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| La Direzione generale Cinema e audiovisivo ha pubblicato i risultati della seconda sessione 2025 dei contributi selettivi alla produzione. I decreti riguardano tre blocchi: scrittura-sviluppo-produzione nelle linee giovani autori, opere prime e seconde, documentari, cortometraggi e animazione; film di particolare qualità artistica e di interesse culturale; opere televisive e web legate all’identità culturale italiana. La fascia economicamente più importante conferma il peso di un cinema d’autore molto riconoscibile. Moretti, Argento, Amelio, Martone, Crialese, Rubini, Mereu e Zanasi sono i nomi forti. Inevitabilmente s’impone di meno un ricambio: solo quattro dei 23 film di particolare qualità artistica sono diretti esclusivamente da donne, mentre l’età media dei registi è nettamente più alta rispetto alle altre linee di contributo. Le novità più marcate si trovano soprattutto nei progetti dei giovani autori e nelle opere prime e seconde. Qui compaiono con maggiore frequenza storie legate all’adolescenza, alle identità di genere, alla violenza di genere, alle migrazioni, alle periferie e alle forme contemporanee dell’emarginazione. Sono anche le linee con una presenza più significativa di coproduzioni internazionali. Il paradosso è che proprio questi progetti, spesso più fragili dal punto di vista industriale, ricevono contributi medi inferiori. Nel caso delle opere prime e seconde, le somme assegnate coprono poco più della metà di quanto richiesto dai progetti selezionati. Un altro dato riguarda il modo in cui viene interpretata l’“identità culturale italiana”. Nei documentari e nelle opere televisive domina il racconto biografico: Matteotti, Livatino, Fallaci, Visconti, Marconi, Giancarlo Siani, Carlo Acutis, fino a Gucci e Sandokan. L’identità nazionale passa soprattutto attraverso personaggi celebri, figure civili, marchi e miti popolari. Più raramente viene raccontata attraverso fenomeni collettivi, trasformazioni del lavoro, conflitti sociali o cambiamenti nei territori. Sul piano produttivo non emerge un sistema completamente concentrato nelle mani di pochi. I primi dieci produttori dei lungometraggi raccolgono, pro quota, circa un terzo delle risorse. La distribuzione resta quindi relativamente ampia. Tuttavia alcune società compaiono più volte e in linee diverse, costruendo una presenza continuativa: Indigo, Andromeda, Mompracem, Kavac, Palomar, BIM, Picomedia e Lucky Red. Infine, non tutti i contributi hanno lo stesso peso reale. Per un cortometraggio, un documentario o un’opera prima, poche centinaia di migliaia di euro possono decidere se il film verrà realizzato oppure no. Per una grande serie televisiva da decine di milioni, il contributo pubblico rappresenta invece una parte ridotta del budget complessivo. La graduatoria diventa così una fotografia del modo in cui il cinema italiano prova a riconoscersi: attraverso i suoi maestri, la memoria civile, i personaggi simbolo, le dinastie imprenditoriali, ma anche attraverso nuove identità e nuovi conflitti. La contraddizione più evidente è che il rinnovamento, più femminile e più internazionale, si concentra soprattutto nelle fasce meno finanziate. I numeri
La diversa incidenza del contributo dice che nei cortometraggi il denaro pubblico copre più di un terzo dei costi ammissibili; nei documentari e nei film dei giovani circa un quarto. Per le opere televisive e web scende sotto l’8%. 50 nuovi lungometraggi di finzione
23 FILM DI PARTICOLARE QUALITÁ ARTISTICA Succederà questa notte di Nanni Moretti, €1.000.000; IL CINEMA D’AUTORE In alto in graduatoria, Moretti, Argento, Amelio, Martone, Crialese, Mereu, Bruni Tedeschi, Rubini, Zanasi. Gianni Amelio è l’unico regista ad avere due film finanziati nella stessa graduatoria: 1,2 milioni per Matteotti e 450.000 euro per Nessun dolore, per un totale di 1,65 milioni. Il primo, con un costo ammissibile vicino ai 10 milioni, è anche il progetto cinematografico che ottiene il contributo più alto dell’intero pacchetto. ![]() ![]() Gianni Amelio e Mario Martone (Ciné)Di Matteotti non risultano ancora divulgati cast e sinossi estesa. Nessun dolore è stato invece girato a Orvieto e interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, con Kavac, Be Water e Rai Cinema e distribuzione 01. Succederà questa notte è il nuovo film di Nanni Moretti. È liberamente tratto dai racconti di Hungry Heart di Eshkol Nevo e ha nel cast Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Elena Lietti, Antonio De Matteo, Andrea Lattanzi e Hippolyte Girardot. La produzione riunisce Fandango e Sacher con partner francesi e spagnoli: un milione di contributo su 7,77 milioni di costo ammissibile. Per Tra i vivi e i morti, Dario Argento ha parlato di un soggetto e di una sceneggiatura originali, particolarmente importanti nel suo percorso. Il film è prodotto da Movie On Pictures e Solaris, con una partecipazione britannica. Scherzetto è l’adattamento del romanzo di Domenico Starnone, centrato sul confronto domestico e generazionale tra un anziano illustratore e il nipote. Toni Servillo guida un cast che comprende Serena Rossi, Leonardo Lidi, Lorenzo Perrotta e Gianluca Di Gennaro. È prodotto da Mad Entertainment e Picomedia con Rai Cinema. Cuore nero segna il ritorno di Emanuele Crialese e nasce dal romanzo omonimo di Silvia Avallone, storia di colpa, identità e possibilità di redenzione. La produzione è divisa tra Bartlebyfilm e Cattleya; non è stato ancora comunicato il cast definitivo. Donne, violenza e cronaca italiana
![]() ![]() Cara Giulia, successivamente presentato con il titolo Se domani non torno, è diretto da Paola Randi e nasce dal libro scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso. Il progetto porta sullo schermo la storia di Giulia Cecchettin e il tema della violenza di genere, con Filippo Timi, Sabrina Martina e Tecla Insolia tra gli interpreti annunciati. Anche Zustissia di Francesco Piras si colloca nel territorio della memoria civile: racconta il triplice omicidio di Sinnai del 1991 e il lungo errore giudiziario che ne seguì. Le informazioni che sono circolate finora associano al film Michele Riondino, Francesco Colella, Fabrizio Ferracane e Philippine Leroy-Beaulieu. Gli altri progetti
Il sopravvissuto di Claudio Cupellini, tratto dal romanzo di Antonio Scurati, rielabora il trauma di una strage scolastica e il destino dell’insegnante sopravvissuto. Il protagonista è Valerio Mastandrea, accanto a Ksenia Rappoport, Fabrizio Ferracane, Alma Noce e Diego Ribon. ![]() ![]() Valerio Mastandrea in Il sopravvissuto. @Emanuele Scarpa Gaza – Linea di difesa di Alessandro Tonda è invece un action drama ispirato a un’operazione dell’intelligence italiana per evacuare bambini palestinesi feriti: una materia geopolitica contemporanea affrontata attraverso i codici del cinema d’azione. Apache 77 di Giovanni Aloi viene descritto come un western contemporaneo attraversato da una forte componente di critica sociale. Per Il tempo delle stelle, Una fredda distanza, Exodus, “A” come Artemisia, Adagio veneziano e L’attenuarsi non risultano ancora disponibili, al 14 luglio 2026, sinossi e cast sufficientemente affidabili. …Che Dio Perdona a tutti di Pif è già uscito ad aprile. I giovani autori
I film sono: So the Lovers Could Come Out Again di George Peter Barbari, €350.000; Le storie che emergono
Roma Shocking segue Camilla e Alessia, due diciottenni romane divise per estrazione e carattere, accomunate dalla reazione alla violenza maschile. È prodotto da Lucky Red con la francese Halley Production. Mademoiselle ha per protagonista Mati, diciassettenne milanese che sogna di diventare una cantante trap e rifiuta l’identità che gli altri le assegnano. Racconto di formazione, identità genere, musica e adolescenza metropolitana i temi. Salita Paradiso racconta il quindicenne Ugo nei Quartieri Spagnoli, alle prese con lavori occasionali, côté criminale e ricerca di un’identità. L’ultima regina nasce invece come commedia sulla metamorfosi di Lorena, una donna che ha sempre identificato la propria esistenza con il lavoro e il sacrificio e che comincia a fingersi Maria Antonietta. Ne deriva un profilo generazionale interessato a confrontarsi con temi quali la guerra, l’identità di genere, la violenza maschile, l’adolescenza, le periferie urbane, il lavoro. I “giovani autori” sembrano meno interessati a raccontare la storia e l’identità nazionale attraverso personaggi illustri, e più attenti ai corpi, alle identità, alle marginalità. Opere prime e seconde
I titoli sono: Fratello cercasi di Isabella Leoni, €500.000; Tra i progetti già descritti pubblicamente, Hold Me Tight intreccia le vicende di due adolescenti, uno in Italia e uno in Brasile, divisi da condizioni sociali e geografiche molto diverse. È una coproduzione tra Fedora Film e Drama Filmes. Chi dice e chi tace è tratto dal romanzo omonimo di Chiara Valerio ed è prodotto da Nightswim con Les Films Pelléas e Versus: Italia, Francia e Belgio. Solo segna il passaggio di Roberto Recchioni dal fumetto e dalla sceneggiatura alla regia del lungometraggio, con una coproduzione italo-slovena; Rècati è il primo progetto live action di Edoardo Natoli dopo il corto animato Solitaire. Entrambi risultano ancora in sviluppo o preparazione. Il divario di genere
Le registe finanziate nei lungometraggi sono Valeria Bruni Tedeschi, Paola Randi, Laura Luchetti, Ekaterina Khudenkikh, Caterina Salvadori, Angela Norelli, Marta Innocenti, Isabella Leoni, Ilaria Freccia, Marcella Libonati, Raha Shirazi e Somayeh Haghnegahdar; a queste si aggiunge Margaret Mazzantini nella co-regia di Regina. La percentuale femminile aumenta quindi nelle opere prime e seconde, ma non raggiunge neppure in questa categoria un terzo della selezione. Nell’intero pacchetto dei 129 progetti, considerando anche documentari, cortometraggi, animazione e TV, 94 progetti hanno regia esclusivamente maschile, 25 regia esclusivamente femminile, 10 co-regie miste. I progetti con almeno una donna sono 35 su 129, il 27,1%, e ricevono circa 8,02 milioni, pari al 21,6% delle risorse. È un dato particolarmente significativo perché il criterio delle pari opportunità è esplicitamente presente nelle griglie di valutazione. Il punteggio aggiuntivo favorisce alcuni progetti, ma non modifica strutturalmente la composizione finale della platea. |
| Linea |
Coproduzioni |
Percentuale |
| Particolare qualità artistica |
6 su 23 |
26,1% |
| Giovani autori |
4 su 11 |
36,4% |
| Opere prime e seconde |
7 su 16 |
43,8% |
L’internazionalizzazione non è prerogativa dei film più costosi o dei maestri. Al contrario, raggiunge il massimo tra gli esordienti e le opere seconde.
I principali partner sono Francia, Belgio e Spagna, seguiti da Brasile, Canada, Slovenia e Libano. In tutti i 17 lungometraggi la quota italiana resta maggioritaria: non si tratta, quindi, di presenze italiane marginali in produzioni straniere, ma di progetti a guida italiana costruiti con capitale e competenze internazionali.
Sull’intero pacchetto si contano 32 coproduzioni internazionali su 129 progetti, il 24,8%: 8 documentari, 5 opere di animazione, un cortometraggio e una sola opera televisiva, Gucci – Fine dei giochi.
Quali produzioni ricevono di più?
Per non duplicare gli importi nei film con più produttori, il contributo è stato attribuito pro quota secondo le percentuali dell’assetto produttivo dichiarato.
I primi produttori nei 50 lungometraggi
| Società |
Contributo teoricamente imputabile |
Quota dei €22,07 mln |
| Quantum Marketing Italia |
€ 1.200.000 |
5,44% |
| Indigo Film |
€ 970.000 |
4,40% |
| Andromeda Film |
€ 950.000 |
4,30% |
| Mompracem |
€ 828.000 |
3,75% |
| Palomar |
€ 700.000 |
3,17% |
| BIM Produzione |
€ 600.000 |
2,72% |
| Kavac Film |
€ 590.000 |
2,67% |
| Masi Film |
€ 550.000 |
2,49% |
| Notorious Pictures |
€ 540.000 |
2,45% |
| Movie On Pictures |
€ 525.000 |
2,38% |
| Bibi Film TV |
€ 525.000 |
2,38% |
Quantum è prima grazie al solo Matteotti. Le società che ricorrono in almeno due lungometraggi sono invece Indigo, con Il sopravvissuto e Dream; Andromeda, con L’attenuarsi ed Essere bestia; Mompracem, con Il tuo cuore la mia stella e Solo; Kavac, con Nessun dolore e una quota di Che Dio perdona a tutti.
I primi cinque produttori concentrano il 21,1% delle risorse cinematografiche; i primi dieci il 33,8%.
È un ecosistema relativamente equilibrato, nel quale alcune società di cinema d’autore o di produzione indipendente ritornano con più progetti.
Estendendo la stima alle 129 opere, i primi dieci soggetti produttivi assorbono circa il 26,2% delle risorse. Tra questi entrano Rai, Lux Vide, Lucky Red, Picomedia e World Video Production: il peso dei grandi operatori cresce nella serialità, ma resta distribuito tra più linee e più modelli industriali.
Documentari: prima gli italiani
I 37 documentari finanziati ricevono 3,057 milioni. È probabilmente la linea più chiaramente “editoriale” dell’intero bando: l’identità culturale nazionale viene interpretata soprattutto attraverso biografie, anniversari, maestri, istituzioni e casi di memoria civile.
I soggetti comprendono personalità tra le più disparate come Oriana Fallaci, Alighiero Noschese, Stefania Sandrelli, Aldo Fabrizi; Goffredo Fofi, Luchino Visconti, Folco Quilici, Giancarlo Siani; Caravaggio, Machiavelli, Marconi, Marco Simoncelli. il film su Goffredo Fofi è diretto da Pietro Marcello e Alice Rohrwacher.


Previsti doc sulla strage di Saman Abbas, terremoto de l’Aquila, il cammino di San Michele; c’è un progetto sui maestri dell’horror italiano; progetti più personali come Mustang di Kasia Smutniak; e quelli d’autore I silenzi del mare di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti.
Il contributo più alto, 150.000 euro, va a Cinque vite di Francesco Miccichè. Seguono con 120.000 euro I silenzi del mare, Guglielmo Marconi, la battaglia del WiFi e I maestri dell’horror.
Animazione: la linea più industriale e internazionale
L’animazione utilizza tutti i 4,4 milioni disponibili e finanzia 13 progetti su 17. I contributi maggiori sono:
- Cutò di Christian De Vita, €800.000;
- Enrico Mattei, il gigante, €600.000;
- Academy lang di Charles Vaucelle, €500.000;
- Twisted di Lino DiSalvo, €500.000;
- I Ronfi 2, €378.000;
- Pietre, €350.000;
- Mermaid Magic – seconda stagione, €304.000.
È una linea in cui convivono lungometraggi, serie, biografie animate e proprietà intellettuali già riconoscibili. Christian De Vita ha lavorato su progetti di Wes Anderson e Tim Burton e ha diretto prodotti internazionali come PJ Masks; Lino DiSalvo è stato responsabile dell’animazione di Frozen; Iginio Straffi porta avanti l’universo di Mermaid Magic, serie Rainbow distribuita da Netflix.
Cinque progetti su tredici hanno partner stranieri: una quota del 38,5%, superiore alla media complessiva. È il settore nel quale il contributo selettivo sembra più vicino a una politica industriale: sviluppo di IP, continuità seriale, coproduzione e competenze esportabili.
Televisione e web: grandi budget, contributi relativamente marginali
Il decreto 2213 finanzia 14 progetti con 7,184 milioni. I maggiori contributi sono:
- Gucci – Fine dei giochi di Gabriele Muccino, €1.000.000;
- Sandokan & Marianna, €1.000.000;
- Il giudice e i suoi assassini di Michele Placido, €700.000;
- Il piccolo Marciano – La leggenda di Mario D’Agata, €660.000;
- Noi del Rione Sanità di Luca Miniero, €600.000;
- Il mio nome è Carlo di Giacomo Campiotti, €534.000;
- Vita da Carlo – quarta stagione, €450.000;
- Uno sbirro in Appennino di Renato De Maria, €450.000.
Il giudice e i suoi assassini è la miniserie Rai dedicata a Rosario Livatino, girata tra Sicilia e Roma.
Gucci – Fine dei giochi, prodotta da Lucky Red e Sky Studios e diretta da Muccino, racconta la parabola familiare e industriale della dinastia Gucci, il potere del marchio e il delitto di Maurizio Gucci. È l’unica coproduzione internazionale della linea TV.
È una linea di finanziamento in cui emergono tre grandi serbatoi narrativi dell’identità nazionale: personaggi civili e religiosi: Livatino, Carlo Acutis, Mario D’Agata; cronaca e true crime: il caso Melania Rea-Parolisi; marchi e immaginari popolari: Gucci, Sandokan, Vita da Carlo, il Rione Sanità. Con 91 milioni di costi ammissibili e 7,18 milioni di contributi, la quota pubblica è comunque assai contenuta.


