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Che cosa definisce una buona madre? Chi è titolato a esprimere un giudizio su di lei? I figli, certo, ma anche la società – le altre madri, il marito, oppure lo Stato stesso, se la persona che hai generato è sospettata di aver commesso un reato. Se un giorno la polizia bus-sa alla tua porta perché tuo figlio deve essere interrogato, e se quel figlio giura di essere innocente ma il tuo sesto senso – di madre, appunto – dice altro. A chi appartiene quel figlio non ancora adulto ma già detentore di una vita propria: alla legge, ai genitori, soltanto a sé stesso? E come potrà esprimersi “la buona madre”, difendendolo a costo di ogni morale oppure lasciando che paghi senza sconti?
La scrittrice irlandese Catherine Dunne prende le mosse da questi temi, antichi come l’essere umano (pensiamo ad Antigone, a Medea, a Prometeo – alle domande del mondo classico riguardo al conflitto tra bene comune e bene per-sonale) per il suo ultimo, magnifico romanzo, Una buona madre, edito in Italia da Guanda, che ha in catalogo tutti i suoi libri, a partire dal folgorante esordio con La metà di niente negli anni Novanta.
Il titolo originale, A Good Enough Mother, è ancora più incisivo perché sottolinea lo sforzo che ogni donna fa per aderire al meglio a questa tortuosa e complessa parola, “madre”, e ci riporta al crinale della trama: due donne si incontrano in una caffetteria di Dublino, una ha dentro di sé i tormenti di cui sopra, ma anche l’altra ha una storia importante da raccontare.


Le loro vite sono intrecciate da più nodi, che si scioglieranno nel corso delle conversazioni. Catherine Dunne scava nelle vite di donne comuni, segnate dagli urti della storia e dalle storture della politica: nella cattolica Irlanda, dove abortire è stato illegale fino al 2018, le ragazze venivano mandate dalle famiglie a partorire di nascosto in istituti religiosi dove i bambini venivano loro strappati e destinati a coppie che non potevano averne.
La violenza e la disumanità di questa pratica ha generato traumi che hanno lasciato il segno per più generazioni – Dunne li mette a nudo in questo romanzo coraggioso, indicando ombre della nostra storia più recente dentro le quali facciamo fatica a guardare. Un romanzo bellissimo, appassionante, importante – che si legge senza riuscire a staccarsi nonostante tenga in piedi e intersechi diverse storie nel tempo, tutte abitate dall’intensa malinconia e dalla lucente umanità che caratterizzano la letteratura dell’autrice.
Catherine Dunne, Una buona madre (Guanda, 352 p., 19,00 €)
