«Quando un film porta fuori di casa otto milioni di italiani, non chiediamoci se è bello o brutto: domandiamoci che bisogno soddisfa, che immaginario feconda». È da qui che riparte A qualcuno piace radio, da Gianni Canova che rilegge Zalone e il suo Buen camino come espressione di un paese che necessita ancora di essere messo bene a fuoco. Ospite della prima puntata dell’anno del podcast di Cinematografo curato da Gianluca Arnone e Giulia Mirimich, Canova invita a leggerne la portata del film di Zalone/Nunziante, non solo con i numeri (oltre 66 milioni di euro in poche settimane per il maggior incasso italiano di sempre), ma a partire dall’effetto contagio sul discorso pubblico. «Ha portato milioni di italiani a parlare di cinema - al bar, in metro, perfino dal dentista – come non accadeva da anni.»

Quanto al rilievo che Zalone in fondo piace perché “assolve” gli italiani, Canova è categorico: «No, non sono d’accordo». A differenza dei cinepanettoni, i suoi personaggi sono «evolutivi»: partono dal “peggio” dell’italianità e si trasformano, senza moralismi né superiorità. È una commedia “orizzontale”, che «non punta l’indice, non giudica, non pontifica», e che funziona perché «ride del mondo e di noi ridendo prima di tutto di sé stesso». Il bersaglio, semmai, è un vizio strutturale: la frattura italiana tra “popolo” e “intellettuali”, quell’idea per cui «se una cosa non è di nicchia non è di valore».

Da Zalone al sistema: l’ossigeno al botteghino è reale, ma non basta. Il rischio è che, passata la “sbornia”, i nodi restino intatti: coraggio produttivo, investimento sulla comunicazione («promuoviamo i film come vent’anni fa»), disinnesco del pregiudizio sul cinema di genere (dall’horror di La valle dei sorrisi al gotico di Pupi Avati, praticamente ignorati dal pubblico) e una riflessione sull’animazione, con un nome-simbolo: Bruno Bozzetto, maestro riconosciuto fuori e ancora poco celebrato in patria.

In chiusura, lo sguardo si allarga all’America: Hollywood, per Canova, attraversa una crisi non solo industriale ma immaginativa, con la fatica crescente a produrre “cinema medio” di impeccabile fattura.
La puntata sarà disponibile domani, venerdì 16 gennaio, su tutte le migliori piattaforme di podcast.