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Rufus – Il draghetto marino che non sapeva nuotare
Arriva dalla Norvegia questa favola ecologista con protagonista un piccolo serpentello marino che non sa nuotare. Lui si chiama Rufus, è timido, impacciato e insicuro, e fa parte di una comunità di draghi marini nel cuore dell’oceano. Un giorno suo zio Ludvig, che tiene l’isola nascosta dagli umani grazie al suo fumo magico, perde i suoi poteri. A quel punto Rufus partirà verso un viaggio straordinario fino in Scozia alla ricerca della prozia Nessie e della mitica sciarpa magica.
Il motto di questo film d’animazione diretto da Endre Skandfer è: “Nessuno si lascia indietro”. Per cui polipetti, leoncini, tartarughe giocatrici di scacchi, ippopotami e struzzi si aiuteranno l’un l’altro e finiranno perfino tutti insieme trasportati dentro la pancia di una balena. Eh no, non è Pinocchio, ma il rimando è palese. Echeggiano anche qua e là La sirenetta e Alla ricerca di Nemo, principalmente per le ambientazioni marine. Ma è soprattutto la famosa leggenda di Loch Ness a riprendere vita in questo racconto prodotto dalla norvegese Maipo Film, in uscita con Plaion Pictures.
Al centro oltre all’ecologia e alla solidarietà il tema della fragilità e dell’accettazione di sé e la lezione che bisogna avere il coraggio di superare le proprie paure. Rufus è per certi versi un po’ come la gabbianella che non sapeva volare (il rifermento è al romanzo di Luis Sepulveda dal titolo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, dal quale poi fu tratto nel 1998 un film d’animazione diretto da Enzo D’Alò), solo che lui non sa nuotare e lo aiuterà a farlo una deliziosa polipetta.
Non vi aspettate effetti speciali o spettacolari, anche se è una delle produzioni europee più ambiziose degli ultimi anni con un budget di circa 10 milioni di euro. Tutto è molto semplice e lineare, frutto della combinazione di animazione CGI e di disegni fatti a mano. Ma sono proprio queste immagini per certi versi un po’ rétro, nonché il ritorno a un ritmo lento, come dire più classico, a rendere affascinante questo racconto di formazione che si ispira alla celebre serie di libri di Tor Age Bringsvaerd amata da tanti lettori e illustrata da Thore Hansen, pubblicata dal 1972 al 2019 in Norvegia. Senza dubbio più adatto per i bambini, ma comunque gli accompagnatori adulti non si annoieranno.
