Samba

Dopo Quasi amici una commedia “clandestina” e romantica per Nakache e Toledano

22 Aprile 2015
3,5/5
Samba
Un immigrato senegalese, in cerca di un permesso di soggiorno, una donna in carriera con il morale spezzato dal troppo stress da lavoro. Si può immaginare qualcosa di più lontano? Eppure nella Parigi di Samba si incontrano e si innamorano. È la nuova scommessa di Eric Toledano e Olivier Nakache che – tre anni dopo la commedia evento Quasi Amici – spiazzano il pubblico con una commedia romantica, ma dai profondi toni di riflessione sociale.
All’origine c’è un romanzo, Samba Puor la France, scritto dalla scrittrice\regista Delphin Coulin (autrice con la sorella di 17 Ragazze). Grazie alla complicità di Omar Sy, ancora una volta protagonista, come in Quasi Amici, ci aggiriamo con ironia in luoghi insoliti per una commedia: centri di accoglienza, uscite di sicurezza di infimi ristoranti, uffici per la richiesta di permessi. E ci si ritrova a ridere e sorridere (con un pizzico di amarezza) di burocrazia e fughe dalla polizia, con Samba, il protagonista, che cerca un lavoro per trovare un’identità nella società francese, nascondendo la propria.
In una Parigi “clandestina”, dove spesso i protagonisti (Omar Sy ma anche il compagno di sventure Tahar Rahim) sono costretti a correre, in fuga da una società che ne sfrutta il lavoro ma fa finta di non vederli. A questo intreccio del film – decisamente il più riuscito – si affianca la commedia romantica, nella quale entra in gioco la nevrotica Charlotte Gainsbourg, il cui equilibrio è messo a rischio proprio dal troppo lavoro e che decide – in modo impacciato e insicuro – di dedicarsi al volontariato per superare le sue crisi di ansia.
Una storia d’amore tutta giocata sulla forza dei sentimenti, capaci si azzerare le differenze sociali tra i due. Una sorta di favola, nella quale finalmente vediamo la Gainsbourg in un ruolo leggero (non a caso ne recuperiamo sorriso e bellezza), mentre Omar Sy si conferma attore capace di spiazzare lo spettatore. Resta il dubbio che forse un pizzico di coraggio in più avrebbe reso più graffiante il ritratto di una Parigi impermeabile a quel che accade nelle sue strade.

 

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