Il libro della giungla

Dal film d’animazione al remake, una storia senza tempo magistralmente scritta e diretta

13 Aprile 2016
3,5/5
Il libro della giungla

Non è una scimmia, è un cucciolo d’uomo e il suo nome è Mowgli. È il piccolo protagonista di Il libro della giungla, un classico dell’animazione Disney datato 1967. Dopo quarantanove anni torna sul grande schermo Mowgli e questa volta in carne ed ossa – interpretato dall’esordiente Neel Sethi. Il libro della giungla, un cult di questo genere, ha regalato per decenni sia a grandi sia a piccini la possibilità di entrare nel mondo animale e naturale. Ed è l’ultimo successo d’animazione prodotto dallo stesso Walt Disney, morto durante la sua produzione.

Il nuovo libro della giungla (The Jungle Book), sempre tratto dall’omonimo libro di Rudyard Kipling, è diretto da Jon Favreau, regista anche di Iron Man e Iron Man 2. Il remake del classico Disney sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 14 aprile, un giorno prima rispetto agli Stati Uniti d’America. La storia di Mowgli è da anni una leggenda universale e il film non tenta di stravolgere il mito degli anni ’60, ma cerca di aggiungere del nuovo restituendo al cucciolo d’uomo il giusto spazio nella contemporaneità.

Gli animali sono reali e credibili, protagonisti sin dalla prima scena in un ambiente selvaggio e curato nel dettaglio. A narrare la storia è la pantera Bagheera, che nella versione originale ha la voce imponente di Ben Kingsley, mentre nel doppiaggio italiano di Toni Servillo. Carta vincente del film è scuramente anche il cast vocale, a dir poco stellare non solo nella versione originale. Da un lato Neel Sethi, Bill Murray, Idris Elba, Lupita Nyong’o, Scarlett Johansson, Giancarlo Esposito, Christopher Walken, Garry Shandling, Brighton Rose; dall’altro Giovanna Mezzogiorno, Neri Marcorè, Violante Placido, Giancarlo Magalli.

Come è ben noto Il libro della giungla narra le vicende di Mowgli, il giovane cucciolo d’uomo cresciuto da una famiglia di lupi ma costretto a lasciare la giungla quando la minacciosa tigre Shere Khan decide di eliminarlo per evitare che diventi una minaccia al suo potere. Mowgli abbandona così la sua “tana” e inizia un incredibile, e a tratti invidiabile, viaggio alla scoperta di se stesso e della giungla. A fargli da “cicerone” è la pantera Bagheera insieme al divertente e spensierato orso Baloo.

Il film di Jon Favreau è impeccabile per l’eccezionale realismo fotografico, per la qualità visiva, per la sensibilità nel non allontanarsi dalla trama originaria. Fedele e originale sono le uniche chiavi di lettura possibili. La formula vincente per un live action destinato a un vasto target di pubblico, che tanto mancava sul grande schermo.

Il libro della giungla è un film sbalorditivo per gli effetti speciali e digitali che ricostruiscono l’ambientazione di una giungla remota e a dir poco affascinante. Da un lato gli effetti, dall’altro la colonna sonora – affidata al compositore John Debney (Spongebob, The Passion, Sin City) – rendono il film un ottimo prodotto artistico e commerciale. E nonostante il grande lavoro tecnico e di post produzione, è la storia stessa di Mowgli il fattore principale del successo, inevitabile, che avrà il film.

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