Gods Behaving Badly

Divertente commedia all-star Fuori Concorso: quando gli dei vivevano a Manhattan, secondo Marc Turtletaub

14 novembre 2013
3/5
Gods Behaving Badly
Gods Behaving Badly

E’ stato presentato Fuori concorso al Festival del Cinema di Roma il film Gods Behaving Badly del regista Marc Turtletaub. Una commedia romantica interpretata da un cast stellare che mette in scena le onnipotenti divinità dell’Antica Grecia, ormai costrette a vivere in esilio a Manhattan e dotate solo di un’ombra sbiadita del loro potere. Gli dei dell’Olimpo sono ridotti a trascorrere il loro tempo tra schermaglie e liti. Così quando Afrodite (Sharon Stone), la dea della bellezza, scopre che il suo adorato Apollo (Oliver Platt) l’ha di nuovo tradita, ordina al figlio Eros (Gideon Glick) di vendicarsi tirando il dardo dell’amore contro Apollo. Il piano però le si ritorce contro perché Apollo si innamora perdutamente della mortale Kate (Alicia Silverstone) e finisce per diventare protagonista di un triangolo amoroso insieme al timido spasimante di Kate, Neil (Ebon Moss-Bachrach). Nel film ovviamente c’è anche il capo sovrano degli dei: Zeus (Christopher Walken) che ormai è diventato un paranoico recluso nella soffitta e Ade (John Turturro), fratello di Zeus nonché Dio degli Inferi, insieme alla sua sposa Persefone (Rosie Perez), che è diventato un manager di un aldilà pieno di Spa e alberghi.
Tratto dal romanzo dell’inglese Marie Phillips del 2007, Gods Behaving Badly (letteralmente “Gli dei si comportano male”) segna l’esordio alla regia del produttore candidato all’Oscar Marc Turtletaub. E racconta con ironia la storia di questo gruppo di dei “caduti in disgrazia” costretti a vivere nella nostra società contemporanea che non crede più ai loro poteri e alla loro esistenza. Forse perché si prendono troppo gioco di noi comuni mortali? Non si sa, fatto sta che ora sono molto più simili ai mortali e che la gente ha smesso di credere in loro. Per tirarsi un po’ su di morale avrebbero bisogno di essere di nuovo tenuti un po’ in considerazione. Insomma l’idea di un Olimpo decadente e trasferito in una delle tipiche case newyorkesi di mattoni rossi diverte.

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