La Direzione generale Cinema e audiovisivo ha pubblicato i risultati della seconda sessione 2025 dei contributi selettivi alla produzione. I decreti riguardano tre blocchi: scrittura-sviluppo-produzione nelle linee giovani autori, opere prime e seconde, documentari, cortometraggi e animazione; film di particolare qualità artistica e di interesse culturale; opere televisive e web legate all’identità culturale italiana.

Dei beneficiari, nel frattempo, alcuni film sono stati girati, altri sono sul set o in postproduzione. La graduatoria ci consegna il profilo del cinema e dell’audiovisivo che il sistema pubblico sceglie di sostenere. È uno sguardo rivolto al futuro e anche, considerato il ritardo con cui i selettivi arrivano rispetto ai tempi di produzione di alcuni progetti, all’immediato presente (e talvolta al passato, sic!) del nostro cinema.

La fascia economicamente più importante conferma il peso di un cinema d’autore molto riconoscibile. Moretti, Argento, Amelio, Martone, Crialese, Rubini, Mereu e Zanasi sono i nomi forti. Inevitabilmente s’impone di meno un ricambio: solo quattro dei 23 film di particolare qualità artistica sono diretti esclusivamente da donne, mentre l’età media dei registi è nettamente più alta rispetto alle altre linee di contributo.

Le novità più marcate si trovano soprattutto nei progetti dei giovani autori e nelle opere prime e seconde. Qui compaiono con maggiore frequenza storie legate all’adolescenza, alle identità di genere, alla violenza di genere, alle migrazioni, alle periferie e alle forme contemporanee dell’emarginazione. Sono anche le linee con una presenza più significativa di coproduzioni internazionali. Il paradosso è che proprio questi progetti, spesso più fragili dal punto di vista industriale, ricevono contributi medi inferiori. Nel caso delle opere prime e seconde, le somme assegnate coprono poco più della metà di quanto richiesto dai progetti selezionati.

Un altro dato riguarda il modo in cui viene interpretata l’“identità culturale italiana”. Nei documentari e nelle opere televisive domina il racconto biografico: Matteotti, Livatino, Fallaci, Visconti, Marconi, Giancarlo Siani, Carlo Acutis, fino a Gucci e Sandokan. L’identità nazionale passa soprattutto attraverso personaggi celebri, figure civili, marchi e miti popolari. Più raramente viene raccontata attraverso fenomeni collettivi, trasformazioni del lavoro, conflitti sociali o cambiamenti nei territori.

Sul piano produttivo non emerge un sistema completamente concentrato nelle mani di pochi. I primi dieci produttori dei lungometraggi raccolgono, pro quota, circa un terzo delle risorse. La distribuzione resta quindi relativamente ampia. Tuttavia alcune società compaiono più volte e in linee diverse, costruendo una presenza continuativa: Indigo, Andromeda, Mompracem, Kavac, Palomar, BIM, Picomedia e Lucky Red.

Infine, non tutti i contributi hanno lo stesso peso reale. Per un cortometraggio, un documentario o un’opera prima, poche centinaia di migliaia di euro possono decidere se il film verrà realizzato oppure no. Per una grande serie televisiva da decine di milioni, il contributo pubblico rappresenta invece una parte ridotta del budget complessivo.

La graduatoria diventa così una fotografia del modo in cui il cinema italiano prova a riconoscersi: attraverso i suoi maestri, la memoria civile, i personaggi simbolo, le dinastie imprenditoriali, ma anche attraverso nuove identità e nuovi conflitti. La contraddizione più evidente è che il rinnovamento, più femminile e più internazionale, si concentra soprattutto nelle fasce meno finanziate.

I numeri


Sono stati finanziati 129 progetti, per complessivi 37.160.761 euro, a fronte di quasi 260,02 milioni di costi ammissibili dichiarati.
Lo stanziamento disponibile per le sette linee era di 38,9 milioni: ne è stato utilizzato il 95,5%. Restano non assegnati circa 1,74 milioni, concentrati soprattutto nella linea televisiva e web, nei giovani autori e nei documentari.

Linea

Selezionati / domande

Contributi

Costi ammissibili

Contributo/costi

Film di particolare qualità artistica

23 / 47

€ 14,850 mln

€ 95,026 mln

15,6%

Lungometraggi di giovani autori

11 / 27

€ 3,470 mln

€ 14,080 mln

24,6%

Opere prime e seconde

16 / 64

€ 3,750 mln

€ 23,429 mln

16,0%

Documentari

37 / 139

€ 3,057 mln

€ 12,285 mln

24,9%

Cortometraggi

15 / 48

€ 0,450 mln

€ 1,205 mln

37,4%

Animazione

13 / 17

€ 4,400 mln

€ 22,949 mln

19,2%

Televisione e web

14 / 15

€ 7,184 mln

€ 91,038 mln

7,9%

Totale

129 / 357

€ 37,161 mln

€ 260,012 mln

14,3%

La diversa incidenza del contributo dice che nei cortometraggi il denaro pubblico copre più di un terzo dei costi ammissibili; nei documentari e nei film dei giovani circa un quarto. Per le opere televisive e web scende sotto l’8%.
Passano il 25% delle opere prime e seconde e il 26,6% dei documentari, ma il 76,5% dell’animazione e 14 progetti televisivi su 15. Quest’ultimo dato può dipendere da una forte selezione preventiva e dalla complessità dei requisiti, ma la linea TV risulta statisticamente molto meno affollata delle linee destinate al nuovo cinema.

50 nuovi lungometraggi di finzione


Sommando film di particolare qualità artistica, di giovani autori e opere prime e seconde, si arriva a 50 lungometraggi, sostenuti con 22,07 milioni su 132,53 milioni di costi ammissibili.
Con un peso assai differente: le opere di autori riconoscibili vengono finanziate con importi medi decisamente superiori rispetto a quelli riservati a esordienti e nuovi autori. Questi ultimi rappresentano un segmento più internazionale e leggermente più equilibrata sul piano del genere, ma finanziata con importi medi decisamente inferiori.
 

23 FILM DI PARTICOLARE QUALITÁ ARTISTICA

È la linea principale, assorbe 14,85 milioni e utilizza interamente il proprio plafond. Questi i progetti selezionati:

Succederà questa notte di Nanni Moretti, €1.000.000;
Tra i vivi e i morti di Dario Argento, €750.000;
Matteotti di Gianni Amelio, €1.200.000;
Nessun dolore di Gianni Amelio, €450.000;
Scherzetto di Mario Martone, €800.000;
Cuore nero di Emanuele Crialese, €750.000;
La mia maledizione di Salvatore Mereu, €400.000;
Apache 77 di Giovanni Aloi, €600.000;
Un piccolo mondo nuovo di Valeria Bruni Tedeschi, €700.000;
Cara Giulia di Paola Randi, €600.000;
La proposta di Sergio Rubini, €500.000;
Che Dio perdona a tutti di Pif, €700.000;
Il tuo cuore la mia stella di Francesco Patierno, €700.000;
Una fredda distanza di Marco Amenta, €650.000;
Zustissia di Francesco Piras, €700.000;
Il tempo delle stelle di Laura Luchetti, €600.000;
Gaza – Linea di difesa di Alessandro Tonda, €550.000;
Il sopravvissuto di Claudio Cupellini, €800.000;
Regina di Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto, €450.000;
L’attenuarsi di Filippo Ciuffoletti, €450.000;
Exodus di Gianni Zanasi, €700.000;
“A” come Artemisia di Ekaterina Khudenkikh, €400.000;
Adagio veneziano di Angelo Antonucci, €400.000.
 

IL CINEMA D’AUTORE

In alto in graduatoria, Moretti, Argento, Amelio, Martone, Crialese, Mereu, Bruni Tedeschi, Rubini, Zanasi. Gianni Amelio è l’unico regista ad avere due film finanziati nella stessa graduatoria: 1,2 milioni per Matteotti e 450.000 euro per Nessun dolore, per un totale di 1,65 milioni. Il primo, con un costo ammissibile vicino ai 10 milioni, è anche il progetto cinematografico che ottiene il contributo più alto dell’intero pacchetto.

Gianni Amelio e Mario Martone
Gianni Amelio e Mario Martone

Gianni Amelio e Mario Martone

(Ciné)

Di Matteotti non risultano ancora divulgati cast e sinossi estesa. Nessun dolore è stato invece girato a Orvieto e interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, con Kavac, Be Water e Rai Cinema e distribuzione 01.

Succederà questa notte è il nuovo film di Nanni Moretti. È liberamente tratto dai racconti di Hungry Heart di Eshkol Nevo e ha nel cast Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Elena Lietti, Antonio De Matteo, Andrea Lattanzi e Hippolyte Girardot. La produzione riunisce Fandango e Sacher con partner francesi e spagnoli: un milione di contributo su 7,77 milioni di costo ammissibile.

Per Tra i vivi e i morti, Dario Argento ha parlato di un soggetto e di una sceneggiatura originali, particolarmente importanti nel suo percorso. Il film è prodotto da Movie On Pictures e Solaris, con una partecipazione britannica.

Scherzetto è l’adattamento del romanzo di Domenico Starnone, centrato sul confronto domestico e generazionale tra un anziano illustratore e il nipote. Toni Servillo guida un cast che comprende Serena Rossi, Leonardo Lidi, Lorenzo Perrotta e Gianluca Di Gennaro. È prodotto da Mad Entertainment e Picomedia con Rai Cinema.

Cuore nero segna il ritorno di Emanuele Crialese e nasce dal romanzo omonimo di Silvia Avallone, storia di colpa, identità e possibilità di redenzione. La produzione è divisa tra Bartlebyfilm e Cattleya; non è stato ancora comunicato il cast definitivo.

Donne, violenza e cronaca italiana


Un piccolo mondo nuovo di Valeria Bruni Tedeschi è la storia di un’attrice che scopre di avere un tumore al seno, mentre il marito presta volontariato tra persone dipendenti dal crack. La stessa Bruni Tedeschi dovrebbe esserne interprete, oltre che regista.

Valeria Bruni Tedeschi
Valeria Bruni Tedeschi
Valeria Bruni Tedeschi (Courtesy of David di Donatello ph. Luca Dammicco)

Cara Giulia, successivamente presentato con il titolo Se domani non torno, è diretto da Paola Randi e nasce dal libro scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso. Il progetto porta sullo schermo la storia di Giulia Cecchettin e il tema della violenza di genere, con Filippo Timi, Sabrina Martina e Tecla Insolia tra gli interpreti annunciati.

Anche Zustissia di Francesco Piras si colloca nel territorio della memoria civile: racconta il triplice omicidio di Sinnai del 1991 e il lungo errore giudiziario che ne seguì. Le informazioni che sono circolate finora associano al film Michele Riondino, Francesco Colella, Fabrizio Ferracane e Philippine Leroy-Beaulieu.
 

Gli altri progetti


Il tuo cuore la mia stella di Francesco Patierno, dal libro di Marco Galbiati, ha come protagonista Alessandro Preziosi, Francesca Cavallin, Eva Riccobono e Maximilian Dirr.

Il sopravvissuto di Claudio Cupellini, tratto dal romanzo di Antonio Scurati, rielabora il trauma di una strage scolastica e il destino dell’insegnante sopravvissuto. Il protagonista è Valerio Mastandrea, accanto a Ksenia Rappoport, Fabrizio Ferracane, Alma Noce e Diego Ribon.

Valerio Mastandrea in Il sopravvissuto. @Emanuele Scarpa
Valerio Mastandrea in Il sopravvissuto. @Emanuele Scarpa

Valerio Mastandrea in Il sopravvissuto. @Emanuele Scarpa

Gaza – Linea di difesa di Alessandro Tonda è invece un action drama ispirato a un’operazione dell’intelligence italiana per evacuare bambini palestinesi feriti: una materia geopolitica contemporanea affrontata attraverso i codici del cinema d’azione.

Apache 77 di Giovanni Aloi viene descritto come un western contemporaneo attraversato da una forte componente di critica sociale.

Per Il tempo delle stelle, Una fredda distanza, Exodus, “A” come Artemisia, Adagio veneziano e L’attenuarsi non risultano ancora disponibili, al 14 luglio 2026, sinossi e cast sufficientemente affidabili. …Che Dio Perdona a tutti di Pif è già uscito ad aprile.

I giovani autori


La linea finanzia 11 film con 3,47 milioni. Il contributo medio è di circa 315.000 euro, contro i 646.000 della linea di particolare qualità artistica. In compenso, l’intervento pubblico copre quasi un quarto dei costi complessivi: per questi progetti il selettivo è mediamente più decisivo.

I film sono:

So the Lovers Could Come Out Again di George Peter Barbari, €350.000;
Essere bestia di Caterina Salvadori, €500.000;
Gino e Lucia – Per amore si muore e per amore si nasce di Luigi Santoro, €400.000;
Roma Shocking di Angela Norelli, €550.000;
L’ultima regina di Luca Renucci e Stefano La Rosa, €350.000;
Mademoiselle di Marta Innocenti, €300.000;
Salita Paradiso di Antimo Campanile, €350.000;
Blue Souvenir di Alain Parroni, €240.000;
Dov’è la Fiesta? di Niccolò Gentili, €240.000;
Il male minore di Pietro Pedrazzoli, €152.000;
Murgia nera di Pasquale Coletti, €38.000.

Le storie che emergono


Il primo classificato, So the Lovers Could Come Out Again, è ambientato durante la guerra civile libanese e racconta il rapporto tra due giovani cecchini che presidiano una postazione lungo la Linea Verde di Beirut. All’interno del racconto di guerra il film racconta una storia d’amore omosessuale. Coprodotto da Italia, Francia, Libano e Regno Unito.

Roma Shocking segue Camilla e Alessia, due diciottenni romane divise per estrazione e carattere, accomunate dalla reazione alla violenza maschile. È prodotto da Lucky Red con la francese Halley Production.

Mademoiselle ha per protagonista Mati, diciassettenne milanese che sogna di diventare una cantante trap e rifiuta l’identità che gli altri le assegnano. Racconto di formazione, identità genere, musica e adolescenza metropolitana i temi.

Salita Paradiso racconta il quindicenne Ugo nei Quartieri Spagnoli, alle prese con lavori occasionali, côté criminale e ricerca di un’identità.

L’ultima regina nasce invece come commedia sulla metamorfosi di Lorena, una donna che ha sempre identificato la propria esistenza con il lavoro e il sacrificio e che comincia a fingersi Maria Antonietta.

Ne deriva un profilo generazionale interessato a confrontarsi con temi quali la guerra, l’identità di genere, la violenza maschile, l’adolescenza, le periferie urbane, il lavoro. I “giovani autori” sembrano meno interessati a raccontare la storia e l’identità nazionale attraverso personaggi illustri, e più attenti ai corpi, alle identità, alle marginalità.
 

Opere prime e seconde


Solo 16 delle 64 domande ottengono il contributo: una su quattro. È la linea con il maggiore scarto tra somme richieste dai progetti selezionati e contributi effettivamente assegnati: circa 3,75 milioni contro richieste per 6,84 milioni.

I titoli sono:

Fratello cercasi di Isabella Leoni, €500.000;
Dream di Davide Vigore, €500.000;
La vita dopo la notte di Luca Maria Piccolo, €250.000;
Amore è il re di tutte le bestie di Jacopo Bonvicini, €484.000;
Hold Me Tight di Ilaria Freccia, €300.000;
Rècati di Edoardo Natoli, €400.000;
Solo di Roberto Recchioni, €160.000;
Chi dice e chi tace di Marcella Libonati, €200.000;
Terra (Khak) di Raha Shirazi, €120.000;
Il cielo deserto di Antonio Porcaro, €216.000;
Dear Paper Stars di Somayeh Haghnegahdar, €16.000;
Io sono innocente di Claudio Alfredo Alfonsi, €187.000;
La riga blu di Tomaso Mannoni, €162.000;
Il docu-panettone di Andrea Bosello, €80.000;
Cadono le stelle di Salvatore De Chirico, €85.000;
Piccole anomalie di Gianluca Granocchia, €90.000.

Tra i progetti già descritti pubblicamente, Hold Me Tight intreccia le vicende di due adolescenti, uno in Italia e uno in Brasile, divisi da condizioni sociali e geografiche molto diverse. È una coproduzione tra Fedora Film e Drama Filmes.

Chi dice e chi tace è tratto dal romanzo omonimo di Chiara Valerio ed è prodotto da Nightswim con Les Films Pelléas e Versus: Italia, Francia e Belgio.

Solo segna il passaggio di Roberto Recchioni dal fumetto e dalla sceneggiatura alla regia del lungometraggio, con una coproduzione italo-slovena; Rècati è il primo progetto live action di Edoardo Natoli dopo il corto animato Solitaire. Entrambi risultano ancora in sviluppo o preparazione.

Il divario di genere


Tra i 50 lungometraggi di finzione, 13 (il 26%) sono con almeno una donna alla regia. Ricevono complessivamente il 23,7% delle risorse. Il divario è maggiore nella fascia “film di particolare qualità. Dove si contano 18 regie maschili, 4 femminili, una mista. Tra i giovani autori 8 maschili, 3 femminili. Nelle opere prime e seconde 11 maschili, 5 femminili.

Regia

Progetti

Quota

Contributi

Quota fondi

Esclusivamente maschile

37

74%

€ 16,834 mln

76,3%

Esclusivamente femminile

12

24%

€ 4,786 mln

21,7%

Co-regia mista

1

2%

€ 0,450 mln

2,0%

Le registe finanziate nei lungometraggi sono Valeria Bruni Tedeschi, Paola Randi, Laura Luchetti, Ekaterina Khudenkikh, Caterina Salvadori, Angela Norelli, Marta Innocenti, Isabella Leoni, Ilaria Freccia, Marcella Libonati, Raha Shirazi e Somayeh Haghnegahdar; a queste si aggiunge Margaret Mazzantini nella co-regia di Regina.

La percentuale femminile aumenta quindi nelle opere prime e seconde, ma non raggiunge neppure in questa categoria un terzo della selezione.

Nell’intero pacchetto dei 129 progetti, considerando anche documentari, cortometraggi, animazione e TV, 94 progetti hanno regia esclusivamente maschile, 25 regia esclusivamente femminile, 10 co-regie miste.

I progetti con almeno una donna sono 35 su 129, il 27,1%, e ricevono circa 8,02 milioni, pari al 21,6% delle risorse.

È un dato particolarmente significativo perché il criterio delle pari opportunità è esplicitamente presente nelle griglie di valutazione. Il punteggio aggiuntivo favorisce alcuni progetti, ma non modifica strutturalmente la composizione finale della platea.


L’età media? 62 anni per la fascia più finanziata


L’analisi anagrafica restituisce una frattura ancora più netta tra cinema già riconosciuto e nuove generazioni. Sui 50 lungometraggi di finzione finanziati, l’età dei registi di 39 progetti, pari al 78% del campione, è di circa 53 anni. Il risultato va considerato indicativo perché mancano le informazioni che riguardano soprattutto autori meno conosciuti, presumibilmente più giovani.

La differenza tra le linee è però inequivocabile. Nei film di particolare qualità artistica, per i quali sono verificabili 21 progetti su 23, l’età media dei registi è di 61,7 anni.

Nella linea riservata ai giovani autori, il campione verificabile di otto progetti restituisce invece una media di circa 32,9 anni. Il dato è coerente con la natura stessa del bando, che considera “opera di giovani autori” quella diretta da un regista che, alla scadenza della domanda, non abbia ancora compiuto 35 anni. La distanza dalla fascia di particolare qualità artistica è quindi di quasi 29 anni.

Più sorprendente è la categoria delle opere prime e seconde. Sui dieci registi per i quali il dato è pubblicamente verificabile, l’età media raggiunge circa 50,7 anni.

Ai 23 titoli della fascia alta vanno mediamente circa 646.000 euro, contro i 315.000 dei giovani autori: all’età media quasi doppia corrisponde un contributo medio più che doppio.

Coproduzioni, i nuovi autori sono più internazionali


Tra i 50 lungometraggi di finzione, 17 sono coproduzioni o compartecipazioni internazionali, pari al 34%.

Linea

Coproduzioni

Percentuale

Particolare qualità artistica

6 su 23

26,1%

Giovani autori

4 su 11

36,4%

Opere prime e seconde

7 su 16

43,8%

L’internazionalizzazione non è prerogativa dei film più costosi o dei maestri. Al contrario, raggiunge il massimo tra gli esordienti e le opere seconde.

I principali partner sono Francia, Belgio e Spagna, seguiti da Brasile, Canada, Slovenia e Libano. In tutti i 17 lungometraggi la quota italiana resta maggioritaria: non si tratta, quindi, di presenze italiane marginali in produzioni straniere, ma di progetti a guida italiana costruiti con capitale e competenze internazionali.

Sull’intero pacchetto si contano 32 coproduzioni internazionali su 129 progetti, il 24,8%: 8 documentari, 5 opere di animazione, un cortometraggio e una sola opera televisiva, Gucci – Fine dei giochi.

Quali produzioni ricevono di più?


Per non duplicare gli importi nei film con più produttori, il contributo è stato attribuito pro quota secondo le percentuali dell’assetto produttivo dichiarato.


I primi produttori nei 50 lungometraggi

Società

Contributo teoricamente imputabile

Quota dei €22,07 mln

Quantum Marketing Italia

€ 1.200.000

5,44%

Indigo Film

€ 970.000

4,40%

Andromeda Film

€ 950.000

4,30%

Mompracem

€ 828.000

3,75%

Palomar

€ 700.000

3,17%

BIM Produzione

€ 600.000

2,72%

Kavac Film

€ 590.000

2,67%

Masi Film

€ 550.000

2,49%

Notorious Pictures

€ 540.000

2,45%

Movie On Pictures

€ 525.000

2,38%

Bibi Film TV

€ 525.000

2,38%

Quantum è prima grazie al solo Matteotti. Le società che ricorrono in almeno due lungometraggi sono invece Indigo, con Il sopravvissuto e Dream; Andromeda, con L’attenuarsi ed Essere bestia; Mompracem, con Il tuo cuore la mia stella e Solo; Kavac, con Nessun dolore e una quota di Che Dio perdona a tutti.

I primi cinque produttori concentrano il 21,1% delle risorse cinematografiche; i primi dieci il 33,8%.
È un ecosistema relativamente equilibrato, nel quale alcune società di cinema d’autore o di produzione indipendente ritornano con più progetti.

Estendendo la stima alle 129 opere, i primi dieci soggetti produttivi assorbono circa il 26,2% delle risorse. Tra questi entrano Rai, Lux Vide, Lucky Red, Picomedia e World Video Production: il peso dei grandi operatori cresce nella serialità, ma resta distribuito tra più linee e più modelli industriali.

Documentari: prima gli italiani


I 37 documentari finanziati ricevono 3,057 milioni. È probabilmente la linea più chiaramente “editoriale” dell’intero bando: l’identità culturale nazionale viene interpretata soprattutto attraverso biografie, anniversari, maestri, istituzioni e casi di memoria civile.

I soggetti comprendono personalità tra le più disparate come Oriana Fallaci, Alighiero Noschese, Stefania Sandrelli, Aldo Fabrizi; Goffredo Fofi, Luchino Visconti, Folco Quilici, Giancarlo Siani; Caravaggio, Machiavelli, Marconi, Marco Simoncelli. il film su Goffredo Fofi è diretto da Pietro Marcello e Alice Rohrwacher.

Previsti doc sulla strage di Saman Abbas, terremoto de l’Aquila, il cammino di San Michele; c’è un progetto sui maestri dell’horror italiano; progetti più personali come Mustang di Kasia Smutniak; e quelli d’autore I silenzi del mare di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti.

Il contributo più alto, 150.000 euro, va a Cinque vite di Francesco Miccichè. Seguono con 120.000 euro I silenzi del mare, Guglielmo Marconi, la battaglia del WiFi e I maestri dell’horror.

Animazione: la linea più industriale e internazionale


L’animazione utilizza tutti i 4,4 milioni disponibili e finanzia 13 progetti su 17. I contributi maggiori sono:

  • Cutò di Christian De Vita, €800.000;
  • Enrico Mattei, il gigante, €600.000;
  • Academy lang di Charles Vaucelle, €500.000;
  • Twisted di Lino DiSalvo, €500.000;
  • I Ronfi 2, €378.000;
  • Pietre, €350.000;
  • Mermaid Magic – seconda stagione, €304.000.

È una linea in cui convivono lungometraggi, serie, biografie animate e proprietà intellettuali già riconoscibili. Christian De Vita ha lavorato su progetti di Wes Anderson e Tim Burton e ha diretto prodotti internazionali come PJ Masks; Lino DiSalvo è stato responsabile dell’animazione di Frozen; Iginio Straffi porta avanti l’universo di Mermaid Magic, serie Rainbow distribuita da Netflix.

Cinque progetti su tredici hanno partner stranieri: una quota del 38,5%, superiore alla media complessiva. È il settore nel quale il contributo selettivo sembra più vicino a una politica industriale: sviluppo di IP, continuità seriale, coproduzione e competenze esportabili.

Televisione e web: grandi budget, contributi relativamente marginali


Il decreto 2213 finanzia 14 progetti con 7,184 milioni. I maggiori contributi sono:

  • Gucci – Fine dei giochi di Gabriele Muccino, €1.000.000;
  • Sandokan & Marianna, €1.000.000;
  • Il giudice e i suoi assassini di Michele Placido, €700.000;
  • Il piccolo Marciano – La leggenda di Mario D’Agata, €660.000;
  • Noi del Rione Sanità di Luca Miniero, €600.000;
  • Il mio nome è Carlo di Giacomo Campiotti, €534.000;
  • Vita da Carlo – quarta stagione, €450.000;
  • Uno sbirro in Appennino di Renato De Maria, €450.000.

Il giudice e i suoi assassini è la miniserie Rai dedicata a Rosario Livatino, girata tra Sicilia e Roma.

Gucci – Fine dei giochi, prodotta da Lucky Red e Sky Studios e diretta da Muccino, racconta la parabola familiare e industriale della dinastia Gucci, il potere del marchio e il delitto di Maurizio Gucci. È l’unica coproduzione internazionale della linea TV.

È una linea di finanziamento in cui emergono tre grandi serbatoi narrativi dell’identità nazionale: personaggi civili e religiosi: Livatino, Carlo Acutis, Mario D’Agata; cronaca e true crime: il caso Melania Rea-Parolisi; marchi e immaginari popolari: Gucci, Sandokan, Vita da Carlo, il Rione Sanità. Con 91 milioni di costi ammissibili e 7,18 milioni di contributi, la quota pubblica è comunque assai contenuta.