Vacanze ai Caraibi

E’ tornato il cinepanettone doc. Quello di Brizzi-Martani-Parenti-De Sica, ma senza Filmauro: prendere o lasciare, come sempre

15 Dicembre 2015
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Vacanze ai Caraibi
Vacanze ai Caraibi

“Le partecipazioni? Meglio di no… Anna Pia Grossi Tubi in Vianale non suona bene…”. È anche da queste piccole sciccherie che riconosci il cinepanettone, “quello doc”, diciamo. Quello firmato dagli sceneggiatori di sempre (Brizzi e Martani, stavolta con Domenico Saverni, insieme a Neri Parenti e Christian De Sica), diretto dallo stesso Parenti e, naturalmente, interpretato da Christian De Sica. L’ultimo attore (con la a maiuscola) capace di tempi comici dimenticati, di battute che già conosci a memoria ma che al tempo stesso riescono a strapparti la risata, di altrettante volgarità senza le quali – è dura ammetterlo, ma è così – film di questo tipo non avrebbero senso di esistere. Poi, certo, il tutto non basterà mai a giustificare quei “cinque minuti fantastici” (cit. De Sica), quelli delle risate grasse, del botta e risposta a suon di ca..i et simili, di peti e cloache, ma è allo stesso tempo impossibile non ammettere che, seppur calati in situazioni a dir poco inverosimili e chiamati alla farsa più spicciola, attori come De Sica e Massimo Ghini (di nuovo insieme in un film di Neri Parenti dopo 4 anni) ancora funzionano.

Da rivedere, semmai, è l’apporto (anche strutturale) degli altri due episodi, quelli interpretati dal siculo Dario Bandiera e dalla coppia di adulteri Luca Argentero e Ilaria Spada, quest’ultima tutto sommato a suo agio nel ruolo della coatta spensierata e triviale, oltre naturalmente ad altre innegabili doti che riescono a dare “forma” a tutto il resto.

Ilaria Spada in Vacanze ai Caraibi

Ilaria Spada in Vacanze ai Caraibi

Ambientato nella Repubblica Dominicana, Vacanze ai Caraibi segue le storie di Mario Grossi Tubi (De Sica) e Ottavio Vianale (Ghini), il primo sull’orlo del fallimento e in cerca di un rimedio prima che la moglie (Angela Finocchiaro) se ne accorga, il secondo fidanzato della figlia del primo e deciso ad “appendere il cappello” per risolvere i suoi problemi economici. C’è poi Adriano Fiore (Bandiera), giovane digital addict che finirà su un’isoletta deserta e scoprirà di essere… senza campo; infine Fausto (Argentero) e Claudia (Spada), entrambi in crociera, entrambi felicemente sposati, uno il contrario dell’altra, ma terribilmente attratti uno dell’altra.

Insomma, prendere o lasciare, come sempre in fin dei conti: non avrà il marchio Filmauro (stavolta si gioca in casa Medusa, con la Wildside di Gianani a produrre), ma il cinepanettone di Brizzi-Martani-Parenti-De Sica mantiene ciò che promette. Né più né meno di quello che ti aspetti, con l’episodio Ghini-De Sica naturalmente a trainare il tutto.
Letture consigliate: “Epistemologia del cinema da camera” di Fausto Brizzi… Chi vedrà il film, capirà.

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