Il talento del calabrone

Sergio Castellitto telefona in diretta al dj Lorenzo Richelmy: ha una bomba in auto. Confezione internazionale per un incubo notturno che è un gioco e un teorema. Su Amazon Prime Video dal 20 novembre

13 Novembre 2020
2,5/5
Il talento del calabrone

Uno dei punti di forza di Il talento del calabrone, opera prima di Giacomo Cimini, è la tipica cura formale delle produzioni della Paco di Arturo Paglia e Isabella Cocozza. C’è una buona costruzione della tensione, in questo atipico thriller milanese, ma lo scarto forse più determinante sta nell’atmosfera claustrofobica costruita dalle luci al neon di Maurizio Calvesi e nel ritmo spesso impetuoso garantito dal montaggio di Massimo Quaglia.

Due nomi di peso che sostengono e rafforzano l’esordio di Cimini conferendogli una confezione dall’ambizione internazionale (e, va da sé, la trappola midcult), complice anche la visione di una Milano notturna che nella sua singolarità urbanistica diventa sintesi di tutte le metropoli occidentali, dormienti e reticenti, che relegano all’oscurità gli aspetti perturbanti di uomini e donne apparentemente anonimi.

Sin dal titolo allusivo e a scatole cinesi, Il talento del calabrone si avvale di una struttura teorica molto forte e cerca continuamente di schivare gli ostacoli insiti a questi film-game dove la sfida tra i protagonisti si riverbera nelle attese e nel coinvolgimento degli spettatori. La sceneggiatura di Cimini e Lorenzo Collalti (anche lui debuttante nel lungometraggio) usa bene alcuni cliché del genere per definire i confini di un post-noir, incubo che dura lo spazio di una notte e si sfuma in una fantasia allucinata.

Per ansie e paure, il film sembra legato a un immaginario che oggi ci appare meno angosciante di quanto potesse sembrare appena dieci anni fa. Un uomo (Sergio Castellitto) telefona a un dj (Lorenzo Richelmy) che sta conducendo una trasmissione radiofonica in diretta: sta girando per la città in auto portando con sé un pericoloso ordigno esplosivo. Attraverso l’immagine di questo colto ed elegante sessantenne che pretende certe particolari esecuzioni di Bach e Beethoven, la figura del terrorista assume una dimensione ancor più inquietante, perché la sua azione criminale si rivela a poco a poco qualcosa di vicino a noi.

È interessante il modo con cui Cimini ha inserito la parabola di un borghese già illuminato e finito negli abissi della disperazione dentro la (auto)narrazione della città “che non si ferma mai”, la capitale morale espressa dalla voce esaltata di un dj fighetto che promette biglietti gratis, seduce fan e collaboratrici e si fa chiamare con pretenzioso diminutivo.

È sicuramente l’aspetto più intrigante di questo film che sconta uno sviluppo forse un po’ troppo prevedibile nelle sue connessioni tra causa ed effetto, nei legami (in)visibili tra passato e presente, nelle molte allusioni scientifiche. Non aiuta un commento musicale che eccede nel dare la punteggiatura alla tensione, ma ancora di più non sembrano ben gestiti gli istrionismi dei tre attori principali, chi in preda a rutilante gigionismo e chi tendente verso un involontario grottesco. Dal 20 novembre su Amazon Prime Video.

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18 Commenti on "Il talento del calabrone"

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Mari
Ospite

Piacevole, Castellitto bravissimo, il Dj pure.. Quella deludente è la colonnello dei carabinieri, vai a capire perché con un orrendo vestito rosso, un decolleté da nascondere, capelli pezzati e malmessa in tutto. Oltre alla recitazione terribile.
Sono cose che in un discreto film davvero nn capisco

Franz
Ospite

Il film peggiore che abbia mai visto negli ultimi 10 anni. Se fosse possibile manderei
Cimini e compagnia bella a raccogliere patate…voi non fate cinema, giocate solo
con la strumentazione che sapete usare, come gli gli ignoranti con lo smartphone…

Federico
Ospite

Ma non ti vergogni a dire certe cose? Del lavoro altrui? Chi ca..o ti senti? Truffot? Jackson? Spielberg? Burton? Non sei nessuno come tutti noi. Una cosa é dire che quel film non ti piace e una cosa é scrivere certe boiate.
Vergogna. Spero che un giorno verra disprezzato come fai tu con i tuoi giudizi da grande critico del cinema.
Mi fai pena.

PIERO GIRELLA
Ospite

Sono d’accordo non so come si fa a produrre certi filma poi la FOGLIETTA che ci fa in questa storia da ridere

Antonio
Ospite
Tu vuo fa l’americano ….. ma non ce la fai. Una occasione persa. Foglietta non convinta, e come si potrebbe, con un copione così? Ha battute da Eastwood di carta stagnola, é, tranne l’altro agente (peraltro maltrattato dal dj fisicamente) tutto ciò che il questore di Milano riesce a contrapporre quando gli fanno saltare un palazzo stile torri gemelle. Milano trema, la polizia starebbe a guardare… se ci fosse! Farebbe piangere Corbucci e tutti gli anni settanta. E poi, sob….Un dj inverosimile: lo sappiamo tutti che in un mondo reale un tipo così, che parla così, sarebbe stato preso per… Leggi il resto »
Riccardo
Ospite

Uno dei film più belli che abbia visto in questi tempi di cinema chiusi e film in streaming , ottimi tutti gli attori , anche la Foglietta .

Iris
Ospite

La vera domanda è perché? Perché fare un film così? Sono stati capaci di far recitare male anche Anna Foglietta, che invece a me in genere piace. Imbarazzante davvero, sembravano tutti fuori parte (tranne forse Castellitto, ma per mestiere e non per convinzione). Brutta la sceneggiatura, nessuna tensione… Boh.

Rita Satta
Ospite

Un gran bel film, fantastici tutti.
Castellito non delude mai.

Barbara Corbisiero
Ospite

Film piacevole e a tratti intenso. Castellitto regge da solo io film, peccato l’interpretazione di Anna Foglietta del tutto inadeguata

Gug
Ospite

A parte castellitto, una recitazione da scuola elementare

UomoMascherato
Ospite
Il limite del film sta nella sceneggiatura: è malamente scopiazzata dai romanzi di Giorgio Faletti e denota tutta la pochezza dei produttori italiani che piuttosto che pagare per i diritti di romanzi che potrebbero essere messi sul grande schermo, neanche con tanti sforzi per quanto sono ben scritti, continuano a partorire film fini a sé stessi, con storie che fanno acqua da tutte le parti e con l’unico intento di far continuare a lavorare, pur giustamente, attori, tecnici e quanto altro. Il risultato è un’ottima performance di Castellitto, che è bravo a prescindere ma lo sarebbe anche per la pubblicità… Leggi il resto »
Nenno
Ospite

Mah.. Castellitto e la fotografia uniche note positive del film, che si sarebbe potuto confezionare meglio. Capitano dei carabinieri più vecchio del tenente colonnello (sarà ex maresciallo..), colpo in canna ed anfibi con vestitino nello studio di radio 105, per sparare a chi? Al dj? Non dura tanto, forse apposta per farsi guardare tutto..

Simone
Ospite
Mah… non pensavo di dover fare la recensione della recensione, ma una recensione che non fa il minimo cenno al tema centrale del film dice tutto sulla sua inutilità? Ma… vogliamo parlare del bullismo piuttosto che del terrorismo? Vogliamo dire che appena vedi Castellito non ti passa nemmeno per la mente il tema del terrorismo nel senso indicato dalla recensione fuori campo? Il film è bello, intenso, in certi momenti toccante, alcuni attori non sono all’altezza di un Castellito sempre eccellente, ma alla fine, a mio sommesso avviso, se ne esce con una buona impressione e con la voglia di… Leggi il resto »
Andrea
Ospite

La Foglietta veramente imbarazzante nel l’interpretazione.

alessandro
Ospite

lo sto guardando ora…. con fatica arriverò alla fine…forse
buono spunto, buona l’atmosfera, non così la regia e gli attori, nonostante Castellitto, in particolare la foglietta….veramente fuori ruolo e registro.
peccato.

Patrizia Milazzo
Ospite
Deludente. Scimmiotta con pessimi risultati i thriller americani. La Foglietta che di base è un’ottima attrice ha accettato il ruolo più inadatto della sua carriera. È forzata, non credibile, recita come nelle recite di fine anno a scuola. Penosa. Il dj , idem. Solo Castelletto e la sua ottima recitazione mi hanno impedito di addormentarmi ed arrivare a scoprire almeno un finale interessante. Il problema è che le serie americane di Netflix e Prime ci stanno abituando a livelli di recitazione degli attori eccelsi ed ancor più strabiliante dei doppiatori italiani i veri geni del nostro cinema. Gli attori italiani… Leggi il resto »
Franco
Ospite

A me è piaciuto ed anche tanto.
Tratta di un tema molto delicato ed attuale: il bullismo ed i danni che questo può fare. Un film da far vedere a tutti i ragazzini dai 13 ai 16 anni. Ed anche ai loro genitori.
Ruolo ed interpretazione della Foglietta in effetti non sono il massimo. Quando si cambia e si presenta con la pistola e poi come usa la pistola mi ha fatto scompisciare dal ridere, anzi no mi ha fatto piangere, perchè non c’entrava nulla.
Castellitto favoloso.

Valeria
Ospite
Non è colpa della Foglietta, ma di chi ha scritto la sceneggiatura. Partendo dal professore che comincia con un’interpretazione sbagliata della parola simpatia, scambiandola per l’empatia e che dà il meglio di sé in una crisi di pianto in cui non dice una parola, passando per un dj che incarna tutti gli stereotipi del milanese (ci manca solo che dica “Uè, testina!”), in una radio milanese il cui staff sfoggia tutto un accento marcatamente romano (ma in che film?? Ah, giusto… in questo…), per arrivare al colonnello dei carabinieri che, con gli occhi fuori dalle orbite, punta la pistola in… Leggi il resto »
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