incapace Destin Daniel Cretton è tutt’altro che peregrino, giacché a incarnare Telemaco e Atena ovvero Spider-Man e MJ sono Tom Holland e Zendaya, due delle star più luminose della propria generazione e due prezzemoloni in servizio permanente effettivo. Il presente-futuro è loro, gli sbadigli nostri, la confusione plateale: a un certo punto pare che Spider-Man le prenda dai Proci oppure che il figlio di Ulisse lotti con lo Scorpione, vai a capire. Per fortuna c’è Zendaya, che al cambiare dei generi, epica e comics, non muta espressione: una per tutte le stagioni cinematografiche. A ‘sto punto tanto valeva girare “Spider-Man contro Polifemo”, e beato chi c’ha un occhio.
Vero che il box office per ora sconfessa la crasi o, se preferite, il crossover, dato che la via solitaria paga assai: Brand New Day punta a un weekend d’esordio di 465 milioni di dollari, Odissea veleggia già sui 666 milioni – sì, diabolico Nolan. Chissà – lui che ha dato il meglio con The Dark Knight Rises – come se la caverebbe con la calzamaglia rossoblu di Spidey, di certo non peggio di Cretton, che trasforma la resistibile sceneggiatura di Chris McKenna e Erik Sommers, dal fumetto Marvel di Stan Lee e Steve Ditko, come timbrasse il cartellino.
Indeciso a tutto, fors’anche tra MJ e la rossa Jean Grey (Sadie Sink), e digiuno di riconoscenza, Peter Parker alias Spider-Man non aiuta, sebbene abbia un sussulto dionisiaco, persino increscioso. Quando la sua parte aracnide ha il sopravvento, il morigerato Peter-Spidey non si tiene e schizza ragnatele a mo’ di copiose eiaculazioni. Script e regia ci marciano porcine, la metafora masturbatoria s’avanza, l’indugio onanista è esplicito: credevamo fosse una saga, ma c’è da cambiare una vocale.
