Addio a Elke Sommer, attrice tedesca molto popolare tra gli anni Cinquanta e Sessanta. A dare la notizia Sebastian Walther, figlio del marito della donna. Sommer è morta a casa, nel quartiere di Bel Air a Los Angeles, a causa di un insufficienza cardiaca dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 86 anni il prossimo 5 novembre.

Nata a Berlino nel 1940, Elke Scheltz (che in seguitò adottò il cognome d’arte Sommer, “estate”) fu eletta miss Viareggio durante una vacanza in Italia nel 1958. Notata da Vittorio De Sica, partecipò ad alcune commedie come L’amico del giaguaro (1958), La Pica sul Pacifico (1959), Femmine di lusso (1960), I ragazzi del juke-box (1959) e il cult Urlatori alla sbarra (1960),.​​​​​​ All’inizio degli anni Sessanta, si trasferì a Hollywood e diventò una delle pin-up più celebri dell’epoca.

Elke Sommer
Elke Sommer

Elke Sommer

Con Intrigo a Stoccolma (1963) di Mark Robson, dove recitò accanto a Paul Newman ed Edward G. Robinson, vinse il Golden Globe come migliore attrice esordiente dell’anno, premio condiviso con Tippi Hedren e Ursula Andress. Trovò un altro grande successo con Uno sparo nel buio (1964) di Blake Edwards, secondo capitolo delle avventure del commissario Clouseau interpretato da Peter Sellers. Seguirono commedie brillanti come L’arte di amare di Norman Jewison, con James Garner e Dick Van Dyke (1965), Tramonto di un idolo di Russell Rouse, con Stephen Boyd (1966), Un bikini per Didi di George Marshall, con Bob Hope (1966), Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm con Dean Martin (1968).

All’inizio degli anni Settanta, con una carriera già in fase declinante, tornò in Italia per prendere parte a tre cult horror di Mario Bava: Gli orrori del castello di Norimberga (1972) e Lisa e il diavolo (1972) e La casa dell'esorcismo (1975). Dopo alcuni film poco fortunati e un nuovo incontro con Sellers in Il prigioniero di Zenda di Richard Quine (1979), diradò le partecipazioni, congedandosi al cinema nel 1984 con Per amore di Lily di Károly Makk e in televisione con le miniserie storiche Pietro il grande e Anastasia – L’ultima dei Romanov, entrambe dirette da Marvin J. Chomsky e trasmesse nel 1986.

Anche cantante pop e pittrice (la sua opera risente dell’influenza di Marc Chagall), Sommer è stata una diva cosmopolita che ha lavorato in molti paesi diversi e parlava correntemente sette lingue.