Quel fantastico peggior anno della mia vita

Coming of age e cancer movie in vulgata Sundance: l'empatia stilizzata di Alfonso Gomez-Rejon

10 Dicembre 2015
3,5/5
Quel fantastico peggior anno della mia vita

Me and Earl and the Dying Girl, in Italia Quel fantastico peggior anno della mia vita, ha (stra)vinto al Sundance Gran Premio della Giuria e Premio del Pubblico, è passato fuori concorso al 33° Torino Film Festival, e ora porta in sala una sana ventata di indie stelle e strisce, genere sui generis recentemente falcidiato dalla serialità, che ne “prende in prestito” le meglio intelligenze creative.

Viceversa, Alfonso Gomez-Rejon viene proprio dalle serie (Glee e American Horror Story) e per il suo secondo lungometraggio di finzione si appoggia al romanzo d’esordio, e di culto, di Jesse Andrews (Einaudi): coming of age, cancer movie, teen movie, di tutto e di più, ma fatto bene, con delicatezza, empatia e (smell like) teen spirit, sul basso continuo indie, Sundance – e hipster, e nerd-fighetto – che ben conosciamo.

Siamo, poeticamente e, diremmo, pure ideologicamente, dalle parti di 500 giorni insieme, The Perks of Being a Wallflowere Little Miss Sunshine: il protagonista è Greg (Thomas Mann), un liceale di talento, ma scarsa autostima, che vivacchia sullo sfondo, senza emergere intenzionalmente, soprattutto, senza farsi toccare da alcunché. Ha in Earl (Rj Cyler) un “collaboratore” – guai chiamarlo amico – con cui realizza in live-action e stop-motion dei corti omaggio e parodia insieme dei capolavori della storia del cinema, da Arancia meccanica a Fitzcarraldo e Aguirre del maestro Werner Herzog. L’ultimo, però, avrà un soggetto originale e terminale: una compagna di scuola colpita dalla leucemia, Rachel (Olivia Cooke), di cui Greg finirà per diventare amico sincero, nonostante l’avvicinamento si debba al diktat di sua madre.

Ilare e ironico, e non solo nei remake artigianali, fresco ed esibizionisticamente sincero nella liaison disperata di Greg e Rachel, disadattato ed esibizionisticamente fuori dagli schemi, Quel fantastico peggior anno della mia vita non lascia indifferenti: nel gramo cinema attuale non è importante, è tutto.

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