Ambientato nella Yangon industriale, in un Myanmar in cui le condizioni di lavoro sono estenuanti, e l’ incertezza economica è la quotidianità, Fruit Gathering è il promettente esordio alla regia del birmano Aung Phyoe.

Protagonista è San Kyi (bella interpretazione di Nandar Myat Aung, motore del film) è una giovane operaia tessile che sembra aver paura di tutto e che si fa carico della madre e della nonna. San Kyi sogna di tornare a visitare il villaggio d'origine della sua famiglia, in campagna, mentre la madre spera di farla sposare presto. Ma la ragazza, lo dice chiaramente, non ne vuole sapere.

Spera invece di fare questo viaggio insieme a una nuova collega, Theint Theint Oo (Nandar Myint Lwin). Una storia esile e delicata, girata e diretta bene, con una tenerezza silenziosa che aleggia sulle due donne, scaturita da una vicinanza iniziale che poi sfocerà in un sentimento profondo, almeno per San Kyi. Perché Oo ha problemi irrisolti, non ha soldi e non riesce a trovare un posto in cui vivere.

Le loro vite prederanno percorsi diversi e con il passare del tempo emergeranno tensioni tra le loro aspettative e le possibilità reali. Oo sarà costretta a sposarsi e ad andare via, Kyi forse realizzerà il suo desiderio, ma un giorno si rincontreranno, quando meno se lo aspettano, e quel legame che le aveva unite risplenderà ancora una volta.

Selezionato per il Concorso Progressive cinema della 21 Festa del cinema di Roma, è stato già accolto favorevolmente dalla critica internazionale a Karlovy Vary.