Border – Creature di confine

Ali Abbasi tenta il numero con un thriller fantasy horror con troll: irrituale ma inverosimile. Miglior film in Un Certain Regard a Cannes 2018

21 Marzo 2019
2,5/5
Border – Creature di confine

Tina è una doganiera con una dote particolare, riesce a fiutare (letteralmente) il passaggio di ogni malintenzionato. Avviene così che contribuisce a mettere la polizia sulle tracce di un terribile giro di pedofili.

Allo stesso tempo, però, non riesce ad inquadrare un misterioso viaggiatore, Vore, al punto di innamorarsene.

Sulla carta il film di Ali Abbasi, regista nato in Iran ma ormai cittadino danese, è un thriller dalle consuete atmosfere scandinave, con traghetti in continuo transito e boschi misteriosi sullo sfondo.

 

Ma le fattezze del personaggio protagonista e, poco dopo, del misterioso viandante così simile a lei, spostano il terreno dell’opera dalle parti del fantasy horror metafisico: Tina (la trasformazione di Eva Melander è a dir poco… spaventosa) è infatti una “donna” con un “cromosoma difettoso”, almeno questo è quello che le hanno sempre raccontato da quando è piccola: nel viso e nel corpo, e all’indomani dell’incontro con Vore anche nell’animo, è lampante che i tratti ferini di una misteriosa bestialità ne caratterizzano l’esistenza.

A suo modo magnetico e irrituale, Gräns (“confine”) paga però alla lunga questa insistita ricercatezza di senso – oltre che identitaria – finendo per sfociare in territori a dir poco inverosimili: per carità, quando si tratta di proporre riflessioni sulle problematiche relative alla diversità (in definitiva i due protagonisti sono dei… troll) e ai soprusi ogni arma è valida, a patto di non pigiare troppo sul pedale dell’improbabile.

Vincitore della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2018.

 

 

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3 Commenti on "Border – Creature di confine"

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berlicche
Ospite
Credo che il registro dell”‘improbabilità” non si addica a questo film, i cui intenti non sono evidentemente realistici, bensì metaforici, per quel che corncerne, come sostiene il Caporedattore, le tematiche dell’identità e della differenza. A mio avviso trattate con grande coraggio, scavando a fondo nella pulsionalità più istintuale e anche ripugnante degli esseri umani attraverso l’escamotage dei troll: uno dei tantissimi e spiazzanti colpi di scena, che non andrebbe rivelato. In conclusione un grande film, che esorbita da qualsiasi genere, amalgamando incredibilmente esistenzialismo, identità di genere e umana globalmente, thriller mozzafiato, fantasy. Peraltro riesce ad alternare tinte forti (o fortissime)… Leggi il resto »
Pikappa
Ospite
Più che una recensione quella postata è un riassunto parziale della trama, condito di spoilers critici che, come suggerisce il commentatore che mi ha preceduto, non giovano a chi il film deve ancora vederlo. La protagonista non è l unica a trovarsi spiazzata da quella rivelazione, anche per lo spettatore cambiano le carte in tavola. Per quel che vale il mio personalissimo parere, la recensione banalizza un lavoro cinematografico che riesce pienamente nel suo intento: mettere in scena una riflessione attualissima in Europa ( vale la pena ricordare che il regista è danese di origini iraniane) chiamando a sè i… Leggi il resto »
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