Gomorra – Stagione Finale

Ultimo atto di un successo mondiale. Serie che conduce lo spettatore nei veri luoghi della camorra: tutti i personaggi sono negativi, eppure capaci di suscitare empatia. Su Sky Atlantic e NOW

2 Dicembre 2021
4/5
Gomorra – Stagione Finale
Genny e Ciro, Salvatore Esposito e Marco D'Amore in GOMORRA - STAGIONE FINALE
STAGIONE 5 DISPONIBILE SU SKY ATLANTIC / NOW
(2021) – 10 episodi
Ideatore – Roberto Saviano
Cast –  Salvatore Esposito (Genny Savastano), Marco D’Amore (Ciro Di Marzo), omenico “Mimmo” Borrelli (Don Angelo, detto O’ Maestrale), Ivana Lotito (Azzurra Avitabile), Arturo Muselli (Enzo Villa, detto Sangueblù), Tania Garribba (Donna Luciana), Carmine Paternoster (O’ Munaciello), Antonio Ferrante (O’ Galantommo), Nunzia Schiano (Nunzia)

La guerra tra i clan della camorra di Napoli arriva allo scontro finale. Gennaro Savastano è il ricercato speciale, braccato dalla polizia e costretto a vivere in un bunker, senza più Azzurra e Pietrino, abbandonati per garantire loro una vita migliore. Napoli è una città in macerie dopo l’ultimo scontro tra i Levante e Patrizia, che ha costretto Genny a rinunciare al suo sogno di normalità e a tornare in campo. Ora il suo unico alleato è ‘O Maestrale, il misterioso boss di Ponticelli. La guerra è imminente e i nemici agguerriti. Ma arriva una scoperta: Ciro Di Marzio è vivo, in Lettonia. E per Genny nulla sarà più come prima. La storia iniziata nel 2014 giunge al capitolo finale, quello della resa dei conti.

La quinta stagione di Gomorra è l’atto conclusivo della serie cult Sky Original prodotta da Cattleya in collaborazione con Beta Film. L’ultimo tassello del grande racconto sulla camorra, narrata attraverso la storia della famiglia Savastano e il genere del crime, ma senza mai distaccarsi dalla realtà. Una serie che scaraventa impietosamente lo spettatore nel brutale sottomondo della criminalità e che non si preoccupa di rendersi accomodante allo sguardo esterno.

Nata da un’idea di Roberto Saviano e tratta dal suo omonimo romanzo, la più famosa e apprezzata tra le serie italiane nel mondo – nella classifica del New York Times al quinto posto fra le produzioni non americane più importanti del decennio 2010/2020 – è stata venduta in più di 190 Paesi, ricevendo ovunque un’accoglienza entusiastica da parte di pubblico e critica, ottenendo numerosi premi e contribuendo in maniera decisiva a ridefinire gli standard della serialità italiana.

Tutto è iniziato quando Roberto Saviano, poco più che ventenne, comincia a girare Napoli con la sua Vespa, durante la faida di Scampia, spostandosi da un luogo di un agguato a un altro. Così ha cominciato a raccontare quello che vedeva; ne è nato Gomorra, il suo romanzo d’esordio che gli ha portato fama mondiale ma anche l’inizio di una vita sotto scorta. Il libro poi ha dato vita a uno spettacolo teatrale, a un film e infine alla serie. Dal successo imprevisto, Gomorra è diventata un fenomeno sociale e social. I personaggi della serie sono diventati icone, le loro repliche delle frasi tormentone, oggetto di parodia dei The Jackal, rimbalzando dal web allo slang delle giovani generazioni.

“Io non volevo raccontare Napoli al mondo, volevo raccontare il mondo attraverso Napoli”, dice Saviano nel documentario di Sky, Una storia chiamata Gomorra. Chiunque, infatti, può riconoscere in questa serie dalla portata universale dinamiche che si ritrovano in altre città, in altre periferie, in altri tempi. Perché Gomorra è una storia di verità.

Come le precedenti, la quinta stagione sintetizza i tratti identitari dell’intera serie, assicurandone la continuità stilistica. Girati fra Napoli, Riga e Roma, i dieci nuovi episodi di Gomorra – Stagione finale sono scritti dagli head writer Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, che firmano anche il soggetto di serie con Roberto Saviano. Ritorna dietro la macchina da presa dei primi cinque episodi e del nono, Marco D’Amore, già regista di due episodi di Gomorra 4 e del film L’Immortale, che fa da ponte narrativo fra la quarta e la quinta stagione. Mentre gli episodi 6, 7, 8 e 10 sono diretti da Claudio Cupellini, al timone fin dagli esordi della serie.

La quinta stagione continua a raccontare il mondo della camorra attraverso i personaggi che lo abitano, senza mai giudicarli. Ritornano inevitabilmente gli storici protagonisti, Salvatore Esposito nei panni di un Genny Savastano latitante, Marco D’Amore nel ruolo di Ciro Di Marzio redivivo, Ivana Lotito come Azzurra e Arturo Muselli come Enzo Sangue Blu. Ma emergono anche nuove figure: Don Angelo detto ‘O Maestrale (Domenico “Mimmo” Borrelli), la moglie Donna Luciana (Tania Garribba), ‘O Munaciello (Carmine Paternoster), Vincenzo Garignano detto ‘O Galantommo e la moglie Nunzia (Antonio Ferrante e Nunzia Schiano).

Principali o secondari che siano, tutti i personaggi di Gomorra sono sfaccettati e seguiti nella loro naturale evoluzione. Su tutti campeggiano Genny e Ciro, rispettivamente il principe di Secondigliano e l’orfano, adottato dalla famiglia Savastano, ma infine traditore. L’opposizione, che segna dall’inizio la relazione tra i due protagonisti, porta inevitabilmente al cruento scontro finale.

Nell’universo cupo e cinico di Gomorra tutti i personaggi sono negativi, eppure capaci di suscitare empatia, ma ciò che più colpisce è la loro credibilità, poiché ispirati a persone realmente esistite. Genny in primis ricorda in parte la follia di Cosimo Di Lauro, ex capo clan, ma anche la figura di Francesco Schiavone Sandokan, boss dei Casalesi. Le stesse vicende sono tratte da fatti realmente accaduti. La ragazza vittima della violenza di Ciro nella prima stagione, per esempio, rievoca la tragica fine di Gelsomina Verde, barbaramente uccisa nella prima faida di Scampia.

L’intera serie dimostra, dunque, lo sforzo continuo di mantenere la narrazione il più possibile aderente alla realtà, che gli autori hanno potuto conoscere tramite atti giudiziari, verbali, intercettazioni e ordinanze di custodia cautelare. Preziose testimonianze, inoltre, del linguaggio dei capi clan che è diventato poi il linguaggio dei personaggi di Gomorra, non il napoletano ma lo scampiese.

La credibilità dell’intera serie, dunque, poggia sulla verosimiglianza di personaggi, situazioni, lingua e soprattutto luoghi. Interamente girata tra piazze di spaccio, rifugi-bunker, cimiteri, garage e appartamenti sfarzosi al limite del kitsch, rivestiti da cromatismi notturni, Gomorra conduce lo spettatore nei veri luoghi della camorra. Emblematiche le Vele di Scampia, spesso inquadrate dall’alto, ovvero il cuore del più grande supermercato della droga d’Europa, dove enormi guadagni illeciti scatenano guerre di potere sanguinose.

Genny – Salvatore Esposito in una scena dei nuovi episodi di GOMORRA – STAGIONE FINALE

L’iperrealismo, infine, è la cifra stilistica di Gomorra, nata con la sfida di raccontare fedelmente la realtà ma allo stesso tempo di costruire un impianto produttivo spettacolare che fosse all’altezza delle più grandi serie internazionali, portando così avanti un tipo di sperimentazione iniziato da Sky con Romanzo criminale. A ritmo di elettronica e rap napoletano emerge dall’oscurità, episodio dopo episodio, un sottomondo su cui era necessario far luce.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy