Nevermind

Il film a episodi di Puglielli tenta di spogliare la realtà, diverte ma manca il bersaglio

31 Luglio 2019
2/5
Nevermind

Eros Puglielli dirige un film episodico, Nevermind, di quelli “vecchio stile”, à la Manuale d’amore, ma su un tema differente. La vita dei personaggi dei quattro episodi, legati da coincidenze professionali, sentimentali, d’amicizia o d’affetto, è governata dal caos e il regista non potrebbe essere più chiaro, su questo punto.

Un piccolo incidente mette in moto una serie di eventi che ci accompagnano, aneddoto dopo aneddoto, fino alla fine. “Ho usato”, dice Puglielli, “un espediente tipico di Bunuel”: il comprimario di un episodio diventa protagonista del successivo. Ma non è sempre riuscito, talvolta il meccanismo è più artefatto di quel che si vorrebbe far trasparire (il primo racconto, ad esempio, è stato girato mesi prima e separatamente dagli altri, cui si lega con un coup metanarrativo).

Il nutrito cast (Paolo Sassanelli, Andrea Sartoretti, Giulia Michelini, Massimo Poggio, etc.) fa il suo onesto lavoro, sfruttando da una parte la comicità tipicamente italiana del proprio DNA, dall’altra le atmosfere grottesche dipinte dalla sceneggiatura, dello stesso regista in coppia con Giulia Gianni.

nevermind

Ne viene fuori un film a episodi atipico, indubbiamente originale, eppure depotenziato nel suo effetto drammatico e drammaturgico. L’ultimo quarto (con Sartoretti protagonista) è il più climatico, segno dello sforzo di strutturare i diversi momenti secondo una struttura contenitrice che aspira a, e tenta di, farsi contenuto.

A maggior ragione, tuttavia, si percepisce la mancanza di un approfondimento che si è deliberatamente, beninteso, scelto di evitare ma che, forse, avrebbe premiato le scelte coraggiose di Puglielli. Così, quest’ultime restano allo stadio larvale di esagerazioni paradossali, tabù, idiosincrasie e parafilie gettate nella mischia con la nonchalance di chi non deve spiegarle né cementarle.

Al di là della scelta stilistica e, perché no, di target e pubblico, se l’intento è quello di descrivere, attraverso la lente di una follia ipocrita e ingenerosa il mondo reale, uno strumento efficace per farlo è una storia realistica.

Lascia una recensione

1 Comment on "Nevermind"

avatar
più nuovi più vecchi più votati
SarKa
Ospite

“uno strumento efficace per farlo è una storia realistica.”
Cazzate.

2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy