Italian Dream

Apologo d'inizio millennio strambo quanto i vecchi racconti di fine secolo dello stesso Baldoni. Ancora con Marescotti

26 Giugno 2008
Italian Dream
Italian Dream

La predilezione per le Strane storie, Sandro Baldoni l’ha dimostrata sin dall’esordio: la conferma con Italian Dream, apologo d’inizio millennio strambo almeno quanto i racconti di fine secolo che facevano da sottotitolo all’opera prima di quindici anni fa.
Ivano Marescotti, il protagonista di allora (e del successivo Consigli per gli acquisti), è un portiere d’albergo col vizio delle scommesse e il sogno d’aprire un ristorante in Inghilterra. L’eccentrico non è lui, ma l’Italia che gli sta intorno: dove il consiglio dei ministri s’inventa un kit per disoccupati (panino, acqua di fonte, mezza mela e biglietto della lotteria), e il partito dei depressi cronici vince le Amministrative. Il nostro tira avanti, tra una tris e un’estrazione del lotto. Finché non si scopre pedinato dai bodyguard sikh del miliardario Teco Celio: e qui la commedia si fa gialla, elegante nella costruzione di una suspense rilassata che deve molto al senso dell’inquadratura del regista, e al montaggio di Ilaria Fraioli. Ma pur interpretato da un cast divertito di baldoniani doc, il soggetto ha il fiato corto, e al contrario dei precedenti è sfocato nella satira e spuntato nelle invenzioni. Nonostante il bizzarro finale “suino”.

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