Se non fosse un termine abusato, non avremmo problemi a definire Christian Clavier un’icona del cinema francese. Lo dicono i numeri, non solo la longevità di una carriera più che cinquantennale ma soprattutto gli incassi, essendo l’unico attore ad avere quattro film che hanno raggiunto più di 10 milioni di spettatori al botteghino francese. Classe 1952, Clavier è diventato – soprattutto nell’ultimo decennio – la maschera rassicurante e sorniona di un certo tipo di commedia francese, borghese (molto borghese) nei temi e popolare (più o meno) nelle forme, in cui replica a oltranza un personaggio patriarcale che si scontra con un altro molto diverso da lui, una specie di aggiornamento di Louis de Funès ma fuori tempo (massimo).

Diretta da Arnaud Lemort, Terapia di famiglia è l’ennesima variante del filone, con Clavier che continua a ricicciare i modelli della saga Non sposate le mie figlie! all’interno di una farsa che infila gag poco smaglianti. Lo spunto non è originale: uno psicanalista esasperato caccia un paziente troppo ansioso sfidandolo a trovare la donna della sua vita (“Se vuoi guarire, devi trovare una donna con un’anima nevrotica come la tua”). Ovviamente la trova, ovviamente è la figlia del dottore e ovviamente l’uomo fa di tutto per mandare all’aria la relazione, da tentativi di omicidio per via allergologica a sedute di ipnosi per manipolarlo (il doppio senso ornitologico è sconfortante) fino al ritorno di un ex fidanzato.

Il fatto che sia tutto derivativo o risaputo non è problema, né che dietro Terapia di famiglia (titolo originale Jamais sans mon psyMai senza il mio terapeuta, più una minaccia che una promessa) ci siano il repertorio di Clavier, l’evocazione di Ti presento i miei (lo schema è sempre quello) una spruzzata di Tutte le manie di Bob (il rapporto ossessivo tra paziente e terapeuta), né che ci sia un’improvvida citazione-parodia di Gli uccelli di Hitchcock (con una CGI perlomeno discutibile). Il problema è che questa commedia è bolsa e pigra, prevedibile e vagamente reazionaria, in cui lo stesso Clavier sembra andare con il pilota automatico, Baptiste Lecaplain si conferma più a suo agio nella stand-up comedy e il cast di contorno si ferma alla macchietta (da Thomas VDB a Rayane Bensetti fino a Claudette Walker che fa la nonna influencer).