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Raccontare il 2 giugno attraverso la lente del cinema italiano significa accettare una sfida. Se si esclude la cronaca documentaria o i cinegiornali dell’epoca, la cinematografia nazionale ha raramente affrontato il referendum istituzionale del 1946 come un blocco narrativo indipendente. Ha preferito raccontare il prima e il dopo, ha filmato le macerie morali e materiali da cui la Repubblica è fiorita, ha catturato lo stupore di un popolo che prendeva in mano una matita per esprimere il suo voto, e ha seguito le derive, le disillusioni, le rinascite degli anni successivi. Registi e sceneggiatori hanno capito che la nascita della Repubblica è stato un processo antropologico che si è giocato nelle strade, nelle case e nelle coscienze di persone sospese tra il trauma e la speranza. In occasione della Festa della Repubblica (che spegne ottanta candeline), vi proponiamo un percorso di 8 film disponibili sulle principali piattaforme di streaming. L’obiettivo è riscoprire il 2 giugno 1946 e la Repubblica come un corpo vivo, cinematografico e costantemente in evoluzione.
Si parte con un'analisi del Ventennio e dell'oppressione da cui il Paese ha dovuto liberarsi.


1 - Il conformista (Bernardo Bertolucci, 1970) – Disponibile su YouTube
Tratto dal romanzo di Alberto Moravia, il capolavoro di Bertolucci indaga le radici psicologiche e l'apatia morale che hanno permesso l'ascesa del fascismo. Attraverso il viaggio di Marcello Clerici, il film diventa una lucida riflessione sul bisogno di omologazione a un regime oppressivo. È il perfetto prologo critico: mostra l'identità italiana che la Repubblica avrebbe cercato di rifondare.


2. Una giornata particolare (Ettore Scola, 1977) – Disponibile su Prime Video
Il 6 maggio 1938, mentre Roma celebra la visita di Hitler, Scola stringe l'inquadratura sul privato, nell'incontro clandestino tra Antonietta (Sophia Loren), casalinga sottomessa alla retorica patriarcale, e Gabriele (Marcello Mastroianni), intellettuale omosessuale ed epurato dal regime. Un film che fotografa la solitudine degli "esclusi" dalla dittatura, anticipando plasticamente il bisogno viscerale di una futura Costituzione pluralista, antifascista e inclusiva.
Per capire il valore della scheda elettorale del 2 giugno 1946, bisogna tornare a pochi mesi prima, quando l'Italia era ancora un campo di battaglia con molte ferite aperte.


3. Roma città aperta (Roberto Rossellini, 1945) – Disponibile su Chili
Girato a ridosso della liberazione, con pellicola di fortuna, il capolavoro di Rossellini non è solo uno dei manifesti del Neorealismo, ma l'atto di nascita etico della “Nuova Italia”. Nel sacrificio di don Pietro (Aldo Fabrizi) e di Pina (Anna Magnani) c'è l'investimento morale che renderà possibile, l'anno successivo, la scelta repubblicana. È il film da cui tutto discende.


4. L'Agnese va a morire (Giuliano Montaldo, 1976) – Disponibile su You Tube e Prime Video
Montaldo adatta il romanzo di Renata Viganò e realizza un film fondamentale per ricordare che la Repubblica è nata anche sulle spalle delle donne. La staffetta partigiana Agnese rappresenta quella presa di coscienza collettiva e silenziosa che avrebbe trovato il suo naturale compimento nei seggi del 2 giugno.
Si arriva al momento esatto del passaggio. Il cinema fotografa l'emozione del suffragio universale e lo shock culturale del crollo della monarchia.


5. C'è ancora domani (Paola Cortellesi, 2023) – Disponibile su Prime Video, Netflix
È il film del 2 Giugno. Cortellesi sposta il focus dalla grande Storia politica al privato di una donna comune. Quella lettera che Delia nasconde nella borsa non è un segreto d'amore, ma il diritto al futuro. Il finale, sospeso sulle note di un'Italia che cambia, restituisce l’importanza della prima chiamata alle urne per le donne italiane.


6. Nascita della Repubblica (Sandro Bolchi, Vittorio De Sica, Ermanno Olmi, 1971) – Disponibile su Rai Play
In occasione del venticinquesimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946, la Rai ha celebrato la Repubblica Italiana con uno speciale televisivo diviso in tre parti, dal titolo Nascita della Repubblica. Si tratta di tre documentari diretti rispettivamente da Sandro Bolchi, Ermanno Olmi e Vittorio De Sica. In La vigilia, Bolchi ha ricostruito gli antefatti fino al referendum. Con il brano intitolato Il 2 giugno De Sica si concentra sui racconti di un nonno al nipote, mentre passeggiano per Roma. Generazioni a confronto, con quel mitico giorno che continua a essere tramandato. Infine Olmi, con In nome del popolo italiano, si sofferma sulla costruzione dello Stato repubblicano, dal dibattito per l’approvazione della Costituzione nell’Assemblea Costituente in poi.
Che cosa succede dopo la genesi della Repubblica? Il cinema si fa coscienza critica, cronaca e memoria.


7. Ladri di biciclette (Vittorio De Sica, 1948) – Disponibile su Prime Video
Mentre l'Assemblea Costituente è al lavoro, De Sica inquadra l'Italia degli umili. La ricerca disperata della bicicletta da parte di Antonio Ricci mostra le fragilità strutturali di una Repubblica neonata, che deve ancora garantire i diritti più elementari, a partire dal lavoro.
Un affresco per capire come la Repubblica ha proseguito il suo cammino nei decenni successivi.


8. Il divo (Paolo Sorrentino, 2008) – Disponibile su You Tube, Chili, Tim Vision
Chiudiamo la selezione con lo sguardo geometrico e spietato di Sorrentino sulla Prima Repubblica. Focalizzandosi sulla figura di Giulio Andreotti, il film analizza i meccanismi di quel potere democristiano che ha governato lo Stato per quasi mezzo secolo. È il controcanto all'idealismo del 1946, la dimostrazione di come le istituzioni repubblicane abbiano dovuto fare i conti con le zone d'ombra della Storia.
