Manuale d'amore

ITALIA - 2005
Manuale d'amore
Il film si divide in quattro capitoli: 'L'innamoramento' - Tommaso è un disoccupato innamorato di Giulia, una ragazza borghese. 'La crisi' - Barbara, impiegata in un laboratorio di analisi, e Marco, istruttore di scuola guida, si trovano ad affrontare la loro prima crisi matrimoniale. 'Il tradimento' - Ornella, una vigilessa che ha subito un tradimento, si accanisce contro gli uomini multandoli senza motivo. 'Abbandono' - Goffredo cerca di superare l'abbandono da parte della moglie con l'aiuto di un audiolibro intitolato "Manuale d'amore".
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS PER FILMAURO, DADA FILM
  • Distribuzione: FILMAURO
  • Data uscita 18 Marzo 2005

TRAILER

RECENSIONE

di Davide Turrini
L'innamoramento, la crisi, il tradimento, l'abbandono. Echi di commedia all'italiana, riverberi di sentimento da rotocalco del pomeriggio tv, il Manuale d'amore di Giovanni Veronesi è navigazione a vista con intenti senza dubbio lodevoli. Peccato che come nell'ultimo Che ne sarà di noi? la calma piatta venga dopo aver constatato la presenza di una buona sceneggiatura, di una discreta idea di partenza e di un importante contributo d'attori. L'intenzione è quella di sondare il tema che più ci appassiona dopo la guerra in Iraq e le elezioni regionali: l'amore e tutte le sue conclamate manifestazioni. Silvio Muccino fa coppia con Jasmine Trinca, una controllata Buy si affianca ad un lascivo Rubini, la Littizzetto sciorina edulcorati tormentoni in testa al povero Abbrescia, Verdone gigioneggia tra porte in faccia, fughe sui cornicioni e catarsi in riva al mare: tutti senza sottrarsi alla caratterizzazione di personaggi che per una volta non si perdono nel vuoto delle carinerie gratuite e del glamour patinato. Insomma, il congegno ad orologeria fatto di episodi pare funzionare, le intrusioni/trait d'union tra una sequenza e l'altra si susseguono con garbo e questa sorta di enorme ellissi narrativa che avvolge l'intero film si fa conclamata solo quando si ha già voglia di accendere le luci in sala. Solo che alla fine non c'è l'apporto di chi il film lo gira e il significato dell'uso del mezzo cinema si fa assente. Manca una profondità di sguardo, un'acida zampata o perlomeno un distratto giudizio di fondo. E poi far parlare in macchina alcuni attori, disseminare un po' di voci over, far ruotare ogni tanto la macchina da presa attorno ai protagonisti (senza campo e controcampo) come faceva secoli fa Woody Allen, sono precise e motivate scelte di regia o anonimi espedienti tecnici? Così Manuale d'amore rimane lì a ricordarci che se non vogliamo far apparire il nostro numero di cellulare a chi riceve la telefonata, basta digitare: cancelletto, 31, cancelletto.

NOTE

- DAVID DI DONATELLO 2005 A CARLO VERDONE COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA E A MARGHERITA BUY COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. IL FILM ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM, MIGLIOR SCENEGGIATURA, MIGLIOR PRODUTTORE (AURELIO DE LAURENTIIS), MIGLIOR DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA, MIGLIOR MUSICISTA, MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ("MANUALE D'AMORE" DI PAOLO BUONVINO), MIGLIOR COSTUMISTA, MIGLIOR MONTATORE E MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA (GAETANO CARITO E PIERPAOLO MERAFINO). ANCHE SILVIO MUCCINO AVEVA RICEVUTO LA NOMINATION COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

- VINCITORE DEL NASTRO D'ARGENTO 2006 PER: SCENEGGIATURA, ATTORE NON PROTAGONISTA (CARLO VERDONE). IL FILM ERA CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2006 ANCHE PER: REGIA, PRODUTTORE (AURELIO DE LAURENTIIS), MONTAGGIO.

CRITICA

Dalle note di regia: "Non si tratta di episodi staccati - precisa Veronesi - perché si intrecciano tra loro personaggi e situazioni e alla fine è come se fosse un'unica storia. Il film nasce da un'idea di Vincenzo Cerami, poi ci abbiamo lavorato con lo sceneggiatore Ugo Chiti e l'abbiamo cambiata dividendola in quattro episodi".

"Il vulcanico Aurelio sta prendendo gusto al mondo del calcio e anche la sua specialità, la neocommedia all'italiana, prova a modellarsi sul meccanismo della squadra. Così il tocco-De Laurentiis cala un poker di episodi che riscrivono in scioltezza le fatidiche fasi dei percorsi di coppia: l'innamoramento, la crisi, il tradimento e l'abbandono, collegati da un esile filo comune e affidati al talento e alla forma degli attori/giocatori. Basterebbe dire, a questo punto, che 'Manuale d'amore' porta a casa il risultato, ma forse il pubblico pagante è anche interessato alla qualità del gioco e alle strategie messe in atto dal regista/allenatore, quel Giovanni Veronesi che dopo prove controverse ha appena trovato la giusta dimensione nel controcanto giovanilistico di 'Che ne sarà di noi'. (...) Il film, in sostanza, mantiene ciò che promette e lo fa grazie alle armi classiche del genere, ritmo, malizia, assolo comici, applicazione artigianale. Esattamente le qualità che latitano nella lunga marcia che assomiglia sempre più a un calvario dei tanti, velleitari e sfortunati cuori sacri della nostrana produzione." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 19 marzo 2005)

"Veronesi, su un soggetto di Cerami, spacca il capello amoroso in quattro tempi, ironizzando sulla fatica di volersi bene. Ne varrà la pena? Incastrati narrativamente si agitano i giovani Muccino e Trinca, i bravi Buy e Rubini, la Littizzetto vigilessa in ardore e l'evergreen Verdone che finisce sotto il letto e sul cornicione, ma invia un lieto fine senza garanzia. Manuale, quindi il senno comune degli affetti in andata-ritorno, recherche della commedia italiana, fra basse e alte infedeltà, difficile voglia di ridere: è possibile ritrovare quell'ingenuità?" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2005)
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