Maria Regina di Scozia

La Stuarda in chiave femminista, regale la prova d’attrici: Saoirse Ronan mette soggezione, Margot Robbie è un concentrato di fragilità

15 Gennaio 2019
3/5
Maria Regina di Scozia

In piena renaissance di regine non poteva mancare all’appello Maria Stuarda, già deposta dal trono del cinema in almeno altre quattro occasioni (memorabile la prima, del 1936, ad opera di John Ford).

Questa scritta dallo sceneggiatore di House of Cards Beau Willimon e diretta con mestiere dall’esordiente Josie Rourke, è una versione à la page, smaccatamente femminista.

Spicca, oltre la vulgata ufficiale dei biografi, l’affinità tra le due sovrane rivali, Maria ed Elisabetta I, due anime in piena sotto il decoro dei kirtle e le acconciature spaziali, due donne sensibili, illuminate e sole in un mondo di uomini meschini, pronti a cospirare, tradire, assassinare.

L’aspro paesaggio di Scozia sembra un prolungamento del carattere ruvido della protagonista, anche se colto in campo lungo e con moto circolare ricorda lo spot di un superalcolico.

E poi il popolo è feroce, sobillato da lord sleali e pastori rabbiosi, il pettegolezzo di corte sfumato in un’atmosfera da tragedia, il trattamento infedele ma sincero nella simpatia alle due regnanti.

Regali anche le attrici: Saoirse Ronan mette soggezione, Margot Robbie è un concentrato di fragilità. La Storia non offre lieto fine, il film la imbelletta e ne cava una morale.

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