(Cinematografo/Adnkronos/Afp) – Jean-Paul Rappeneau, regista e sceneggiatore francese tra i protagonisti del cinema d'autore popolare della seconda metà del Novecento, è morto a Parigi all'età di 94 anni martedì 1° settembre a Parigi. La notizia è stata resa pubblica oggi da uno dei suoi figli all'Agence France-Presse. Nato ad Auxerre l'8 aprile 1932, Rappeneau ha diretto otto lungometraggi nell'arco di quasi cinquant'anni, lavorando con alcune delle più importanti star del cinema francese. Il suo nome è legato soprattutto a "Cyrano de Bergerac" (1990), interpretato da Gérard Depardieu, film che nel 1991 conquistò dieci premi César, compresi quelli per il miglior film e per la miglior regia. La sua filmografia comprende titoli come "L'armata sul sofà" (1966), "Gli sposi dell'anno secondo" (1971), "Il mio uomo è un selvaggio" (1975), "Che cavolo mi combini papà?!" (1982), "L'ussaro sul tetto" (1995) e "Bon Voyage" (2003). Il suo ultimo film, "Belles familles", è uscito nel 2015.

Rappeneau aveva sviluppato uno stile capace di unire il favore del grande pubblico e il riconoscimento della critica. Le sue commedie e i suoi film d'avventura si distinguevano per il ritmo, l'energia e il ricorso alle grandi figure del cinema francese. Tra gli interpreti con cui lavorò figurano, oltre a Depardieu, Jean-Paul Belmondo e Catherine Deneuve. Prima di dedicarsi alla regia, Rappeneau si era affermato anche come sceneggiatore. Tra i film ai quali contribuì figurano "Zazie nel metrò" di Louis Malle, del 1960, e "L'uomo di Rio" di Philippe de Broca, del 1964.

La passione per il cinema era nata nella sua città natale. Rappeneau aveva trascorso ad Auxerre i primi 17 anni della sua vita. Figlio di un ingegnere dei lavori pubblici e di una madre che avrebbe voluto fare l'attrice, aveva scoperto il cinema frequentando il cineclub del liceo Jacques Amyot e le sale cittadine. Aveva sei anni quando, al cinema Familia, vide "Robin Hood" di Michael Curtiz con Errol Flynn. Quel primo incontro con il grande schermo avrebbe lasciato un segno profondo nella sua formazione e alimentato il suo interesse per i film d'avventura e di cappa e spada, elementi che sarebbero tornati in alcune delle sue opere più celebri. Un'altra visione decisiva arrivò con "Quarto potere" di Orson Welles, visto al cinema Select di Auxerre. Rappeneau avrebbe ricordato quell'esperienza come il momento in cui comprese che il cinema poteva essere «l'arte totale» e decise di dedicarsi al settimo arte. A 16 anni aveva già scelto la propria strada. Dopo il diploma chiese ai genitori una cinepresa Paillard 16 millimetri e, appena ricevuta, realizzò il suo primo cortometraggio, "Un garçon bien sage".