Dalla pagina scritta all'inquadratura, dal romanzo al film. Il legame tra la letteratura noir e la macchina da presa è da sempre un gioco di specchi indissolubile. Per celebrare questa metamorfosi creativa, le porte di Casa del Manzoni a Milano si sono aperte per un appuntamento speciale: la seconda edizione del Premio Scerbanenco per il Cinema. A trionfare, nella canicola meneghina (ai limiti dell’insostenibile), è stato il pitch dedicato a L’educatore di Antonio Lanzetta, con una menzione speciale a Ricordati di odiare di Elias Mandreu.

Il riconoscimento nasce dall'intesa con Cecilia Scerbanenco ed è frutto della collaborazione tra Noir in Festival, Lo Scrittoio e l'Università IULM. Quindici studenti del Corso di laurea magistrale in Cinema e TV dello IULM hanno trascorso gli ultimi mesi a stretto contatto con sei romanzi italiani di genere e con i loro rispettivi autori. Il loro compito? Smontare i meccanismi letterari e rimontarli sotto forma di "pitch", ovvero brevi e intensi racconti visivi capaci di convincere una giuria di addetti ai lavori.

A valutare la forza visiva di queste storie (diventeranno delle serie? O dei lungometraggi?) sono stati: la comunità di lettori del Circolo di Milano, Francesco Grisi (EDI - Effetti Digitali Italiani), Erica Negri (Head of Commissioning di Sky Studios Italia), Ada Bonvini (CEO & Partner di The Family), il regista Carlo Sironi.

Erano presenti il prof. Paolo Giovannetti (Università IULM), Angela D'Arrigo (Direttrice Lombardia Film Commission), Cinzia Masotina (Coordinatrice e formatrice del progetto, che ha condotto l’evento) e Marina Fabbri (Direttrice Noir in Festival). Gli scrittori si sono collegati da remoto.

È stata una giornata anche di memoria, nel primo omaggio pubblico dedicato a Giorgio Gosetti, storico fondatore e direttore del Noir in Festival recentemente scomparso.

I sei libri finalisti disegnano una mappa criminale dalle tinte oscure. Ciascuno ha una forte impronta scenografica, pronta a esplodere. In Gli omicidi dei tarocchi di Barbara Baraldi (Giunti) ci troviamo in una Trieste sotto scacco, dove un killer silenzioso semina indizi legati all'esoterismo, sfidando la commissaria Emma Bellini con carte da gioco realizzate proprio da sua sorella. Con Cinzia Bomoll e il suo Il sangue non mente (Ponte alle Grazie), scendiamo invece a Bologna e nelle nebbie della Bassa, seguendo l'intuito dell'ispettrice Nives Bonora, sulle tracce di un metodico assassino di ragazze dai capelli rossi. C'è spazio anche per lo sguardo internazionale di Carlo Calabrò che, in Meccanica di un addio (Marsilio), catapulta un ingegnere svizzero in un Brasile ambiguo, in cui i sogni etici si scontrano con la dura realtà di un'accusa di omicidio.

Procedendo verso Sud, la tensione si fa ancora più serrata. Antonio Lanzetta, autore di L'educatore (Newton Compton), ambienta a Salerno un'indagine spietata in cui un giudice viene assassinato con una sparachiodi, evocando lo spettro di un serial killer che tutti credevano morto da tempo. C'è poi la Bari di Giorgia Lepore, che in Forse è così che si diventa uomini (Edizioni E/O) fa ritrovare alla squadra mobile un cadavere sormontato da un serpente all'interno di una chiesa rupestre, costringendo l'investigatore Gerri Esposito a scavare anche nel proprio passato. Infine la Barbagia e la Costa Smeralda fanno da sfondo in Mantene s'odiu (Ricordati di odiare) di Elias Mandreu (Piemme), dove un maresciallo indisciplinato viene trasferito per punizione in Sardegna e deve subito indagare sul corpo di una donna nascosto in una grotta marina. Sei viaggi nell'oscurità magari pronti ad accendersi sul grande schermo.