Venom

Tom Hardy e il simbionte alieno deludono le aspettative. Lo script è dozzinale e qualche sparuta trovata ironica non basta a sollevarne le sorti

4 Ottobre 2018
1,5/5
Venom
Venom

Eddie Brock è un reporter d’assalto. Mosso da un’etica incorruttibile, perde il lavoro (e la fidanzata Anne) dopo un’intervista tutt’altro che accomodante con Carlton Drake, giovanissimo magnate della Life Foundation, struttura all’avanguardia nella ricerca scientifica, da poco impegnata anche nelle esplorazioni spaziali per scovare nuove forme di vita e garantire miglioramenti per l’esistenza umana.

Proprio l’ultima spedizione riporta sulla Terra alcuni esemplari di simbionti, amorfi parassiti alieni. Uno di loro, Venom, finirà per impossessarsi del corpo di Eddie Brock.

C’era molta attesa intorno al primo comic-movie del nuovo Spider-Man Universe, quello che di fatto sancisce la collaborazione Marvel-Sony.

Attesa purtroppo mal ripagata: Venom – forse la nemesi più iconica nell’intero panorama legato alle vicende dell’Uomo Ragno – torna sullo schermo dopo l’apparizione in Spider-Man 3 di Sam Raimi (2007) da protagonista assoluto, in un film che ne racconta la genesi ma che, allo stesso tempo, finisce per fiaccarne qualsiasi ambizione in termini di suggestione e presa sullo spettatore.

Il lavoro di Ruben Fleischer, nulla più che un discreto mestierante, soffre pesantemente la carenza strutturale di uno script dozzinale, senza nessun tipo di approfondimento per quello che riguarda i personaggi secondari e sin troppo indeciso sul taglio da assegnare all’intera operazione.

Che soccombe, amorfa, quasi come i tanti ospiti umani con cui il simbionte entra in contatto senza trovare la perfetta simbiosi.

Non bastano Tom Hardy (sprecato oltre ogni limite), che nella versione italiana è doppiato da Adriano Giannini e l’effetto sembra quello di un novello Jack Torrance nuovamente “riposseduto”, né gli sparuti tentativi di sorprendere con qualche trovata di smaccata ironia (“qual è il piano, farmi morire di trekking?”), né la presenza di Michelle Williams (totalmente fuori contesto) e di Riz Ahmed, costretto alla caratterizzazione di un Carlton Drake (poi Riot…) privo di qualsiasi sfumatura, visionario senza scrupoli né morale, villain mai capace di “sedurre” come invece dovrebbe accadere anche in operazioni di questo tipo.

Chissà, a risollevare le sorti di questo nuovo franchise ci penserà forse Cletus Kasady (aka Carnage), spietato serial killer che Eddie Brock incontrerà a metà titoli di coda, interpretato da Woody Harrelson. 

Per il momento, invece, la delusione è tanta.

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