Partiamo col dire che è il figlio illegittimo, ma non per questo privo di elementi di interesse, di F1 di Joseph Kosinski. Coproduzione italo-spagnola, ci porta nel mondo delle moto, in particolare della Moto2, la categoria da cui si pescano i futuri talenti della MotoGP. La sua fedeltà assoluta ai topoi del genere è accompagnata fin dall’inizio da un’identità orgogliosamente europea, sia per ciò che riguarda l’estetica che l’atmosfera.

Protagonista è l’irrequieto e talentuoso pilota spagnolo Edu Serra (Óscar Casas) che dopo una gara buttata sul finale, viene licenziato dalla sua scuderia. Su di lui ha però messo gli occhi il Manager della Aspar Team, Eli (Enrique Arce), che gli propone un accordo: cinque gare, cinque possibilità come gregario dello spumeggiante e vanitoso Gianni Baltelli (Saul Nanni), per dimostrare il suo valore e guadagnarsi un contratto. Serve un allenatore per Edu, ed Eli sceglie l’ex asso Antonio Balerdi (Claudio Santamaria), che si dia il caso sia anche il padre di Edu. Ma i rapporti tra i due sono sempre stati tesi e il film finisce per unire film sportivo e melodramma familiare e amoroso.

Ana Mena e Óscar Casas in Idoli - Fino all'ultima corsa
Ana Mena e Óscar Casas in Idoli - Fino all'ultima corsa

Ana Mena e Óscar Casas in Idoli - Fino all'ultima corsa

Idoli dà il suo meglio nelle sequenze in pista, veramente di altissimo livello, con ben poco da invidiare ad un blockbuster d’Oltreoceano. Il resto, compresa la love story di Edu con la tatuatrice Luna (Ana Mena), è un susseguirsi di cliché che fanno scivolare l’insieme quasi verso un’identità televisiva vecchio stile.

Tanti i camei di veri idoli delle due ruote, da Jorge Martin a Marc Marquez, in un prodotto studiato palesemente per un pubblico under 25. Idoli sa anche sorprendere quando omaggia la saga di Rocky, con l’allenamento “creativo”, l’epica della riscossa, il tema del mentore e dell’allievo che si aiutano a vicenda.

Whitecross è a volte un po’ troppo edulcorato e retorico nella narrazione, ma viene aiutato da Nanni e Santamaria, che donano la giusta quantità di pepe ai loro personaggi. Non un capolavoro del genere, sia chiaro, ma una variazione sul tema accessibile e godibile, che piacerà molto accessibile e godibile, che piacerà molto anche ai profani delle due ruote.