Lo stagista inaspettato

Robert De Niro regala un'eleganza d'altri tempi al "solito" film della Meyers. E con la Hathaway c'è chimica

13 Ottobre 2015
3/5
Lo stagista inaspettato

De Niro ha tanta cose da farsi perdonare, una per ogni volta che ha cercato di buttare nel water una gloriosa carriera con film improponibili. Lo stagista inaspettato poteva prolungare la serie e invece il caro vecchio Bob regala alla commedia di Nancy Meyers un’eleganza e una gentilezza d’altri tempi, pari a quelle portate dal suo personaggio alla lanciatissima start up messa in piedi da Anne Hathaway.
Lei classica donna in carriera con poco tempo per la famiglia. Lui pensionato vedovo riuscito ad entrare nel programma di utilità sociale per “stagisti senior” brevettato dall’azienda di lei. Insieme faranno faville fuori e dentro l’ufficio: perché, ecco la morale, dietro una grande donna c’è un uomo più anziano e saggio.
Tranquilli nessun romance fuori tempo massimo in agguato, ma una chimica che sembrava perduta, fatta di lealtà, stima e collaborazione reciproca. Così il solito canovaccio dolciastro della Meyer si rivela gradevole passo a due, polite e deliziosamente retrò. Nessuna entrata a gamba tesa su item politico/sociali, intendiamoci, ma qualcosa di non scontato sul gender sì.
Certo il pacchetto è insopportabilmente pulito – no conflitti, no disomogeneità – ma le due ore scivolano via che è una bellezza.

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