The North Sea

Disaster movie dalla struttura imponente. Catastrofe vicino alle coste della Norvegia che gioca con le regole del genere. E regala qualche brivido. Alla Festa di Roma

18 Ottobre 2021
3/5
The North Sea

Il terrore arriva dal mare profondo. Questa volta sul disaster movie sventola la bandiera norvegese. The North Sea gioca con l’apocalisse, s’immerge negli abissi, e strizza l’occhio a Deepwater – Inferno sull’oceano di Peter Berg. Non a caso a un certo punto il “disastro” della Deepwater Horizon viene anche citato. Al centro ci sono le piattaforme petrolifere, con i fondali che si ridisegnano e la catastrofe in arrivo.

Come suggerisce il titolo, siamo nel Mare del Nord. Ma alle temperature polari stanno per contrapporsi fuoco e fiamme. La partenza richiama The Abyss di James Cameron, ma poi il regista John Andreas Andersen cambia direzione. Nel raccontare la fine del mondo, si concentra sull’acqua. All’apparenza è un elemento quieto, quasi statico, fino a quando non si trasforma in incubo.

Tra le righe si legge una critica ecologica, che con taglio documentaristico viene proposta nei minuti iniziali e finali del film. Il continuo sfruttamento della Terra per l’estrazione del petrolio porta a una reazione della natura, che qui ha dimensioni selvagge. Andersen non porta sullo schermo solo la tragedia degli uomini che devono essere evacuati, ma descrive anche ciò che accade nelle stanze del potere. Per questo si confronta con le regole imposte dai piani alti, esercitate da burocrati senz’anima, e con le necessità di chi invece vuole riportare a casa le persone care.

 

Nulla di nuovo, s’intende. Ma la struttura è imponente, i toni sono seri, e Andersen evita le classiche gesta che caratterizzano i superuomini. Tutto è a portata di essere umano, l’eroismo nasce dalla forza del gruppo e dall’istinto di sopravvivenza. Il film ha ritmi  sostenuti, la tensione non viene mai meno. E anche gli effetti speciali regalano alcune sequenze di grande impatto visivo.

Siamo sulla scia di The Wave e The Quake – Il terremoto del secolo. Ma Andersen evita le trappole dell’avventura, non esaspera l’azione, e coglie il terrore di chi si trova faccia a faccia con la morte. Un buon brivido di genere, che scatena il suo potenziale quando le speranze dei protagonisti vacillano, e affondare sembra inevitabile.

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