Schiacci, ovvero la crasi delle opere Lo Schiaccianoci di Hoffmann con musiche di Čajkovskij e Pagliacci di Leoncavallo. Ma il titolo prescelto è un altro, l’Opera ubiqua La Giostra, che verrà presentata nel borgo di Lari a chiusura del Collinarea Festival venerdì 31 luglio e sabato1° agosto (ore 22.00).

Dopo il successo della Tosca d'essai dello scorso anno, la nuova produzione di Sartoria Caronte coinvolgerà un centinaio di persone in uno spettacolo dislocato di opera, musica pop sperimentale, teatro e danza su tre palchi interlacciati dallo strumento tecnologico Connessioni.

La Giostra è una vertigine provocata dall’intreccio visivo ed emotivo di Pagliacci e Schiaccianoci allorché Safi, una ragazzina di 14 anni, arriva a Lari con Milo, il fratellino di dieci anni, e i genitori per assistere ad uno spettacolo “ubiquo” tratto dall’opera di Leoncavallo. Safi è irritata, perché quella sera non potrà cimentarsi nel prediletto videogame, provando a superare il livello “Re dei Topi”, ispirato alla storia dello Schiaccianoci di E. T. A. Hoffmann, famoso per il balletto con le musiche di Čajkovskij. Quando Safi arriva nel borgo che ospita lo spettacolo…

Connessioni è uno strumento tecnologico al servizio di performance multimediali in ambienti urbani implementato dai condirettori artistici di Collinarea Loris Seghizzi e Mirco Mencacci, anche grazie alla “Digitalizzazione del Teatro di Lari”, progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi.

Non di solo tech vive l’arte, sicché il tema “Beyond technology” scelto per questa edizione sottolinea l’odierna importanza di attivare un rapporto con il pubblico diretto e reale, che trascenda lo stupore del virtuale. Una “chiamata a teatro - invocata da Seghizzi - per riflettere sul nostro rapporto con il virtuale, un invito a volare con l’immaginazione restando a contatto con la materia viva: gli esseri umani”.