“Solo il Premio Franco Solinas può avviare chi ha talento alla sceneggiatura” (Agenore “Age” Incrocci, 1992)

“Meno piantagioni, più foreste” – o giù di lì (Carlo Cresto-Dina)

Produttore originale (Cresto-Dina), creativo (Riccardo Tozzi e un po’ tutti), ma anche ricreativo (io, e un po’ tutti)

Meraviglioso confronto in barca con Silvio Soldini circa il sommario di questa mia recensione

Spargi-mento di bellezza

Annamaria Granatello apparsa alla Madonna all’annuncio del finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna

La Domanda: è nato prima il Solinas o la sceneggiatura?

Netflix, HBO e gli altri: streaming of consciousness?

La situazione è grave ma seria (all’udire Tozzi)

Ostriche alte un dito

Pedro c’è – ma Armòcida

C’è anche un figlio d’arte, Carlo Sorrentino, tra i premiati: menzione speciale a Miss Sarajevo, scritto con Giacomo Juan Tatò e Francesco Taverna

“Un popolo di stupefatti” (Marcello Fois, all’arma bianca)

“Fare un film sbagliato non vuol dire essere coraggiosi” (Tozzi, di giustezza)

Per la Gen Z film e serie rappresentano la seconda fonte di scoperta dei libri: 35%, alla pari con i video sui social (“Dallo schermo alla pagina: l’effetto dell’audiovisivo sull’editoria e i lettori italiani”, ricerca di NIQ per Netflix, partner del Premio Solinas per La Bottega della Sceneggiatura)

“C’è un prima e un dopo Pane e Tulipani” (NN)

“Io, al Solinas, ci vivrei” (tutti)

Annamaria ora pro nobis (omnes)